Fabrizio Moro: «Non sono innamorato», ecco chi è la donna di cui parla

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La fede di Fabrizio Moro: sento che Dio sta guidando la mia vita – di Gelsomino Del Guercio

Le preghiere, parroco, il figlio. Il cantautore si “confessa” in occasione dell’uscita del suo singolo “Ho bisogno di credere”

«La fede mi ha salvato. La fede in me stesso nei momenti difficili e la fede verso Dio. Sì, io credo in Dio, sono fermamente convinto che una mano invisibile stia guidando il mio percorso».

È il Fabrizio Moro che non t’aspetti quello che, occhiali scuri, tatuaggi e aria da duro, ti spiega con sincerità il motivo più profondo da cui è nato Ho bisogno di credere, il primo singolo (ora in rotazione) del decimo album di inediti del cantautore romano, Figli di nessuno in uscita il 12 aprile (Avvenire, 11 aprile).

Il singolo di lancio ripete come un mantra la parola fede, anche se, canta, «per descrivere la fede non servono parole / la fede è un conduttore fra un dubbio e questo immenso».

«Spesso mi capita di pregare credendo che qualcuno mi stia ascoltando – aggiunge Moro – Anzi, quando mi sono affidato alla spiritualità, al posto di arrovellarmi su come riuscire quando mi andava male nella musica e nella vita, le cose si sono risolte».

Don Claudio. «Don Claudio, si chiamava il mio parroco – ricorda il cantante – Io sono nato nel quartiere di San Basilio (a Roma ndr), ma sono cresciuto a Guidonia dove non c’era niente e l’oratorio era il centro di tutto. Noi ragazzi ci vedevamo lì, giocavamo, suonavamo…».

Filo d’erba

Nell’album, come nella vita del cantante, hanno un ruolo centrale i figli. Fa tenerezza l’immagine di quel bambino che il padre sta portando a scuola e che vede «stanco silenzioso e spento / debole come un filo d’erba che attraversa il vento».

Filo d’erba è un singolo dedicato al figlio più piccolo, di sei anni, «in cui rivedo me da bambino – aggiunge – introverso, fragile. Ho paura di non riuscire ad aiutarlo ad avere una corazza per difendersi dal mondo. Io fin da ora sto cercando di responsabilizzarlo, di fare in modo che sappia cavarsela da solo».

Le paure di un padre separato. Paure, evidenzia Avvenire, di un padre separato che trova risposta nell’amore e nell’abbraccio dei suoi figli, e che esprime in due dolci ballate, Come te e Quando ti stringo forte.

«L’amore per i miei figli è la cosa più grande che ho. Sono separato da diversi anni, non sono innamorato e la donna di cui parlo è mia figlia che ha dieci anni. Grazie a lei sono cresciuto tanto».

Fonte: Aleteia – Titolo originale: La fede di Fabrizio Moro: sento che Dio sta guidando la mia vita