Dieta vegana in gravidanza: ecco i rischi che corrono i neonati

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    Dieta vegana in gravidanza, rischio danni neurologici per i neonati: carenza vitamina B12

    • Zeina Ayache

    Le madri vegane o vegetariane che non mangiano carne, pesce, uova e latticini in gravidanza rischiano un deficit di vitamina B12 che potrebbe provocare danni neurologici ai neonati.

    Le donne che seguono una dieta vegana o vegetariana durante la gravidanza rischiano di mettere al mondo bambini con danni neurologici permanenti a causa del deficit di vitamina B12 che può caratterizzare questa tipologia di regime alimentare. La denuncia arriva da parte dell’Osservatorio Malattie Rare secondo cui negli ultimi anni è triplicata l’incidenza di una malattia rara legata proprio alla vitamina B12.

    Dieta vegana e vitamina B12. Partiamo con il dire che le diete vegane e vegetariane non bilanciate possono risultare carenti di vitamina B12 che si trova in principalmente in carne, pesce, uova e latte (e derivati). “La vitamina B12, o cobalamina, è contenuta principalmente negli alimenti di origine animale, ha un importante ruolo nello sviluppo del sistema nervoso centrale e il suo fabbisogno aumenta in gravidanza. Se la madre non ne assume abbastanza, o peggio non ne assume affatto, può creare al neonato dei danni neurologici già in utero, che proseguono e peggiorano nei mesi successivi, con l’allattamento”, spiega Dionisi Vici.

    Deficit in Italia. Per quanto riguarda il nostro Paese, il deficit materno di vitaimina B12 colpisce un neonato su 4.000, per un totale di un centinaio di casi all’anno. Ma cosa comporta? Dall’OMAR spiegano che “questa condizione può essere provocata da una particolare forma di gastrite, la gastrite atrofica, che ostacola l’assorbimento della vitamina”. Tra i bambini più colpiti ci sono quelli i cui genitori provengono da Paesi asiatici come Pakistan, Bangladesh o India in cui la dieta seguita è spesso vegetariana, spiegano gli esperti. Dati alla mano, si parla di casi triplicati di deficit materno di vitamina B12 tra il 2015 e il 2016, quando si è passati da 42 a 126.

    Screening neonatale esteso. Il deficit materno di vitamina B12 può essere identificato attraverso lo screening neonatale che negli ultimi anni è migliorato. Ma come si presenta il deficit allo screening? In maniera simile ai difetti del metabolismo dell’omosticina e delle rimetilazione, spiegano gli esperti, che però non c’entrano nulla con le abitudini alimentari materne, ma appartengono alla famiglia delle malattie metaboliche ereditarie.

    Integrare la vitamina B12. Dall’Osservatorio Malattie Rare, oltre ad avvisarci che la dieta vegana o vegetariana in gravidanza può essere dannosa a causa della carenza di vitamina B12, non ci spiegano però se l’utilizzo di integratori di questa vitamina, come accade nei casi di chi segue questi regimi alimentari consapevolmente e sotto l’occhio di un esperto, possa contrastare o meno questo rischio.

    Fonte: fanpage.it