Gemma, ipovedente: “Da piccola mi bullizzavano, oggi i perdenti sono loro”

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gemma pedrini
Foto dal profilo facebook di Gemma Pedrini

Gemma Pedrini, violoncellista ipovedente dalla nascita: ringrazio Dio per la vita! – di Silvia Lucchetti da Aleteia

Gemma Pedrini ha 24 anni, è una donna piena di gratitudine e una talentuosa musicista. Il suo sogno? suonare per Papa Francesco!

Gemma Pedrini è una violoncellista di 24 anni che ama la musica, lo sport, la vita! È ipovedente dalla nascita ma questo non le ha impedito di realizzare i suoi sogni e di diventare un’eccellente musicista (a 18 anni ha suonato a un concerto per l’85° compleanno di Ennio Morricone!), anche grazie all’amore e al sostegno dei suoi genitori.

Ma Gemma è stata una campionessa anche nello sci: nel 2011 ha vinto la medaglia di bronzo alla Coppa del mondo di Sestriere. Ancora oggi ama praticare sport, sci e canoa soprattutto, ma la musica le ha rubato il cuore e la mente, perché suonando sente di donare agli altri un po’ dell’amore che ha ricevuto.

Gemma Pedrini: sogno di suonare per il Papa

Oggi lavora e studia per laurearsi Musicologia e Beni culturali all’Università di Pavia, con una tesi sull’accessibilità per utenti non vedenti di alcuni programmi di editing per la musica.

Sulle colonne di Credere ha raccontato che sogna di suonare per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e per il Papa.

«Mi piace molto il modo in cui Francesco è vicino alle persone e come cerca di entrare in empatia con tutti, facendo lui il primo passo.

Avrei già voluto suonare davanti a Giovanni Paolo II… Spero che con Bergoglio il mio desiderio si possa avverare.

E poi sogno di dare un contributo nel mondo dell’accessibilità: io ho avuto tanto, ora mi piacerebbe aiutare chi si trova in difficoltà» (Ibidem).

Nella stessa intervista ha raccontato come è nata la sua passione per la musica: «Quando era incinta mia mamma suonava la chitarra: sostiene che la mia dedizione alla musica sia nata lì, assimilando le vibrazioni.

Poi una volta, a 3 anni e mezzo, le feci notare che la chitarra era scordata: fu lei ad accorgersi per prima del mio orecchio assoluto e, da allora, in casa nostra non è più entrato un accordatore» (Credere)

La fede mi aiuta molto

Mamma Mara e papà Roberto l’hanno sempre amata, sostenuta, incoraggiata, insegnandole ad avere fiducia in se stessa perché piangersi addosso non è mai la risposta, neppure nei momenti difficili.

«I miei genitori, Mara e Roberto, mi hanno sempre incoraggiata e nei momenti di difficoltà sono stati fondamentali.

A scuola ho avuto una brutta esperienza di bullismo, ma loro mi hanno spinta a non dar retta a chi mi ridicolizzava.

Mi dicevano: “tu non sei quello che ti dicono i tuoi compagni”. Mi hanno fatta entrare in contatto con molte persone, facendomi coltivare la fiducia in me stessa.

Oggi ai ragazzi dico di non lasciarsi schiacciare da chi li bullizza perché i perdenti, sul lungo termine, sono proprio i prepotenti.

In quella fase difficile della mia vita la musica mi è stata compagna e mi ha consentito di sfogare la tristezza e i sentimenti negativi.

E poi c’è la fede, che aiuta molto: così ho avuto un supporto terreno e uno ultraterreno» (Ibidem)

Nel 2013, a soli 18 anni si è esibita per il compleanno di Ennio Morricone, interpretando Mission davanti al maestro, possiamo immaginare la soddisfazione e l’emozione che avrà provato.

Nel 2012 è andata a Sanremo con Eugenio Finardi e poi ha collaborato con Franco Battiato, Antonella Ruggero, Ron e tanti altri artisti.

