Terremoti artificiali provocati da una sfera in un bosco, ecco come – VIDEO

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In un bosco in Germania c’è una sfera in grado di provocare terremoti – di Noemi Penna

Può una sfera causare terremoti? Sì, se è in acciaio, pesa quattro tonnellate e viene «lanciata» da una impalcatura alta 14 metri. Questo inusuale oggetto si trova in una zona boscosa di Hainberg, vicino a Gottinga, in Germania, ed è il cuore di una antica stazione sismologica.

La Wiechert Earthquake Station è stata costruita nel 1902 dal fisico tedesco Emil Wiechert per raccogliere dati sperimentali e studiare la crosta terrestre. Un lavoro preziosissimo, proseguito dal suo allievo Ludger Mintrop, a cui si deve la creazione della palla – che ha preso il nome – con cui creare terremoti artificiali. 

Mintrop costruì l’impalcatura d’acciaio su una zona calcarea per registrare le onde sismiche artificiali risultanti a varie distanze dal sito di caduta. E l’esperimento è stato un successo clamoroso. La palla d’acciaio da 4 tonnellate oggi si trova ancorata al suo ponteggio originale. La stazione è stata dotata di un motore elettrico in grado di far ritornare il peso al suo posto dopo un esperimento, ed è stata utilizzata dall’Università di Göttingen sino al 2005. Fonte

Un’attività portata avanti. Uno dei primi geofisici della storia, assistente e discepolo del grande Prof. Emil Wiechert (1861-1928), Ludger Mintrop costituisce una figura di primo piano per l’avanzamento verso i tempi moderni della scienza per lo studio dei fenomeni sotterranei.

Prima di trasferirsi sul continente americano e dedicarsi alla sua attività collaterale, ma straordinariamente redditizia, della prospezione mineraria, sua era stata la scoperta delle cosiddette kopfwelle (propagazione “di testa”) una prima approssimazione del concetto contemporaneo di onde sismiche P ed S, rispettivamente il moto longitudinale e trasversale dei terremoti.

Un’attività portata avanti, per lunghi anni, presso l’istituto sismico di Wiechert, ai piedi del monte Hainberg, nella regione di Göttingen, dove lavorò con altri rinomati scienziati per la creazione, ed il perfezionamento, di alcuni dei più precisi sismografi della sua era.

Ma come tutti possiamo facilmente arrivare a chiederci, qual è l’utilità di un ago che traccia figure su un pezzo di carta cerata, se prima esso non è stato sottoposto ad attenta calibrazione?

È non è che sia possibile, a tal fine: “Creare dei piccoli territori a comando?!”
Questo potrebbe aver chiesto, il buon Wiechert, al dottore suo sottoposto, prima di liquidarlo con un benevolo ma fermo “Elementare…” sullo stile di altri grandi indagatori del tempo.

Se non che Mintrop, già molto prima della sua fase di agente in cerca delle ricchezze petrolifere del Messico, aveva elaborato nel profondo della sua fervida mente un’idea. Che non faceva affidamento, nel caso originario, all’impiego diretto di una grande quantità d’esplosivo, semi-sepolta in prossimità degli strumenti per misurare l’intensità del tremore. Bensì un approccio decisamente più semplice, riutilizzabile e diretto. Che oggi, le molte scolaresche che vengono a visitare l’ormai desueta stazione sismica, tendono a visionare come prima parte del loro tour.

È una torre alta 14 metri, sulla cima della quale, un poco alla volta, viene sollevata una sfera d’acciaio del peso di 4.000 Kg. Per poi lasciarla cadere, con un roboante e drammatico boato nel silenzio di una foresta, momentaneamente, pietrificata.

Col tempo, l’oggetto misterioso doveva essere diventato un’importante attrazione locale, se è vero che sopra l’ingresso dell’Istituto campeggia una targa recante la dicitura: “La roccia tremante vi porta conoscenze lontane. Interpretate i segni.”

Che volendo poteva essere inteso come un riferimento alla scienza dei terremoti in senso lato, ma anche un’ode alla singolare protagonista di una tanto vasta e continuativa sperimentazione, l’oggetto che veniva riportato nell’inventario ufficiale come “palla di pietra”  con un espediente che gli avrebbe permesso di sopravvivere intatta a due guerre mondiali, nonostante la propensione del governo a requisire ogni oggetto metallico per farne veicoli ed armi da usare nello sforzo bellico nazionale.

