Il sole fa male ad adulti e bambini: ecco perché conviene proteggersi

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Ormai è accertato scientificamente che l’esposizione prolungata ai raggi solari può risultare nociva alla salute, soprattutto per chi ha la pelle delicata, come i bambini per esempio. Proteggersi quindi è importante, ma è utile sapere anche perché fa male.

In che modo il sole può essere nocivo

Durante le vacanze le occasioni per esporsi ai raggi del sole aumentano sensibilmente. Se è vero che stare al sole fa bene alle ossa e migliora l’umore, è anche vero che questi benefici non sono di certo limitati da una protezione capace di schermare i raggi UV. Proteggersi da un eccesso di raggi ultravioletti è, infatti, indispensabile perché rappresentano la prima causa della comparsa di melanomi. I raggi UV influiscono direttamente sulle cellule produttrici della melanina, che crea nella pelle un filtro naturale. E se da un lato questi raggi contribuiscono a fare invecchiare la pelle, dall’altro aiutano anche le ossa e i tessuti a produrre la vitamina D. Quest’ultima, poi, possiede secondo l’AIRC un potenziale effetto anticancerogeno. Un filtro quindi serve sempre, ma va calibrato in modo da fare assorbire gradatamente e senza eccessi i raggi del sole.

Come proteggere adeguatamente i più piccoli

Quando si parla di protezione dai raggi solari, sia che riguardi gli adulti sia a maggior ragione i bambini, la prima regola è di scegliere la protezione solare giusta, cioè quella più adatta al proprio fototipo, prestando sempre la massima attenzione all’eventuale presenza di tatuaggi, nei o cicatrici. Le persone con carnagione chiara generalmente necessitano di una protezione maggiore perché hanno una pelle che produce un basso livello di melanina. Questa regola, invece, vale sempre nel caso dei bambini, perché hanno una carnagione molto sensibile e soprattutto per i neonati, che hanno una pelle ancora troppo sottile per difendersi adeguatamente. Per questa ragione nei più piccoli, e fino almeno al compimento del 1° anno di età, l’esposizione diretta deve essere evitata e le creme devono avere un fattore protettivo particolarmente accentuato, a partire dal livello di protezione 50. Inoltre, i bambini vanno sempre protetti con cappellini, prendisole di colore chiaro e occhiali, il più a lungo possibile, evitando l’esposizione nelle fasce orarie più calde (tra le 12:00 e le 15:00), durante cui i raggi UV sono più penetranti.

Quali sono i rischi che si corrono

I raggi UV, se assorbiti in quantità eccessiva, possono danneggiare occhi, labbra e l’intera superfice cutanea con disturbi di natura diversa. Negli occhi possono far nascere, nella congiuntiva lacrimale o addirittura sulla cornea, un carcinoma squamoso oppure provocare una cataratta, o la manifestazione di un pterigio, ambedue estremamente lesive. Le labbra invece possono essere colpite da una forma specifica di herpes labiale che i raggi UV accentuano in maniera estrema. Per quello che riguarda la pelle, invece, alcune manifestazioni, come le scottature e l’eritema solare, sono note a tutte, ma quello che spesso sfugge sono i danni che le stesse bruciature arrecano nel tempo, come la formazione di zone di cheratosi e l’accentuarsi delle rughe, soprattutto nelle zone più delicate, intorno agli occhi e alle labbra. Tutte manifestazioni che, con l’andare del tempo, possono degenerare in lesioni pretumorali e portare alla nascita di veri e propri melanomi.