Ecco come i falsi miti influenzano le cattive abitudini alimentari

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10 falsi miti su presunte cattivi abitudini alimentari da sfatare – articolo tratto dal sito SoluzioniBio

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Dieci idee sbagliate su come mangiamo: falsi miti alimentari che nascono da vecchie credenze popolari, ma soprattutto dalle novità che vengono sparate dal web e sui social da sedicenti guru dell’alimentazione.

Novità che si diffondono molto rapidamente e che spesso, tra la gente che non  ha conoscenze specifiche sull’alimentazione, prendono piede e diventano abitudini alimentari spesso dannose per il nostro corpo.

Non credete quindi a tutto ciò che vi dicono. Ecco i primi 10 falsi miti da sfatare. Parola della famosa nutrizionista Marcella Ticca.

Dieta dissociata. Dividere le proteine dai carboidrati non fa dimagrire: si dimagrisce, certo, ma solo perché si finisce per mangiare di meno.

Pasta di sera fa ingrassare. Un altro falso mito, spesso accompagnato anche dalla formula magica: “non mangiare pasto dopo le 15,  oppure dopo le 16, secondo alcuni dopo le 18”. Cosa giusta è mangiare più leggero alla sera, ma può essere anche della pasta.

Dieta iperproteica.E’ molto facile da seguire, quindi ha preso molto piede; ha un effetto maggiore perché perde liquidi, ma in un anno si perde ciò che si perde con una  qualsiasi altra dieta.

Caffé. Bevendo molti caffè si da uno stimolo al metabolismo e si spezza il languore; ma non ci si può illudere che con 4 caffè al giorno si dimagrisca

Dormire poco aiuta a dimagrire? Falso! Non è vero: restando svegli di notte si tende a mangiare, e questo non fa bene e poi, dormendo male, si è più apatici durante il giorno, riducendo le normali attività fisiche in seguito alla stanchezza.

Fumare aiuta a dimagrire? Si, ma nessun medico vi consiglierà di cominciare a farlo o di non smettere per evitare di prendere peso: vero per una serie di motivi, ma il fumo è un dimagrante micidiale.

La carne del bollito è poco nutriente, mentre il brodo lo è molto. Questa convinzione è falsa, ed anzi i termini della questione possono essere addirittura invertiti.

Infatti, durante il processo di bollitura i costituenti fondamentali della carne rimangono quasi completamente nel prodotto stesso, e solo una piccola parte passa nell’acqua di cottura che costituisce il brodo. In particolare passano limitate quantità di grassi, di sali minerali di vitamine.

Spinaci e anemia. Sebbene sia vero che gli spinaci freschi contengono molto ferro (circa 3 mg per 100 grammi di prodotto, per un fabbisogno giornaliero che varia dai 10 ai 18 mg nell’adulto), bisogna tener presente che solo una piccola frazione di questo ferro (intorno al 2%) viene assorbita dal nostro intestino.

La vitamina C previene o cura il raffreddore. Non è proprio così. Una estesa analisi delle ricerche compiute sull’argomento ha permesso di accertare che l’assunzione della quantità minima suggerita di vitamina c (60 mg/die) non svolge alcun effetto preventivo.

Mentre l’assunzione regolare di uno/due grammi al giorno ottiene non una riduzione dei casi di raffreddore ma piuttosto una diminuzione della durata e della gravità dei relativi sintomi.

Frutta mangiata lontano dai pasti. E’ un’affermazione del tutto infondata, salvo che nei rari casi in cui sia presente una ipersensibilità individuale legata a dispepsia gastrica.

In realtà è possibile consumare la frutta in qualunque momento della giornata, anche se le abitudini alimentari degli italiani collocano spesso questo alimento alla fine del pasto, il che offre alcuni vantaggi. Fonte: SoluzioniBio