Ecco 10 modi per utilizzare l’amido di riso fuori dalla cucina: il primo lo vorrai utilizzare subito

10 proprietà magiche dell’amido di riso

Con l’amido di riso, non solo puoi cucinare la gelatina e fare i budini, ma anche usarlo in casa come rimedio universale. Ha proprietà sorprendenti:

Utilizzarlo contro gli odori.
Versare un po ‘di amido nelle scarpe da ginnastica e lasciare per la notte – al mattino dello spiacevole odore non ci sarà traccia.

Prendersi cura della pelle.
Lubrificare l’irritazione o il morso dell’insetto con una pappa di amido e acqua, lasciare asciugare completamente. I dolori spiacevoli andranno via.

Mantenere i tessuti in perfette condizioni.
Un efficace spruzzo di amido può essere preparato da solo. È sufficiente mescolare 1 cucchiaio con un bicchiere d’acqua, versare in una bottiglia con un atomizzatore e lavare il cappello, pizzo, biancheria da letto. Se lo si desidera, è possibile aggiungere alcune gocce del proprio olio aromatico preferito alla bottiglia.

Restituisce l’aspetto originario dei libri usurati
Cospargere i fogli con l’amido, usando un colino. Lascialo per un po ‘. Le pagine perderanno un odore specifico di vecchio, cesseranno anche di essere appiccicose.

Pulire le superfici di vetro.
Aggiungi un cucchiaino di amido al lavavetri. Agendo come un abrasivo risparmiatore, restituirà il vetro alla sua scintilla originale.

Restituirei vecchi giocattoli un aspetto presentabile.
Se un orsacchiotto vintage non è categoricamente lavabile, metterlo in una borsa, cospargere di amido e lasciarlo per diverse ore, quindi spazzolare delicatamente o aspirare.

Porta i capelli in ordine.
La base di tutti gli shampoo secchi, venduti nei negozi, è esattamente amido. Mescolare con qualche goccia di olio di lavanda, trattare le radici e pettinare. La soluzione perfetta per viaggiare!

Lavare il pavimento in parquet.
Cospargere le crepe tra le tavole di amido, si eliminerà definitivamente il fastidioso cigolio.

Sbarazzati dell’odore del sudore.
Trattare le ascelle pulite con un composto, continua su BENESSEREFeed

Ecco 3 metodi per riciclare le bucce di patata

Riciclare, è la parola d’ordine. Anche le bucce di patata. Si perché è un peccato buttarle, quando in cucina è possibile impiegarle in molti altri modi.

Sapevate ad esempio che la buccia di patata, serve a creare tisane ottime contro la ritenzione idrica? E che possono essere cotte in padella e trasformate quindi in ottimi manicaretti? Se proprio il riutilizzo delle bucce di patate in cucina non fa per voi, potete farle diventare dei fertilizzanti.

Ricordatevi che tante proprietà delle patate, sono in realtà di monopolio del suo rivestimento.

Provate la tisana con buccia di patata. E’ ricca di potassio e aiuta il corpo a non trattenere i liquidi in eccesso. Basta far bollire in 250 ml di acqua le bucce di un paio di patate. Dopo il decotto va filtrato.

Se volete provare le bucce di patate in padella, mettete a scaldare alcuni cucchiai d’olio, aggiungete uno spicchio d’aglio e dei rametti di rosmarino. Uniteci poi le bucce di patata lavate e asciugate precedentemente e lasciate cuocere fino a quando non sono dorate. Friggete anche delle fette di pane, unite, condite con peperoncino e altre spezie a volontà. Sono davvero buonissime!

Infine, potete unirle al terreno del vostro giardino. Donano alla terra sali minerali preziosi, che aiuteranno le vostre piante a crescere sani e forti.

