Curiose coincidenze ‘cosmiche’: ecco cosa lega Hawking, Einstein e Galileo anche dopo la morte

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La morte di Hawking conferma le coincidenze ‘cosmiche’ con Einstein e Galileo

  • di Andrea Centini

I tre grandissimi scienziati sono legati fra loro non solo da una genuina e fruttuosa passione per le scienze, ma anche da curiose coincidenze numeriche. Ecco quali sono.

Albert Einstein, Galileo Galilei e Stephen Hawking. Tre scienziati di fama mondiale vissuti in periodi diversi, che a loro modo, spinti dalla genuina curiosità per il cosmo, hanno dato un contributo enorme alla scienza e alla divulgazione scientifica. Per alcuni porre il compianto astrofisico britannico sullo stesso piano dello scienziato italiano vissuto tra il XVI e il XVII secolo e Einstein, il ‘genio’ per eccellenza, è una sorta di eresia, soppesando l’impatto delle scoperte attribuite a ciascuno di essi. A noi non interessa esprimere giudizi in tal senso, ma possiamo sicuramente sottolineare qualche curiosa coincidenza che lega l’esistenza dei tre grandissimi scienziati.

Stephen Hawking si è spento all’età di 76 anni il 14 marzo del 2018, alle prime ore del mattino nella sua casa di Cambridge. La data della sua morte, a un passo dalla primavera, combacia perfettamente con quella della nascita di Albert Einstein. Il capelluto ideatore della celeberrima teoria della relatività generale, infatti, nacque esattamente il 14 marzo 1879 a Ulma, una città nel sud della Germania. Curiosamente, la data della nascita di Hawking, cioè 8 gennaio 1942, corrisponde a quella della morte di Galileo Galilei, che si spense ad Arcetri l’8 gennaio 1642, a 300 anni esatti di distanza. Insomma, se ai tre scienziati piaceva molto ‘giocare’ con i numeri, possiamo dire che i numeri hanno trovato un modo decisamente originale per omaggiarli.

A queste coincidenze possiamo aggiungere anche il fatto che il 14 marzo si celebra la giornata del Pi greco, la celebre costante matematica il cui valore è 3,14 (3/14, come il 14 marzo) seguito da un numero indefinito di cifre decimali. A Hawking, che aveva uno spiccato senso dell’umorismo – celebri i suoi ‘sketch’ nei Simpson -, sicuramente non sarebbe dispiaciuto sapere che il giorno della sua memoria avrebbe combaciato con una data celebrativa per la matematica. Del resto era la sua materia preferita, e studiò fisica soltanto perché all’Università di Oxford – dove si iscrisse nel 1959 – non c’era ancora la facoltà.

Hawking tra il 1979 e il 2009 è stato titolare della prestigiosa cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge, la stessa che fu di Isaac Newton a partire dal 1669; col celebre collega non ha solo condiviso la cattedra, ma anche il quoziente intellettivo, stimato tra 160 e 165. Quello che aveva anche Albert Einstein. Un altro segno, o meno, numero del destino.

[Credit: Wikipedia]

Fonte: fanpage.it