Quello che era un limite, la capacità visiva, è diventato per Gemma un punto di forza perché ha imparato…

«(…) che non bisogna prendere tutto sul personale, e che un po’ di ironia aiuta sempre. Infine, aggiungo, serve prudenza: che non vuol dire puntare in basso o accontentarsi delle cose facili, ma mettere sul piatto della bilancia possibilità e obiettivi, così da cercare di raggiungerli con serenità» (Credere).

A 13 anni è nato l’amore per il violoncello

Cresciuta a pane e musica ha cominciato presto a suonare la tastiera, il pianoforte, la chitarra e il flauto traverso:

«I giochini dei bambini? Non mi piacevano, avevano suoni stonati che mi irritavano, così mia mamma mi ha fatto ascoltare tanta musica.

Sentivo le canzoni e le riproducevo, magari con variazioni e modulazioni ideate da me. Ho suonato la tastiera, il pianoforte, la chitarra e il flauto traverso.

Nella mia famiglia però nessuno è musicista e i miei genitori non mi hanno mai forzata: entrare in Conservatorio è stata una mia scelta» (Ibidem)

A 13 anni è nato l’amore per il violoncello e la creatività di Gemma si è amplificata: «Ero troppo gracile per suonare il flauto traverso, così in Conservatorio mi indirizzarono al violoncello.

Mi ha appassionata sin da subito: è uno strumento di notevole versatilità, con una grande estensione di ottave: ha note molto basse ma anche molte acute. Con l’arco poi puoi fare tanti tipi di effetti, come imitare le percussioni» (Credere)

A a 20 anni, nel 2015, ha conseguito il diploma al Conservatorio impiegando soltanto 7 anni invece che 10. Come? Studiando tanto, senza mollare mai!

Negli anni è cambiato il suo rapporto con la musica, da adolescente ha rappresentato uno sfogo, un “luogo” dove rifugiarsi e ricaricarsi, oggi è invece gioia pura:

«Il regalo più bello è quando qualcuno mi dice che la mia musica l’ha sollevato dalla sofferenza.

Sono i momenti in cui anche io riesco a ricambiare il bene ricevuto e ciò mi rende felice(…) Mi concentro, entro in completa sintonia con lo strumento e mi sento in pace.

Da adolescente la musica era il mio sfogo, un antidepressivo. Oggi è una buona fetta di felicità» (Ibidem).

Gemma Pedrini: i suoi punti di forza

Ascoltare, rispettare, ringraziare, gioire per le piccole cose, non sprecare il bene, cogliere nell’altro il bello.

Questo è tutto ciò che Gemma Pedrini prova ad incarnare ogni giorno: una sinfonia bellissima vivere da cristiani!

«Il rispetto e l’ascolto degli altri sono essenziali. E poi ho capito che le giornate vanno affrontate con tenacia e positività: bisogna cogliere tutte le piccole occasioni, prendendo il bello in ogni cosa.

Per strada, ad esempio, incontro tante persone che si offrono di aiutarmi ad attraversare gli incroci: spesso ne nascono anche due chiacchiere amichevoli» (Credere)

Gemma da bambina per tre anni ha fatto la chierichetta: la fede l’ha “respirata” in famiglia, soprattutto grazie agli insegnamenti dei nonni. Quante volte il Santo Padre ha ricordato la loro l’importanza nella trasmissione della fede!

«Sono stati loro a farmi conoscere la fede, raccomandando a me e a mia sorella Aurora di andare a Messa e recitare il Rosario.

Porto nel cuore gli insegnamenti che mi sono stati trasmessi da bambina. Oggi ringrazio sempre per le cose belle che mi succedono, a cominciare dall’essere al mondo. Sono nata a sole 23 settimane: ringrazio Dio e la vita per come è andata» (Ibidem)

Parole colme di gratitudine che ci ricordano, come diceva Chesterton, che la misura di ogni felicità è la riconoscenza. Fonte Aleteia