Fonte: SoluzioniBio

6 metodi funzionanti per eliminare le macchie di olio dai vestiti

Scoprite la nostra guida con tutti i consigli e le dritte su come eliminare le macchie di olio dai vestiti in modo naturale ed efficace

L’olio è un alimento prezioso e nutriente, ma è anche uno degli alimenti capaci di generare sui nostri vestiti le macchie più difficili da pulire, vediamo dunque come eliminare le macchie di olio dai vestiti nel modo più sicuro, economico e ‘naturale’ possibile.

Che sia per alimenti o motore, è una sostanza grassa presente in molteplici prodotti, per cui capita sovente di sporcarsi con uno schizzo magari il vestito o il divano nuovo. Per smacchiare i tessuti senza dover usare prodotti chimici ci sono vari accorgimenti.

1] Borotalco e spazzolino:

Prendete un foglio di carta assorbente per togliere quanto più olio possibile, poi spolverizzate sulla macchia del borotalco; andranno bene anche della farina di mais o del sale, che potete lasciare, specie sui capi delicati come seta e lana, anche tutta la notte. Serve ad assorbire l’unto. Poi, con un cucchiaio, toglietelo dal capo, facendo attenzione a non spargerlo in giro.

Se l’abito può essere lavato, spruzzate un po’ di detersivo per stoviglie mescolato ad acqua fredda direttamente sulla macchia. Appena vedete comparire della schiuma, strofinate con un vecchio spazzolino, sia da un lato che dall’altro, con movimenti circolari. Lavate infine il capo da solo, e lasciatelo asciugare all’aria; l’asciugatrice e il calore in genere fissa le macchie, quindi evitate anche di stirare un capo macchiato.

2] Detersivo per piatti:

Il detersivo per piatti può anche essere usato da solo. Spruzzatene un po’ sulla macchia (se colorato, diluite con acqua), poi ‘lavorate’ la macchia con uno spazzolino. Sciacquate l’area con una soluzione di acqua e aceto; l’aceto è un detergente naturale. Lavate il capo da solo, e lasciatelo asciugare all’aria. Ripetete l’operazione, se necessario.

3] Anidride carbonica:

Sì, le bevande a base di anidride carbonica smacchiano i vestiti in maniera ‘naturale’; aggiungete un’intera lattina di bibita gasata alla bacinella d’acqua in cui laverete il capo, da solo.

4] Alcool:

Anche l’alcool a 90° permette buoni risultati sulle macchie più persistenti. Applicate alcune gocce e fate riposare per almeno 5 minuti, dopo di che mettete in ammollo il vestito con acqua e sapone in polvere o liquido per 10 minuti e lavate a mano con acqua tiepida, strofinando bene.

5] Sale:

Se ad essersi macchiati d’olio sono i pantaloni di velluto, oppure una giacca scamosciata, si può rimediare con il sale. Basterà spolverare il tessuto vellutato e far riposare per 3 ore. Con una spazzola togliete delicatamente prima nel verso del pelo e poi nella direzione opposta e risciacquate l’indumento se necessario.

6] Con il ferro da stiro e un sacchetto di carta:

Posizionate un sacchetto di carta marrone per alimenti sulla macchia e accendete il ferro da stiro: il calore attira l’olio, che verrà assorbito dal sacchetto. Ripetete l’operazione se occorre. E’ indicato anche per i mobili macchiati d’unto.

Fonte: Tutto Green

L’antico metodo naturale per eliminare tosse e muco in una notte: ecco come preparare il cerotto

Come eliminare tosse e muco in una sola notte

Tosse e muco non sono problemi minori e non vanno sottovalutati. Devono essere trattati fin da subito per evitare che peggiorino, ma allo tempo dovremmo evitare di ricorrere subito ai farmaci fin dai primi sintomi, per evitare una serie di effetti collaterali dovuti al loro uso continuo.
Avreste mai pensato di avere in casa tutto il necessario per curare tosse e muco? E’ un metodo antico ed efficace, senza effetti collaterali se usato correttamente.

