Come si muovevano gli antifascisti a Milano?

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Gli antifascisti alla conquista di Milano

  • di Maurizio Elia Spezia

L’articolo che vi propongo di seguito è datato 2013 ma le coincidenze con quello che sta accadendo oggi durante questa campagna elettorale aiuta a comprendere come questi presunti antifascisti siano ne più ne meno il braccio armato di un sistema che funziona perfettamente per dare ad un’ideologia un peso importante nella società.
Buona lettura

Ragazzi vestiti di nero, incappucciati e pronti a tutto pur di finire sui giornali e in tv anche se, a detta loro, le telecamere e i giornalisti non sono graditi alle manifestazioni ma non è così e lo dimostreremo, se necessario, ancora una volta.

Partiamo però dal principio.
Sabato i centri sociali e gli “Antifà” di Milano volevano ricordare la morte del “compagno” Dax ovvero Davide Cesare ucciso con una coltellata alla gola la notte tra il 16 e il 17 Marzo 2013 da tre persone che poi si rivelarono padre e figli. I tre aggressori sono stati identificati come fascisti e hanno atteso “Dax” fuori da un bar del quartiere ticinese di Milano.
Perchè?
Pare che i tre siano stati spinti da sentimento di vendetta perchè, come dice un articolo di Repubblica del 18 Marzo 2013:

E premeditata, l’aggressione, lo è stata. Anzi, addirittura annunciata. Da una settimana, dalla notte in cui Federico era tornato a casa pesto e dolorante per le botte ricevute. “Era sceso a portare il cane a spasso, lo avevano sentito che lo chiamava Rommel. E allora? Noi il nostro cane abbiamo il diritto di chiamarlo come ci pare. E poi ai giardini qui sotto, di nomi se ne sentono ben di peggio: c’è un cane che si chiama Dux, uno che si chiama Adolf… Insomma, non sono stati neanche a sentirlo. Lo hanno rovinato di botte. Lui la mattina dopo è andato in commissariato e li ha denunciati”. Nella denuncia, Federico Morbi raccontava di essere stato aggredito da quindici giovani armati di coltelli e tirapugni. “Gente del “Conchetta””, li indicava, l’altro centro sociale “rosso” del Ticinese.

Come possiamo leggere, Dax non è stato vittima di un’aggressione casuale ma di una vera e propria vendetta, cosa più triste non potrebbe accadere.
Siamo ormai nel 2013 e ancora a Milano, una delle città più “evolute” del globo ci si ammazza per rivendicazioni “fasciste” o “comuniste” ideali che dovrebbero essere sepolti dal dopoguerra, invece no, c’è ancora chi ci marcia su fino addirittura arrivare all’omicidio.

Chiusa l’introduzione andiamo a vedere cosa è successo durante la celebrazione dei 10 anni di scomparsa di Davide.

Cominciamo con questo filmato:

Questo è lo “spot” della manifestazione: manifestazione “antifascista” e “anticapitalista” e già queste due definizioni vanno in contrasto ma non è questo che ci interessa. Vogliamo sottolineare come questi PRESUNTI gruppi “Antifà” operano nella città di Milano appoggiati COSTANTEMENTE dai giornali, specialmente dal “Fatto quotidiano”.

Durante la manifestazione di sabato 16 Marzo 2013, per l’ennesima volta, questi “Antifà” prendono d’assalto Milano con fumogeni, petardi, vernice e per non farsi scappare la possibilità di finire su tutti i Tg ovviamente attaccano anche le banche e i bancomat con spranghe e vernice, come se questo servirebbe ad eliminare l’emissione a debito. Vediamo un piccolo video degli scontri di Milano:

Chi c’era a riprendere questi scontri? Ovviamente il “Fatto Quotidiano” perchè dico ovviamente?
Andiamo per ordine.

