Giuseppina Ghersi: ecco cos’hanno fatto alla lapide della 13enne violentata

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Non c’è pace per Giuseppina Ghersi. Vandalizzata ancora la lapide a Nolidi Anna Pedri

Ennesimo atto di vandalismo ai danni della lapide che ricorda Giuseppina Ghersi, la bambina di 13 anni che a Noli, in provincia di Savona, venne barbaramente violentata, torturata e uccisa dai partigiani subito dopo il 25 aprile 1945.

Da quando la lapide è stata inaugurata lo scorso anno è già la seconda volta che viene danneggiata.

Non c’è pace per Giuseppina Ghersi

Dopo che nel mese di giugno qualcuno ha dato fuoco alle foto e ai fiori che abbellivano la targa della giovane bambina, la notte di venerdì la violenza si è ripetuta, proprio alla vigilia del corteo antifascista previsto a Savona.

Un corteo promosso dall’Anpi e dal coordinamento antifascista savonese. Alcuni ignoti hanno sfregiato, a colpi di sassate, la targa commemorativa posta nei giardini adiacenti il piazzale Rosselli.

A dare notizia del danneggiamento sono gli esponenti del Gruppo Antipolitico Savonese secondo cui il gesto ha una matrice politica:

“Non ci sono parole per descrivere l’odio che queste persone stanno spargendo per Savona. Nella notte i soliti ignoti hanno distrutto la lapide posta in memoria di Giuseppina Ghersi trucidata dalla polizia partigiana a guerra finita. Un bel biglietto da visita per chi dispensa diritti e democrazia”.

Anche il sindaco di Noli, Giuseppe Nicoli, ha condannato l’episodio e ha affermato: “Sono rimasto davvero senza parole quando mi hanno riferito dell’atto vandalico”.

Un gesto che il primo cittadino, nel promettere di rimediare in tempi brevi al danno, definisce “un atto vile e vergognoso che offende una giovane vita spezzata dalle barbarie della Guerra”.

Dall’Anpi tutti zitti. Del resto è un silenzio che non stupisce, viste le parole che il presidente della sezione savonese, Samuele Rago, ha avuto in occasione dell’inaugurazione della lapide: “Giuseppina Ghersi, al di là dell’età, era una fascista”.

E i partigiani l’ebbero vinta, in quell’occasione, poiché sul cippo in memoria di Giuseppina nessuno ha scritto chi l’ha uccisa. Fonte: IL PRIMATO NAZIONALE