Cocaina: uno su 10 ce l’ha addosso senza saperlo e senza drogarsi

Cocaina sulla mani di chi non si droga: una persona su 10 è contaminata

  • di Andrea Centini

Ricercatori britannici hanno dimostrato che il consumo di droga è così diffuso che le sostanze stupefacenti possono essere rilevate sulle dita di chi non ne fa uso, a causa della contaminazione ambientale. Una persona su 10 ha tracce di cocaina e una su cento di eroina.

Una persona su dieci ha sulle proprie dita tracce di cocaina, pur non avendo mai fatto uso di droga. Lo ha dimostrato un team di ricerca del Dipartimento di Chimica e dello Ion Beam Center dell’Università del Surrey, Regno Unito, dopo aver testato una tecnica di rilevamento sulle impronte digitali basata sulla spettrometria di massa. Il dato suggerisce quanto ormai siano diffuse le sostanze stupefacenti nel mondo, con le quali possiamo entrare in contatto semplicemente nell’ambiente. A Milano, ad esempio, le fogne hanno una elevatissima concentrazione di cocaina, come dimostrato da una recente indagine dell’Osservatorio Europeo delle Droghe, e tracce della ‘polvere bianca’ sono state rilevate anche nell’aria di Roma, soprattutto nella zona dell’Università Sapienza, come emerso da un’indagine del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR).

Il fatto che tracce di droga possano trovarsi anche sulle dita di chi non ne fa uso, pone un problema da non sottovalutare sotto il profilo forense. Nessuno, del resto, vorrebbe essere sospettato – o addirittura accusato – di spacciare o magari di trasportare sostanze stupefacenti in aeroporto. Fortunatamente gli studiosi coordinati dalla professoressa Melanie Bailey, docente di Analisi forense presso l’ateneo britannico e autrice principale dello studio, hanno dimostrato che il test delle impronte digitali è così sensibile da riuscire a discernere tra l’uso effettivo della droga e la contaminazione ambientale.

Bailey e colleghi hanno coinvolto nello studio 50 volontari non utilizzatori di droga e 15 tossicodipendenti, che hanno affermato di essersi drogati 24 ore prima del test. Nel 13 percento dei non tossicodipendenti il test ha rilevato tracce di cocaina, la droga più diffusa, e nell’1 percento è stato rilevato un metabolita dell’eroina. Presenti anche tracce di altre sostanze stupefacenti, come crack o ecstasy.

“Che ci crediate o no – ha sottolineato la dottoressa Bailey – la cocaina è un contaminante ambientale molto comune”. “È risaputo che è presente su molte banconote, anche se siamo rimasti sorpresi dal fatto che è stato rilevato in così tanti dei nostri campioni di impronte digitali”, ha proseguito la ricercatrice. Fortunatamente, come indicato, il test riesce a individuare la soglia che separa l’utilizzo della droga dalla contaminazione. La conferma è arrivata anche da alcuni esperimenti condotti con i volontari, ai quali è stato chiesto di stringere la mano a un tossicodipendente senza che quest’ultimo si fosse lavato le mani.

Il test messo a punto dai ricercatori britannici e cofinanziato dall’azienda Intelligent Fingerprinting è basato su una tecnica in grado di rilevare anche oppiacei, cannabis e anfetamine, e secondo i ricercatori rappresenta il futuro dei test antidroga, anche grazie alla sua notevole sensibilità. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Clinical Chemistry.

[Credit: stevepb]

Fonte: Fanpage