Nelle nostre esperienze milanesi abbiamo avuto, in più di un’occasione, la sfortuna di dover provare a dialogare con i ragazzi dei centri sociali, specialmente quelli de “Il Cantiere” e i risultati non sono mai stati dei migliori, anzi, più di una volta abbiamo rischiato di arrivare allo scontro fisico solo perchè loro che si definivano “Antifà” se la prendevano con noi etichettandoci come “Fasci”. Già perchè a Milano, chiunque provi ad avere un’idea diversa da quella degli “Antifà” è un “Fascio” e quindi passibile di sprangate.
Ora veniamo ai presunti rapporti tra la stampa e i centri sociali.

Vi mostreremo le azioni che i centri sociali hanno messo in atto a Milano in più di un’occasione.

1) 16 Settembre 2011: Il Cantiere fa irruzione all’agenzia di rating Standar & Poor’s:


Strano come questi ragazzi possano commettere atti del genere senza essere identificati dalla polizia. Provate voi ad entrare in un’agenzia di rating a fare tutto questo poi raccontatemi se riuscite ad entrare e sopratutto se riuscite ad andare via senza che NESSUNO vi fermi o vi identifichi.
2) 17 Settembre 2011 Antibanks day

Come potete vedere il “Fatto Quotidiano” racconta la manifestazione di Piazza Affari mentre della vera manifestazione in piazza Fontana nemmeno ne parla come non parla dell’aggressione che abbiamo subito da questi ragazzi che ci hanno allontanato dalla piazza con la forza, alla faccia dell’antifascismo! Ma continuiamo.

Al minuto 1:08 del filmato vediamo uno dei responsabili del centro sociale “Il Cantiere” che spara su tutto e tutti, Berlusconi compreso. Ma il debito?!? Andiamo avanti….

4) 14 Ottobre 2011 studenti assediano Fininvest:

Al secondo 4 di questo video si vede un ragazzo con la felpa gialla, lo ritrovate in questo video al minuto 1:50 con la maglietta rossa.

Anche in questa occasione la “tv ufficiale” delle proteste è di nuovo il “Fatto Quotidiano”, strana coincidenza.

Veniamo ora alla conclusione.

Tralasciando le strane coincidenze che fanno trovare sempre il “Fatto Quotidiano” al fianco di queste manifestazioni, c’è un grosso problema che nessuno vuole affrontare. Partiamo dal principio con una domanda: per ricordare un ragazzo ucciso in uno scontro fuori da un bar è necessario caricare la polizia durante un corteo?
La risposta penso l’abbiate già. No non è normale che si metta a ferro e fuoco una via di una città per ricordare un ragazzo ucciso.
Cosa c’entra l’anticapitalismo con il ricordo?
Assolutamente nulla, se si voleva ricordare un ragazzo non c’era assolutamente bisogno di attaccare gli sportelli delle banche. Primo perchè non serve assolutamente a nulla, secondo perchè durante il ricordo bisognerebbe pensare al dolore della famiglia e non agli atti di vandalismo piuttosto inutili.
Ma la domanda che più mi perseguita ne corso di questi anni è: PERCHE’?
Perchè in una città come quella di Milano c’è ancora bisogno di schierarsi in “Antifà” contro “Fasci”?

Perchè dei ragazzi giovani con papabili buone intenzioni non si uniscono e davvero cambiano questo sistema?
Perchè continuare ad attaccare le banche senza capire che il vero problema non è l’edificio ma l’emissione?
Perchè continuare con la violenza se questa è il vettore del Nuovo Ordine Mondiale?
Perchè le divisioni, gli attacchi alla polizia, le facce coperte come i ladri?

Perchè?

Lo vogliamo un mondo migliore? Vogliamo garantire un futuro migliore?

Se sì bisognerebbe fare TUTTI un passo indietro e riflettere. Dal 2011 ad oggi le cose non sono cambiate in meglio sopratutto perchè in queste pseudomanifestazioni succede SEMPRE qualcosa che tende a dividere più che unire, gli schieramenti lasciamoli fare a coloro che sono comodamente seduti su una poltrona nel caldo di una Camera a Roma, noi come ricorda anche “Il libro verde” siamo la maggioranza, basta giocare a guardie e ladri è ora di agire e tutti insieme.

Fonte: Il Bisbetico Indomabile