Grembiule a scuola, il Ministro Salvini: “Farebbe bene ai bambini”

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Grembiule a scuola, il Ministro Salvini: “Farebbe bene ai bambini”di Pietro Di Martino 

“Almeno alle scuole elementari rimettere il grembiule farebbe bene ai bambini ed eviterebbe simboli di diversità”, queste le dichiarazioni del Vicepremier Matteo Salvini.

Meno compiti per gli studenti durante le vacanze natalizie, reintroduzione dell’educazione civica, niente gender e adesso i grembiuli. Insomma, se dovessimo giudicare questo Governo solo sulle proposte che riguardano la scuola: promosso, a pieni voti!

Almeno per quanto concerne quelle appena elencate, certo! Se poi riuscissero ad occuparsi seriamente del dramma che stanno vivendo migliaia di genitori a causa della legge Lorenzin, sarebbe ancora meglio e potremmo aggiungere la lode!

Cosa pensano gli italiani sulla reintroduzione del grembiule

C’è da dire infatti che molti italiani plaudono alle proposte sinora fatte su temi importanti che riguardano scuola e famiglia.

Del resto, come non essere d’accordo sul voler assegnare meno compiti durante le feste natalizie, così da poter dedicare più tempo alla propria famiglia?

Sull’educazione civica vi basti pensare che il primo ad introdurla fu Aldo Moro: era il 1958. Scuole medie e superiori: due ore al mese obbligatorie, affidate al professore di storia, senza valutazione.

Dunque il Vicepremier sembra voler reintrodurre il grembiule e, a giudicare dai commenti, pare che abbia fatto nuovamente breccia sulla maggioranza degli italiani.

Parlando dell’argomento su facebook ho letto ad esempio un commento del tutto condivisibile di una mamma, che racchiude in poche righe l’utilità della proposta.

Laura scrive: “Super favorevole! I grembiuli impediscono ai bulli di prendere in giro quelli che si vestono in un certo modo; contrastano la mania del volersi vestire “alla moda” per sentirsi accettati e fare parte del gruppo; ridimensionano certe mamme che vestono ogni giorno i figli come se dovessero andare ad una sfilata di moda, trasmettendo loro il bruttissimo messaggio che ciò che conta è l’apparenza”.