L’ingrediente primario è il miele, che oltre ad essere un normale dolcificante, ha tantissime proprietà benefiche. Infatti le sostanze che contiene sono: antiossidanti, espettoranti, antibiotiche e battericide. Queste sostanze vengono assorbite attraverso la pelle favorendo una veloce guarigione.

Per poter beneficiare di queste proprietà dovremmo preparare un cataplasma a base di miele da applicare sul petto durante la notte.

Come si prepara il cerotto

Ingredienti:

  • miele (di ottima qualità, per avere un prodotto più ricco di sostanze benefiche)
  • farina
  • olio d’oliva
  • garza
  • cerotto adesivo

La preparazione è molto semplice: impastare un cucchiaio di miele con un cucchiaio di farina fino ad ottenere un impasto uniforme. Aggiungere un cucchiaino di olio d’oliva (che aiuta la penetrazione dei principi attivi del miele), aggiungi ancora un po’ di farina e continua ad impastare. Versa il composto così ottenuto su una garza e posizionala sul petto o sulla schiena. Fissala con il cerotto adesivo. Fare agire tutta una notte.

ATTENZIONE Non posizionare il cataplasma vicino al cuore, ma all’altezza dei bronchi

E’ molto probabile che durante la notte la sudorazione aumenti. Questo è un segno di depurazione del corpo.
Il trattamento può essere ripetuto più giorni di fila.

Quando utilizzare il cerotto

Il cerotto si utilizza in caso di tosse e muco. Molto importante è non avere lesioni sulla pelle o malattie della pelle che potrebbero peggiorare a causa del cerotto e ovviamente non essere allergici ai prodotti utilizzati.

Posso usarlo sui bambini?

Il cerotto è composto da ingredienti naturali, ma potrebbero sempre verificarsi allergie o irritazioni sulla pelle, avendo loro una pelle molto delicata. Quindi sicuramente il primo consiglio in caso di tosse e muco è contattare il pediatra e comunque non usare il cerotto in bambini troppi piccoli
Non utilizzare se la temperatura corporea supera i 37 gradi.

Varianti

Può essere aggiunto al cerotto del tè allo zenzero con proprietà antinfiammatorie, che nella preparazione verrà aggiunto insieme all’olio di oliva.
In questo caso il cataplasma può essere utilizzato per un massimo di 5 giorni e sempre per bambini dai 2 anni in su.

Questo articolo vuole riportare solo dei consigli su un aiuto naturale, senza sostituirsi al lavoro degli specialisti. Il primo consiglio in caso di tosse è sempre quello di chiamare il vostro medico o il pediatra, soprattutto per i bambini.

Ti svegli con le occhiaie? Ecco cosa fare per eliminarle

Un antiestetico alone scuro che appesantisce il viso e che lo fa sembrare più vecchio e stanco. Fino ad una certa età insorgono solo quando abbiamo perso ore di sonno, ma dai trenta in su, quando la pelle comincia a perdere elasticità, sono sempre più frequenti. Parliamo di occhiaie. Ecco quali sono le principali cause e come porvi rimedio in modo naturale.

Dormite poco, quindi male

Si sa che riposare il giusto è un toccasana per l’organismo e può sensibilmente migliorare anche l’aspetto del viso e della zona sotto agli occhi in particolare. Di conseguenza, qualunque cosa che interferisca col sonno, che si tratti di vera e propria insonnia o di risvegli frequenti durante la notte, può contribuire alla formazione delle tanto temute occhiaie: in mancanza di sonno succede che i vasi sanguigni tendono a dilatarsi, dando così origine ai fatidici cerchi scuri sotto alla palpebra inferiore, che potrebbe anche apparire più gonfia.
Paradossalmente, però, un eccesso di riposo potrebbe essere pure peggio per borse e occhiaie, soprattutto per coloro che tendono a dormire sul fianco, perché questo provoca un accumulo di liquidi su un lato del viso durante la notte.

