La buffonata dell’attacco occidentale in Siria

America, Inghilterra e Francia

La buffonata dell’attacco occidentale in Siria

  • di Simone De rosa

Dalle parole ai fatti. Si è consumata la tanto annunciata aggressione alla Siria. Un’azione unilaterale, frutto di accuse senza prova alcuna e, per di più, senza aver sentito nemmeno il Consiglio di sicurezza dell’ONU. Un intervento criminale che, per fortuna, ha avuto risultati quasi da ridere

Erano le 21 a Washington (3 di notte in Italia) quando un attacco congiunto di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna è stato lanciato sulla Siria. Colpiti, secondo le fonti occidentali, alcuni presunti siti di stoccaggio di armi chimiche.

“Il nostro obiettivo è distruggere le capacità di lanciare armi chimiche del regime siriano” ha precisato nel suo annuncio Donald Trump. Sulla stessa riga il premier britannico Theresa May che ha chiarito come l’obbiettivo non sia il regime change in Siria, ma il dissuadere dall’utilizzo di agenti chimici.

L’azione ha incassato l’appoggio dei soliti partner mediorientali, Israele e Turchia, oltre a quello di Canada e Giappone.

I danni sarebbero comunque molto limitati, anzi, secondo fonti del governo siriano, quella di stanotte sarebbe stata una netta vittoria dei sistemi di difesa siriani che, senza bisogno dell’aiuto dell’alleato russo, sarebbero riusciti ad abbattere la quasi totalità dei missili lanciati (il 90%).

In particolare su circa 100 missili lanciati, fa sapere Damasco, meno di 10 sarebbero andati a segno e nessuno su obbiettivi di particolare interesse.

Dati che renderebbero quello di stanotte più uno show che un vero e proprio attacco.

Più video sono stati rilanciati dai media siriani, dove si vede gente regolarmente in strada stamattina, e non manca chi festeggia addirittura la vittoria della difesa siriana.

Anche Bashar al Assad si è fatto immortalare mentre, con tanto di valigetta, si reca regolarmente a lavoro.

Dure le reazioni da Iran e soprattutto Russia che fanno sapere che le azioni di questa notte, del tutto unilaterali, da parte di USA, Gran Bretagna e Francia, “non rimarranno senza conseguenze”.

Fonte: Oltrelalinea

Pietro Di Martino

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