Censimento Rom, ecco perchè porterà altri voti alla lega

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Censimento Rom, ecco perchè porterà altri voti alla lega – di Domenico Maglione

So bene che siamo immersi in un sistema mediatico come ciliegie nel maraschino, eppure, quando ci si mette tutto insieme, riesce ancora a stupirmi ogni volta. Chapeau, per lo sfoggio di artiglieria … ma non per i risultati.

A Salvini infatti – ormai assurto a indiscutibile arbiter factorum politicorum, paradossalmente sempre più grazie ai suoi detrattori – è bastato accennare al tema della questione “zingaresca” su Telelombardia, perché esplodesse la nuova bomba indignazionistica della settimana (ormai forse del giorno). Ma esplode, come di consueto, sul NULLA.

Certo, è vero che, mentre le “famigerate” fake news di matrice cd “populistica” si smontano da sole, quelle progressiste invece sono molto più raffinate, consistendo di fatto in una congerie di manipolazioni, omissioni, tendenziosità, atte ad apparire come merce di ottimo livello (l’autoreferenzialità del circuito e la diffusione unificata fanno il resto).

Però Salvini è abilissimo a sfruttare all’infinito questo parossistico e isterico stracciamento di vesti, inverando due conseguenze: da un lato, la foga scomposta dei suoi avversari si ritorce contro loro stessi, facendo crescere Salvini nei consensi (e costringendo persino me a prendere un po’ le sue difese); dall’altro – cosa assai più pericolosa – la compulsione continua all’indignazione anestetizza via via la generale capacità di scandalo: un “al lupo, al lupo” stereotipico sempre più “abituale”, che ci sprofonda in una notte in cui sia vacche che pantere diventano ugualmente nere; un’incessante eterna reductio ad Hitlerum, in cui Hitler, quello vero, non può che ringraziare.

Per esemplificare la nullità dell’attuale scandalo, vediamo di smontare questa bolla con calma, armati della famosa “razionalità”, quanto di un po’ di “realtà”, la grande assente del dibattito, ancorché sempre abbastanza importante.

1) Le affermazioni incriminate Salvini le ha espresse qui: https://www.youtube.com/watch?v=0S02pCvIwgs; consiglio di ascoltare tutto il video (sono solo 1 min. e 41 sec.).

Ora: a) Salvini stesso non evoca mai la parola “censimento” (parla di “ricognizione”) e allude esplicitamente al monitoraggio fatto a suo tempo dall’allora Ministro dell’Interno Maroni, cui non seguì affatto tanto clamore (ma, come vi mostrerò al punto 2, non fu l’unico precedente di veri e propri “censimenti” sui nomadi, del tutto ignorati dai media, peraltro non certo di iniziativa leghista).

b) Dopodiché (min. 1:00 circa) egli parla dei detenuti stranieri di etnia “Rom” e degli accordi che intende fare con alcune nazioni (“Romania, Albania …”) per poterli espellere affinché scontino la pena nel paese di origine; infatti da tempo si prospetta la possibilità di un tale accordo sugli stranieri che commettano reati nel nostro paese e in ispecie questo argomento venne particolarmente alla cronaca a fronte delle recenti immigrazioni dalla Tunisia: ecco perché Salvini nomina anche la “…Tunisia…” (per un breve approfondimento giuridico in generale sulla proposta, si veda p.es.:https://www.ilfattoquotidiano.it/…/carceri-esperti-…/755209/ ).

Quindi appunto è chiosando in questo esatto contesto che Salvini pronuncia la frase “… poi i Rom italiani, quelli te li devi tenere in Italia …”: cioè i “detenuti di etnia rom ma di cittadinanza italiana”. Questo è incontrovertibile a un minimo di onestà intellettuale.

Questa è la realtà, ma nella propaganda tutto viene riassunto dovunque con la frase “Censimento dei Rom, purtroppo dobbiamo tenerci quelli italiani”. Ma c’è un piccolo problema: è FALSO.

2) Ma il “censimento dei nomadi” di cui NON parla Salvini esiste? E’ mai stato pensato? La risposta è: sì, certo. D’altronde parliamo appunto del nulla: in molti comuni esiste un “Ufficio” dedicato ai “Rom, Sinti e Caminanti” (Roma, Torino, etc.).

E basterebbe pensare all’esistenza di fondi comunitari dell’UE appositamente istituiti a favore di tali etnie, per capire che può essere necessaria una individuazione dei potenziali soggetti beneficiari.

Ecco che subito giustamente si è ricordata la proposta del Comune di Milano a conduzione Pisapia (Sinistra) in cui si prospettava un “censimento” (sic!) “ … non meramente numerico (quanti sono) ma anche storico – qualitativo” da aggiornare “ogni sei mesi …”.

Ma potete prendere anche la Croce Rossa Italiana: https://www.cri.it/…/…/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/580 . Anche qui potete vedere scritto chiaro e tondo “censimento”. E, a parte l’entusiastica e amena descrizione della CRI medesima, vediamo per confronto come rappresentò questa cosa, che so, Repubblica.it a quel tempo.

Ecco: http://roma.repubblica.it/…/censimento-rom-ecco-le-…/1487314 . Come potete notare allora tutta la meta-narrazione era svolta al fine di confortare il lettore sui timori di una eccessiva invasività: un pochino strano a paragone con le polemiche attuali, vero? Se volete comunque una disamina più completa dei diversi precedenti, questo è un buon sunto: http://www.ilgiornale.it/…/censimento-rom-tutti-i-precedent… .

In conclusione, è vero che gli Zingari erano assimilabili alle condizioni delle nostre popolazioni contadine ancora fino agli albori del secolo XIX; ma non possiamo far finta che, con la seconda rivoluzione industriale e con l’inurbamento nelle città, queste comunità non si siano smarrite diventando un sotto-prodotto del degrado urbano.

La questione è complessa, ma reale e grave. Ignorarla e spendere soldi nei soliti inutili eventi, cene e balli etnici non risolve nulla. Servirebbe molta più pazienza (non la mia, la vostra) per discuterne e ho già approfittato troppo.

Dico solo questo: al di là di tutto ciò con cui le comunità nomadi possano danneggiare “noi”, c’è un danno che non potete ignorare che si perpetua ad ogni generazione sui “loro” minori, che sono educati in contesti penosi e violenti, all’accattonaggio, alle ruberie, alle violenze domestiche e ultramaschiliste; e a una generica condizione di umiliante parassitismo.

Tutto nella condanna a una sorta di eterna appartenenza al sottoproletariato per supposte ragioni squisitamente “etniche” (ah, qui l’etnia e il sangue diventano sacri anche per la Sinistra!).

E attenti: Salvini dice bene quando afferma che “basterebbe applicare solo le leggi che già ci sono”: no, nessuna “legge speciale e fascistissima”; il codice penale e la condizioni di perdita della potestà genitoriale, se applicati secundum legem ora così come sono (la cd “tolleranza zero”), basterebbero a mettere in ginocchio una discreta fetta di quelle comunità.

E magari sprecatela una parola una per far vedere che vi indignate anche contro la minaccia pubblica a un ministro proferita dalla tizia mafiosa dei Casamonica. No, così, giusto per mantenere Salvini un po’ al di sotto dell’80% dei consensi. Grazie.