Il consiglio

Se borse ed occhiaie diventano un problema ricorrente, occorre regolare diversamente le ore di riposo notturne. Per attenuare il gonfiore e rendere così le occhiaie meno evidenti può essere utile applicare una bustina di tè fredda e ben strizzata sotto all’occhio per qualche minuto.

Allergie

Naso chiuso e gola che pizzica, starnuti, quando avete una allergia è più facile veder comparire sul volto le occhiaie, gli occhi si gonfiano per effetto delle stamine e le occhiaie appaiono più evidenti

Il consiglio

La prima cosa da fare per prevenire l’insorgenza del problema è ricordarsi di usare sempre la protezione solare, anche in inverno e non solo in estate; dopo di che, ci si può rivolgere ad un dermatologo per sottoporsi ad un peeling esfoliante oppure usare una crema da giorno o un siero a base di agenti illuminanti (come ad esempio gli agrumi) per un rimedio fai-da-te.

Siete anemici: le occhiaie spia della mancanza di ferro

Quando le occhiaie si accompagnano ad un evidente pallore, come pure a stanchezza, vertigini e raffreddori frequenti, la causa potrebbe essere anemia, una patologia caratterizzata da una carenza di globuli rossi o di emoglobina, una proteina di colore rosso che si forma nel midollo osseo e trasporta l’ossigeno alle cellule.

Il consiglio

Controllare i livelli di ferro è il primo passo per capire se si è veramente anemici. In caso di carenza, infatti, l’organismo non è in grado di produrre emoglobina a sufficienza, il che si ripercuote sull’aspetto della pelle, provocando la formazione delle occhiaie.

In generale ecco cosa usare contro le occhiaie:

  • Latte: l’acido lattico favorisce la riduzione dei gonfiori e della colorazione scura.
  • ghiaccio coprendo anche gli occhi. Lasciate agire per 5 minuti.
  • bustine di tè: bagnate 2 bustine di tè con acqua fredda per circa 30 secondi poi mettetele sugli occhi, lasciando agire per 10 minuti. Sciacquate il viso e gli occhi con acqua fresca.
  • Fette di cetriolo: posizionate due fette di cetriolo sugli occhi chiusi e lasciate agire per 15 minuti.
  • Aloe: applicate sui dischetti di cotone uno stato di gel di aloe e posizionateli sugli occhi chiusi, lasciando agir per 15 minuti: l’aloe è un ingrediente idratante naturale che lenisce i bruciori e protegge gli occhi.

Fonte: SoluzioniBio

Tutorial per realizzare delle scarpette da neonata all’uncinetto

Tutorial baby scarpine all’uncinetto… di Cuore Antico

Visto che un pò di persone mi hanno chiesto che tutorial seguivo per fare le baby scarpine all’uncinetto e visto che io non seguo mai tutorial vero e proprio ma generalmente quando faccio un lavoro guardo un pò qua ed un pò la per fare poi di testa mia (nella vita faccio lo stesso 😄), ho pensato di provare a creare le spiegazioni per creare un paio di scarpine baby all’uncinetto.
Tenete presente che ho imparato dalle suore un bel pò di anni fa a tenere in mano l’uncinetto, di conseguenza non sono abile nelle spiegazioni ma ho fatto del mio meglio per rendere questo tutorial il più comprensibile e facile possibile.
Beh, dopo tutte queste premesse partiamo con la spiegazione…

Cominciamo partendo dal fatto che ogni filato, abbinato ad un n° di uncinetto ha una resa perciò con questo uncinetto, questo filato e queste indicazioni otterrete un paio di scarpine di circa 9 cm 0/3 mesi di cotone (con la lana il procedimento pur essendo simile è un pò diverso dato che ad esempio per la suola servono meno giri essendo più grosso il filato).

Cotone ISPE (vedi foto) e uncinetto N°3.5

1° giro: 10 catenelle, punto l’uncinetto nella terza catenella e proseguo facendo 4 mezze maglie alte nelle 4 catenelle sottostanti e 4 maglie alte nelle successive 4 catenelle, nell’ultima catenella delle 4 faccio altre 5 maglie  alte così da formare la mezza luna per girare il lavoro, proseguo praticamente nelle stesse catenelle solo dal lato opposto con 4 maglie alte e 4 mezze maglie alte, come prima e cioè nella 4 ed ultima catenella faccio ulteriori 5 mezze maglie alte… chiudo il giro con una maglia bassissima attaccandomi alle due catenelle di inizio giro;

2° giro: 2 catenelle, 8 maglie alte in ogni maglia del giro precedente, poi un aumento per le prossime 5 maglie (cioè 2 maglie alte in ogni maglia del giro precedente 10 maglie alte in totale), 8 maglie alte, poi un aumento per le prossime 5 maglie, chiudo il giro con una maglia bassissima attaccandomi alle due catenelle di inizio giro;

3° giro: 2 catenelle, 8 maglie alte in ogni maglia del giro precedente, poi 1 aumento (cioè 2 maglie alte in 1 maglia del giro precedente) e 1 maglia alta, 1 aumento, 1 maglia alta, 1 aumento, 1 maglia alta, 1 aumento, 1 maglia alta, 1 aumento, 1 maglia alta (devono risultare 15 maglie alte in totale), ho così formato la curva, proseguo con 8 maglie alte in ogni maglia del giro precedente, poi 1 aumento (cioè 2 maglie alte in 1 maglia del giro precedente) e 1 maglia alta, 1 aumento, 1 maglia alta, 1 aumento, 1 maglia alta, 1 aumento, 1 maglia alta, 1 aumento, 1 maglia alta (devono risultare 15 maglie alte in totale), chiudo il giro con una maglia bassissima attaccandomi alle due catenelle di inizio giro;

a questo punto la suola è fatta e si sale con la scarpetta.

4° giro: 2 catenelle, 45 maglie alte in ogni maglia del giro sottostante, per dare l’effetto proprio della suola queste 45 maglie alte si lavorano in costa dietro*,  chiudo il giro con una maglia bassissima attaccandomi alle due catenelle di inizio giro;

5° giro: 2 catenelle, 45 maglie basse in ogni maglia del giro sottostante, per dare più consistenza alla scarpina, chiudo il giro con una maglia bassissima attaccandomi alle due catenelle di inizio giro;

ora devo cominciare a stringere la parte alta della scarpina in punta.

6° giro: 2 catenelle, 9 maglie alte, 6 diminuzioni*, 24 maglie alte, chiudo il giro con una maglia bassissima attaccandomi alle due catenelle di inizio giro;

7° giro: 2 catenelle, 9 maglie alte, 4 diminuzioni*, 22 maglie alte, chiudo il giro con una maglia bassissima attaccandomi alle due catenelle di inizio giro;

8° giro: 2 catenelle, 8 maglie alte, 3 diminuzioni*, 20 maglie alte, chiudo il giro con una maglia bassissima attaccandomi alle due catenelle di inizio giro;

*per lavorare le maglie in costa dietro basta puntare l’uncinetto invece che in entrambi i fili della maglia sottostante solamente nel filo dietro come si vede dal disegno:

(immagine presa dal web)

*per diminuire: carico il filo nell’uncinetto entro nella successiva maglia del giro precedente, esco tirando fuori il filo, a questo punto nell’uncinetto ho 3 fili, ricarico il filo nell’uncinetto e lo faccio passare attraverso 2 fili, rientro con l’uncinetto nella prossima maglia del giro precedente, tiro fuori il filo e ne ho di nuovo 3, a questo punto carico il filo nell’uncinetto e lo sfilo passando attraverso tutti i fili (come da foto sotto)









Questo di seguito il filato che ho usato:

Ho terminato le scarpine passando fra le varie maglie alte una passamaneria con impunture, logicamente la scarpina può essere anche senza, oppure con un nastrino a piacere.
Credo, anzi spero di essere stata chiara e … buon lavoro ^_^.

PS: Questo tutorial è frutto di ore del mio tempo, della mia passione, della mia fantasia e del mio impegno per questo motivo vi chiedo cortesemente di non pubblicarlo senza il mio consenso…grazie.

Fonte: Cuore Antico

Cimici: come eliminare i piccoli insetti che si nutrono di sangue umano e infestano le camere da letto

Come eliminare le cimici dei letti

  • di Valeria Paglionico

Le cimici dei letti sono dei piccoli insetti che si nutrono di sangue umano e che infestano le camere da letto. Ecco quali sono tutti i rimedi “fai da te” per eliminarle.

Le cimici dei letti sono dei piccoli insetti che succhiano sangue umano e che infestano le camere da letto. Sono completamente diverse dalle cimici verdi che, al contrario, attaccano le piante e il giardino. Sono poco attive di giorno ed escono dalle loro tane, nascoste nelle crepe dei muri, nelle fessure, nelle cuciture dei materassi o nelle prese elettrice, nel corso della notte, quando possono pungere gli esseri umani con più facilità.

Le loro punture provocano delle piccole macchie rosse e pruriginose sulla pelle ma, al di là del fastidio, non sono pericolose, a meno che non si verifichi una reazione allergica. Riescono a riprodursi molto velocemente e dunque a diffondersi in tutte le stanze di una casa, a patto che siano luoghi caldi e ricchi di anidride carbonica.

E’ facile vederle ad occhio nudo, visto che hanno le dimensioni di una lenticchia, e sono di un colore tra il rosso e il marrone. Hanno una vita media di 9 mesi ma resistono anche in caso di carenza di cibo. Per eliminarle quando l’intera casa è infestata, l’ideale è ricorrere ad una disinfestazione ma, nei casi meno gravi, è possibile ricorrere ad una serie di rimedi “fai da te”.

Cimici dei letti: come trovarle

Le cimici dei letti non sono facili da individuare, visto che solitamente escono dalle loro tane di notte, mentre nel corso della giornata rimangono nascoste nelle fessure dei materassi, nella rete e nelle crepe dei muri. Esistono però diversi metodi per individuare un’infestazione.

Controllare il materasso e la struttura del letto – Il rifugio ideale delle cimici è il letto, dove hanno la possibilità di nutrirsi facilmente. E’ bene dunque controllare lungo tutto il perimetro del materasso, tra le pieghe delle lenzuola e dei cuscini, ma anche sulla rete e sulla struttura del letto. L’ideale è usare una lente di ingrandimento e una torcia, così da non lasciarsi sfuggire nulla.

Individuare i gusci d’uova e i residui di muta – Le cimici dei letti si riproducono e, una volta cresciuti, fanno la muta. Quando si accoppiano, producono centinaia di uova, che lasceranno in giro per la casa molti residui di esoscheletro. Anche se non si sono mai visti gli insetti “incriminati”, basta trovare dei gusci d’uova o i residui della muta per capire che si ha la stanza infestata. Le larve sono piccole e bianche, mentre i residui di esoscheletro sono trasparenti e visibili con una lente di ingrandimento.

Riconoscere i residui fecali – Le cimici dei letti mangiano per circa 3-10 minuti al giorno ed evacuano dove mangiano, cioè sui bordi dei materassi e nelle fessure dei letti, per poi tornare di nuovo a nascondersi. Le loro feci somigliano a dei piccoli granelli neri, non sono altro che sangue secco e hanno un leggero odore muschiato. Anche in questo caso, è necessario usare una lente di ingrandimento, facendo bene attenzione ai puntini neri. Se passando la mano sul materasso si raccoglie qualche residuo, vorrà dire che probabilmente si ha la stanza infestata.

Ispezionare gli oggetti intorno al letto – Libri, telefoni, radio, comodini, prese elettriche sono tutti potenziali nascondigli per le cimici poiché gli permettono di deporre indisturbate le uova. Bisogna dunque controllarli tutti per avere la certezza di non essere di fronte ad un’infestazione.

Controllare la moquette – La moquette è un ottimo nascondiglio per le cimici dei letti. E’ possibile però eseguire un’ispezione senza rovinare il pavimento, sollevando appena i bordi. Gli insetti, i loro escrementi o i residui di muta si vedranno subito.

I rimedi “fai da te” per prevenire ed eliminare le cimici dei letti

Passare l’aspirapolvere quotidianamente – Per evitare che le cimici dei letti infestino la stanza, è necessario tenerla sempre pulita usando l’aspirapolvere ogni giorno. In particolare, bisogna passarla su tutta l’intelaiatura del letto, così da aspirare gli insetti nascosti nelle fessure.

Lavare i vestiti a 50 gradi – Quando le cimici dei letti hanno infestato la casa, è inevitabile che anche i vestiti siano contaminati. Per uccidere le eventuali uova, è necessario lavori gli indumenti a circa 50 gradi. Così facendo, si eviterà la loro riproduzione.

Usare asciugatrici elettriche – Anche le asciugatrici elettriche danno la possibilità di uccidere le cimici dei letti e le loro uova. L’unica regola da seguire? Farlo ad alte temperature per almeno 20 minuti.

Sigillare crepe e nidi – Le cimici dei letti tendono a nascondersi nelle crepe dei muri. Per ucciderle, è dunque necessario sigillare le vie d’accesso con dello stucco o del silicone. E’ possibile inoltre montare delle fascette di gomma sulle porte, così da creare un ostacolo tra l’estremità della porta e il pavimento.

Avvolgere il materasso in una copertura di plastica – Il rimedio più efficace per evitare che le cimici infestino il proprio letto è coprire il materasso con una copertura di plastica. In questo modo, non troveranno un ambiente ideale per vivere e riprodursi.

Farina fossile – La farina fossile viene estratta da una roccia sedimentaria ed è un potente pesticida poiché è ricca di calcio, silicio e alluminio. Può essere versata in prossimità di finestre, giunture dei tubi dell’acqua o delle fessure dei muri. In questo modo, le cimici dei letti moriranno in pochissimo tempo.

Insetticida – Nei casi più estremi, si può provare anche con una soluzione drastica: l’insetticida. L’importante è che sia in polvere a base di permetrina. Dovrà essere sparso nelle zone infestate e farà morire gli insetti in pochissimo tempo, anche se, essendo un prodotto chimico, mette a rischio la salute e l’ambiente.

Trappola – Esiste anche una trappola per le cimici dei letto, che impedisce agli insetti di arrampicarsi sul letto, fino a raggiungere il materasso. E’ un dispositivo simile ad un piattino, che deve essere posizionato sotto le gambe del letto. È facilmente reperibile in commercio.

Usare un vaporizzatore – Il vaporizzatore è l’ideale per eliminare le cimici e le loro uova, che non riescono a sopravvivere di fronte a tanto calore. Basta spruzzare il vapore sugli angoli e sulle cuciture per sbarazzarsi degli insetti in poco tempo.

