Professore sotto indagine: ecco cosa ha osato insegnare ai suoi studenti

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Gender e differenze tra uomo e donna. Un professore in Svezia ha osato parlare delle differenze biologiche tra uomini e donne ed ora è indagato dalla sua stessa università. Negli Usa, invece, un transessuale insegna liberamente ai bambini la naturalità della famiglia omosessuale.

Insegna differenze biologiche tra uomo e donna: neurofisiologo sotto indagine 

Germund Hesslow, professore di Neurofisiologia all’Università di Lund, ha annunciato che l’ateneo in cui insegna sta procedendo ad una “investigazione completa” sulle sue osservazioni circa le realtà biologiche che differenziano l’uomo dalla donna.

Hesslow sostiene che il genere non è interamente costruito socialmente perché la ricerca empirica ha trovato differenze statistiche nel comportamento dei due sessi, biologicamente basate.

Un’ovvietà, come continuamente mostrano gli studi sul cervello umano, ma nella Svezia gay-friendly è fatto divieto parlarne e si viene accusati di “transfobia”.

«I dati scientifici», ha invece spiegato Antonio Federico, ordinario di Neurologia presso l’Università di Siena, «evidenziano chiare e nette differenze tra il cervello femminile e quello maschile, differenze che sono genetiche, ormonali e strutturali anatomo-fisiologiche, con importanti conseguenze sulle funzioni cerebrali e anche su alcune malattie».

Al neurofisiologo svedese è stato chiesto di ritirare e scusarsi in particolare per un’affermazione carpita con un registratore: «le persone gay hanno un orientamento sessuale maschile».

Ciò implica che il cambio di sesso è impossibile poiché la sessualità con cui si nasce coincide con la profonda essenza della persona, indipendentemente dal fatto che la sua psicologia la accolga o meno.

Ed infatti il prof. Hesslow si è rifiutato di farlo: «Non ho intenzione di aprire ulteriori discussioni su ciò, si tratta di una risposta ad una domanda di uno studente. Penso di aver già fatto abbastanza per spiegare e difendere la mia scelta di parole».

Simili polemiche hanno travolto un altro professionista, un celebre psicologo canadese, Jordan Peterson, che si è rifiutato di utilizzare pronomi neutrali (né maschili, né femminili) per indicare gli studenti universitari.

E’ impressionante ed inquietante come uno stimato scienziato non possa più esprimere dati scientifici in quanto ritenuti “scomodi” e discriminanti per un’inquisizione arcobaleno che pretende di sovvertire la realtà in nome dei suoi capricci.

«L’utopia del “neutro», ha commentato Papa Francesco, «rimuove ad un tempo sia la dignità umana della costituzione sessualmente differente, sia la qualità personale della trasmissione generativa della vita».

Ciò si amplifica pensando che alla Michelle Obama Neighborhood Library di Long Beach, in California, il transessuale Xochi Mochi sta indottrinando ogni settimana i bambini con le cosiddette “teorie gender” mascherate sotto le parole magiche “accettazione” ed “inclusione”.

La lezione consiste nella lettura di favole in cui viene presentata come “normale” la famiglia in cui la figura materna/paterna è censurata, sostituita con due padri/madri. Fonte UCCR