Di Maio: “L’Italia resterà nell’Ue e nella Nato”. L’antipolitica al servizio immediato dei poteri forti

0
di maio

Di Maio adesso rassicura tutti. Ma ha già scelto il Pd

“L’Italia resterà nell’Ue e nella Nato, chiedo responsabilità a tutti i partiti”. E infatti il suo primo viaggio sarà a Bruxelles

Luigi Di Maio non fa aste, per il suo governo. Il miglior offerente lo ha scelto lui (figurarsi se toccava alla “piattaforma Rousseau”…) individuandolo nel Pd. Per non sbagliare ha preferito dichiararlo alla stampa estera, nella conferenza di ieri, che infatti soprattutto all’estero era rivolta, per cercare di convincere i padroni del vapore, quelli di stanza a Bruxelles, a far pressione sugli ancora riottosi terminali italiani. “L’Italia con noi resterà nell’Ue e nella Nato”, dice Di Maio. “Il primo viaggio sarà a Bruxelles”, aggiunge in un eccesso di zelo.

Frasi che cadono al punto giusto di una narrazione che per il resto non si discosta molto da quella in atto dal 5 marzo. Con qualche variante, si capisce… “Non contempliamo alcuna ipotesi di governo di tutti o istituzionale: gli italiani hanno votato un candidato premier”, afferma il capo politico del M5S. Però, se la squadra è la sua, a vidimarla dovranno essere pure altri… “Chiedo responsabilità a tutte le forze politiche: il debito, la disoccupazione, la tassazione delle imprese e la disoccupazione giovanile non aspettano le liti di partito.

Dobbiamo liberare l’Italia – ha detto il leader dei Cinque Stelle – le forze politiche stanno chiedendo di tornare a votare? A noi non spaventa. Non siamo disponibili a immaginare una squadra di Governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare: c’è stata una grande investitura, e sfido chiunque a dire che il programma M5S è un programma estremista. Abbiamo fatto una campagna promettendo che non avremmo lasciato l’Italia nel caos, che non saremmo usciti dall’euro e basata sul dialogo. Sempre più gente si convince che M5S sia l’unica possibilità per uscire dal baratro dei partiti: per questo credo che siamo destinati a crescere. Sto facendo tutto il possibile, perché questa legislatura sia quella del cambiamento, se vogliamo parlare di cambiamento, prima di tutto vengono temi come la lotta alla disoccupazione, alla povertà, l’abbassamento delle tasse”.

Ma è uno spettacolo antropologico straordinario vedere come l’antipolitica si metta al servizio immediato dei poteri forti, chiedendo però alla politica di essere sostenuta: “Queste elezioni sono state uno schiaffo al vecchio modo di fare politica: è un segnale che va colto. Questo voto è stato un voto postideologico. Se dovessimo andare al governo, come spero, la nostra linea non è isolare l’Italia ma che sia un Paese che comunica il più possibile con il resto del mondo. L’Italia con noi resterà nell’Unione europea, con l’ambizione di cambiare le cose che non funzionano. Non credo – ha aggiunto Di Maio – che ci sia da stravolgere la politica estera dell’Italia ma farla valere di più. Mi chiedono se il mio primo viaggio da premier lo farei a Mosca o negli Usa, io dico Bruxelles. L’Italia resterà un paese della Nato, cercando sempre di migliorare le cose. Penso a una conferenza di pace sulla Libia qui a Roma. Non c’è da stravolgere la politica estera – aggiunge – ma far valere di più l’Italia nel mondo e soprattutto a Bruxelles”.

Ma il M5s insomma è un buon porto per chi si vuole mettere al riparo? “Il tema dei cambi di casacca interessano i singoli parlamentari, non sto incoraggiando cambi di casacca, ci mancherebbe altro… Siamo per rivedere il vincolo di mandato. Ma credo nella democrazia parlamentare, è giusto che le forze politiche dialoghino, si confrontino sulle leggi, non sulle cariche”. Piddini venute parvulos…

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA