Ex spia russa in condizioni critiche a causa di una “sostanza sconosciuta”

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Ex spia russa

Ex spia russa in ospedale, forse avvelenato

Sergei Skripal, ex 007 da tempo in Gran Bretagna, venuto a contatto con “una sostanza sconosciuta” a Salisbury

Una vicenda alquanto complessa quella accaduta a Salisbury, nel Wiltshire, dove un ex agente segreto russo è stato ricoverato in condizioni critiche presso un ospedale della capitale britannica. Secondo i medici, infatti, l’uomo sarebbe entrato “verosimilmente in contatto” con una “sostanza sconosciuta” mentre si trovava in un centro commerciale di Salisbury. A riportare la notizia è stata la Bbc che, nell’annunciare il ricovero dell’uomo, ha anche riferito la sua identità: si tratterebbe del 66enne Sergei Skripal, ex colonnello dell’Intelligence russa e da tempo residente nel Regno Unito grazie all’ottenimento dell’asilo politico, arrivato nel 2010 a seguito di uno scambio di 007 fra Russia e Stati Uniti, organizzato allo scopo di riportare a Mosca 10 agenti arrestati dall’Fbi.

Nuovo Litvinenko?

Assieme a Skripal, pare sia stata ricoverata anche una donna di circa 30 anni che lo accompagnava, probabilmente rimasta vittima della medesima sostanza. Al momento, tuttavia, non è chiaro né con quale composto l’ex spia sia venuto a contatto né tantomeno come abbiamo questo possa essere accaduto. L’unica cosa certa, per ora, è che l’episodio contribuirà a peggiorare ulteriormente la tensione fra i due Paesi: all’orizzonte, infatti, si staglia l’ombra di un nuovo caso Litvinenko, che coinvolse un’altra spia russa il cui organismo era stato contaminato da un tè al polonio 210 che lo portò alla morte dopo un’agonia durate giorni e giorni. Il caso Skripal, per la verità, è accaduto nel pomeriggio di domenica ma solo oggi si è avuta al certezza di come quell’uomo ricoverato in gravi condizioni fosse proprio l’ex ufficiale dell’Intelligence russa.

Sostanze sconosciute

Sulla dinamica dei fatti non vi è al momento chiarezza: alcuni testimoni hanno riferito alla Bbc di aver visto i due seduti su una panchina, con “lei che era riversa su di lui e appariva svenuta. L’uomo faceva degli strani movimenti con le mani e guardava verso il cielo”. L’intero centro commerciale, così come alcune zone limitrofe e lo stesso pronto soccorso dove Skripal è stato trasportato, sono state isolate e trattate dai membri della squadra anticontaminazioni: un’operazione necessaria in quanto la sostanza utilizzata per avvelenare l’ex spia avrebbe potuto contenere agenti chimici tali da renderla potenzialmente rischiosa anche per altre zone. Da qui un allarme generale, diffuso nel timore che tale ritrovato possa essere non solo sconosciuto ma anche molto potente.

L’ex spia russa

Una storia quella di Skripal che si lega in modo sostanziale al Regno Unito, specie negli ultimi anni. Arrestato nel 2006 in Russia, aveva ricevuto una condanna a 13 anni perché ritenuto colpevole di aver passato all’MI6 delle informazioni classificate sugli 007 sovietici (poi russi) in azione in Gran Bretanga, il tutto per un compenso di 100 mila sterline. Solo nel 2010 l’allora presidente russo, Medvedev, aveva concesso la grazia all’ufficiale (colonnello a riposo) del Gru, per inserirlo nello scambio di spie con l’Fbi: tra queste rientrava anche la nota Anna Chapman, meglio nota come Anna “La Rossa”. Da allora Skripal era rimasto nel Regno Unito, optando per un’esistenza di basso profilo che, a quanto pare, potrebbe non essere stata sufficiente a cancellare il suo passato. Se, ovviamente, l’ipotesi dell’avvelenamento fosse confermata.

Fonte: interris