Ecco che fine fanno i prodotti invenduti su Amazon

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Amazon France, e la distruzione di prodotti nuovi. La follia della New Economy – da Scenari economici

Il programma Capital di M6, ripreso da Le Figaro mettono in luce una verità poco conosciuta delle vendite online attraverso la piattaforma Amazon, parlando del caso francese, ma presumibilmente ampliabile anche ad altre località nel mondo.

La distruzione dei prodotti nuovi. Scatole di Lego da 128 euro, televisori, libri, tutti questi prodotti vengono portati in discarica e distrutti nuovi, mai aperti, come testimoniato dai giornalisti che hanno effettuato pure il tracking di alcuni prodotti tramite gps e quindi hanno seguito la distruzione attraverso un drone.

Esiste un deposito dell”Ultimo viaggio” a Saran, vicino ad Orleans, dove i prodotti morituri vengono raccolti dalle cinque piattaforme francesi prima di essere distrutti, nuovi, intonsi.

La distruzione viene ad essere causata proprio dal meccanismo di funzionamento di Amazon.

La società vende prodotti propri, ma anche di venditori terzi che depositano le merci presso le piattaforme, ma la società americana odia gli invenduti ed il deposito inerte, per cui carica costi di stoccaggio altissimi.

Se il costo all’entrata di un prodotto è di 36 euro, dopo sei mesi può essere 500 e dopo un anno 1000.

Chi ha accettato di entrare sulla piattaforma, eccitato dalla possibilità di aumentare facilmente le proprie vendite, ma poi non ha avuto successo ha due possibilità: la restituzione a proprie spese o la distruzione. Molti scelgono la seconda opzione.

I prodotti Amazon non finiscono in beneficenza

In Francia esiste una legge, che ha una similitudine in Italia , che prevede una defiscalizzazione per i prodotti donati dalla distribuzione commerciale a fine vita a organizzazioni di beneficenza, ma nessuno dei prodotti di Amazon segue questa strada. Vengono semplicemente distrutti.

La New Economy, con la possibilità di scambi informativi immediati, doveva portare ad una riduzione degli sprechi, invece viene a portare a situazioni paradossali in cui beni nuovi vengono distrutti, alla faccia del “Just in time” e di ogni altra frescaccia modernista.

Ci si domanda anche quale sia il valore intrinseco di beni che vengono distrutti nuovi, chi assegna a questi beni un prezzo, che funzione ha il mercato, anzi proprio quale sia il suo senso.

Ci chiediamo anche quale sia poi la ricaduta ambientale di queste politiche, sia perchè il ciclo produttivo ha causato sicuramente un costo ecologico, così come la distruzione, e tutto questo senza che i prodotti abbiano svolto nessuna funzione.

Un’assurdità che dovrebbe far ripensare alla logica di base dell’economia, del valore che diamo agli oggetti ed al loro valore intrinseco. Fonte Scenari economici