Mano a mano che i metodi per la registrazione dei terremoti presso la stazione di Göttingen venivano perfezionati, e l’archivio si arricchiva di testimonianze tra le più antiche ed utili al confronto dei disastri subiti nelle più diverse regioni del mondo, come il terribile terremoto di San Francisco del 1906, Mintrop iniziò a rendersi conto di qualcosa di molto importante.

La pietra arenaria sottostante la torre di sollevamento, per l’effetto del ripetuto impatto da parte della sfera d’acciaio, stava iniziando a restituire un eco misurabile lievemente diversa.

Dopo un attento studio, e valutazione dei fattori in gioco, si accese in lui l’abbagliante lampadina della comprensione: battendo ancora, e ancora, e ancora, il suolo stesso sotto gli esperimenti era diventato più compatto, modificando la traslazione in senso orizzontale della kopfwelle pseudo-tellurica.

Il che implicava qualcosa che precedentemente, il mondo scientifico non aveva sospettato: diversi tipi di sottosuolo, sottoposti allo stesso tremore, restituivano letture differenti. In altri termini egli aveva scoperto, in maniera del tutto casuale, la tecnica della sismica a rifrazione, in grado di permettergli un’analisi dettagliata di quanto si trovava sotto un determinato fazzoletto di terra, senza impugnare neanche per un attimo la vanga o altri strumenti di scavo. Le potenzialità di una simile scoperta erano straordinarie.

Lavorando in maniera indipendente dai suoi colleghi, lo scienziato originario della città di Essen creò quindi un nuovo tipo di sismofoni portatili, che gli sarebbero stati estremamente utili in futuro. Arruolato quindi nel genio dell’esercito prussiano, allo scoppio della prima guerra mondiale, Mintrop offrì ai suoi ufficiali superiori qualcosa di molto più utile che un altro fante da mandare in trincea: una strumentazione in grado di determinare, con precisione di pochi metri, l’esatta posizione dell’artiglieria nemica.

Una formidabile invenzione che gli sarebbe valsa nel 1920, al termine del conflitto, la nomina a membro della prestigiosa Accademia Nazionale Cesarea Leopoldina, un istituto di cui avrebbero fatto parte, a breve, figure del calibro di Marie Curie, Max Planck, Otto Hahn e Albert Einstein. Ma qualcuno potrebbe dire, da un certo punto di vista, che il punto più alto della sua carriera dovesse ancora venire.

Ciò che si erano prefissati di fare Ludger Mintrop e i suoi due sicofanti, vestiti come gli antichi ninja del territorio oltremare di Jipangu in quella notte imprecisata degli anni ’20, era ovviamente trovare un amico, ovvero, trovare un tesoro.

Lo scienziato tedesco aveva in effetti determinato come, grazie alla facile reperibilità degli esplosivi in terra di frontiera, gli fosse possibile realizzare il miracolo dell’analisi sismica a rifrazione mediante l’impiego di una tecnica decisamente più trasportabile della sua sfera gigante sospesa da una torre alta 14 metri. Il che poteva permettergli, ogni qualvolta lo desiderasse, di recarsi presso l’area di un possibile giacimento, facendo saltare per aria un punto arbitrario del suolo.

Ma non prima di aver disposto tutto attorno i suoi speciali sismofoni modello “Mini Trooper” al fine di realizzare una precisa triangolazione dell’eventuale diapiro salino (o duomo di sale) una struttura geologica che indicava, senza ombra di dubbio, la presenza probabile di un giacimento di petrolio.

Le squadre della Seismos erano solite muoversi in segreto, al fine di non lasciar scoprire i loro segreti, ed erano organizzate militarmente, come quelle attrezzate da Mintrop durante il corso della grande guerra. Nel 1924, esse realizzarono la loro più famosa scoperta con il giacimento di Orchard Fields in Texas, destinato ad avere una risonanza mediatica estremamente significativa.

L’industria dell’estrazione mineraria, d’un tratto, era cambiata. Anche se nessuno sapeva esattamente in che modo, e perché. Fonte – Tratto da: Nogeoingegneria

Maurizio Spezia

Appassionato di sport in generale, ospite fisso su Centro Suono Sport ogni lunedì sera.
E-mail: mauriziospezia81@gmail.com