Verso la fine dei test sugli animali grazie ad una nuova tecnologia. Ecco come funziona

‘Corpo in un chip’, così testano i farmaci su organi hi-tech: verso la fine dei test sugli animali

  • di Zeina Ayache

I ricercatori del MIT sono riusciti a sviluppare una nuova tecnologia che permette di osservare gli effetti di un farmaco sui nostri organi replicati all’interno di un chip.

I ricercatori del MIT hanno sviluppato una piattaforma minuscola che è in grado di connettere i tessuti di 10 organi diversi e replicarne le interazioni riuscendo a osservare l’effetto dei farmaci sulle varie parti del corpo: il ‘corpo in un chip’, così hanno chiamato questa tecnologia, ha il vantaggio di superare i test sugli animali che molto spesso non sono in grado di predire veramente gli effetti di una sostanza.

Dal farmaco ai test. Quanto gli scienziati sviluppano un nuovo farmaco, si basano sulle loro conoscenze della malattia per identificare il bersaglio migliore da colpire e contro il quale quindi sviluppare il farmaco, il composto perfetto diciamo. Accade dunque che in fasi preliminari ancora oggi venga utilizzato il modello animale per testare l’efficacia delle sostanze, gli animali però, spiegano dal MIT, non sempre riescono a darci le giuste risposte quando si parla di effetti collaterali: qualcosa che fa male a loro, non è detto che faccia male a noi e viceversa. “Gli animali non rappresentano completamente le persone per le quali devi sviluppare un farmaco e comprendere la malattia” spiegano dal MIT.

Un ‘corpo in un chip’. “Molte volte non ci si rende conto dei problemi che potrebbe causare un farmaco, finché non viene messo sul mercato” spiegano gli scienziati che per questo hanno deciso di sviluppare una tecnologia che fosse già improntata sulle caratteristiche umane. In cosa consiste il chip? Si tratta di piattaforme di microfluidi che collegano tra loro i tessuti di 10 diversi organi: fegato, polmone, stomaco, endometrio, cervello, cuore, pancreas, rene, pelle e muscolo scheletrico. Ogni ‘organo’ consiste in circa 2 milioni di cellule che non replicano esattamente l’intero organo, ma si comportano secondo le varie funzioni più importanti.

Test personalizzati. I ricercatori sono riusciti ad osservare come ‘spedire’ una cura al tessuto gastrointestinale mimando la digestione orale di una farmaco e come il farmaco viene trasportato agli altri tessuti per essere metabolizzato.

[Foto copertina di Felice Frankel]

Fonte: fanpage.it