I colori da evitare per combattere le cimici dei letti

Sembrerà assurdo ma anche gli insetti hanno un colore preferito. In particolare, le cimici vengono attratte da alcune sfumature specifiche e finiscono per creare delle vere e proprie colonie nella zona in cui vengono attratti. Secondo uno studio condotto da Corraine McNeill dello Union College, pubblicato sul “Journal of Medical Entomology”, le cimici preferiscono il rosso e il nero mentre scappano di fronte al giallo e al verde. Le cimici da letto si creano dei veri e propri rifugi nel tentativo di nascondersi e li scelgono in base al loro colore quando sono illuminati dalla luce naturale. “Inizialmente abbiamo pensato che l’attrazione verso il rosso fosse dovuta al fatto che ricordasse il sangue, la sostanza di cui si nutrono, ma in realtà è perché loro stesse sono rosse e vogliono stare con altre cimici”, ha spiegato Corraine McNeill, autore dello studio. E’ proprio perché vengono attratte dai colori dei loro simili che dunque si stabiliscono nei luoghi rossi e neri, convinte che unendosi possano sopravvivere a lungo, fronteggiando ogni tipo di avversità. La prossima volta che vi ritroverete a scegliere l’arredamento di casa, fareste meglio ad evitare delle tonalità simili, a meno che non vogliate “ospitare” una colonia di cimici.

Fonte: Fanpage

7 modi intelligenti per utilizzare l’acido citrico, sostanza ricavata dal succo di limone

Conoscete l’acido citrico? E’ una sostanza che si presenta in granuli incolori di facile soluzione, viene ricavato industrialmente dal succo del limone. Quindi completamente naturale.

L’acido citrico è un prezioso alleato in casa, ci permette di risparmiare sui detersivi e allo stesso di non danneggiare l’ambiente; vediamo alcuni dei suoi moltelpici usi:

1) Ammorbidente per il bucato

Scogliete in un litro di acqua dai 100 ai 150 gr di acido citrico. Agitate il flacone e versate 100 ml nella vaschetta dell’ammorbidente. Se gradite il bucato profumato aggiungete qualche goccia di olio essenziale.

Una volta al mese versate l’intero litro nella lavatrice e fate un lavaggio ad alta temperatura: questo la manterrà pulita e disincrostata.

Leggi anche Perché evitare l’ammorbidente e come realizzarne uno fatto in casa

2) Anticalcare per l’acciaio

La stessa soluzione può essere utilizzata come anticalcare, in caso di acqua molto dura si consiglia aumentare il dosaggio Uno a 200gr per litro di acqua.

Per pulire i rubinetti utilizzate un spruzino e passate poi con un panno.

In caso di sporco ostinato potete strofinarne un po’ con il prodotto non diluito, lasciate agire qualche minuto e sciacquate con con una spugna.

3) Brillantante

L’acido citrico in una soluzione del 15% può essere utilizzato come brillantante per la lavastoviglie.

4) Pulizia degli scarichi

In caso di scarichi ingorgati, o semplicemente per il loro mantenimento versate 100 gr di bicarbonato di sodio e subito una soluzione ottenuta sciogliendo 200ml di acqua e 30 gr di acido citrico.

Leggi anche Come pulire la tazza del wc in modo efficace

5) Anticalcare per macchine del caffè

Usate una soluzione con 180gr di acido citrico per litro di acqua e seguite le istruzioni per la decalcificazione del vostro apparecchio.

6) Rinfrescante per il tappeto

Cospargete il tappeto con del bicarbonato e poi dell’acido citrico, non preoccupatevi se fa reazione. Lasciate agire qualche minuto ed aspirate.

7) Pulizia a fondo dei sanitari

Mischiate sale Uno e acido citrico in parti uguali, aggiungete un po di detersivo per i piatti e mettetelo nel wc e nei sanitari, strofinate inUne con lo scopino o la spugna e sciacquate.

Questi sono solo alcuni dei molteplici usi dell’acido citrico in casa, lo potete reperire facilmente in farmacia, erboristeria, produttori di vino, negozi di articoli naturali oppure online ed il costo è veramente basso.

Vi raccomandiamo tenerlo lontano dalla portata dei bambini.

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Il materasso accumula le nostre secrezioni: ecco il trucco che lo farà tornare come nuovo

Questo trucco farà ritornare il tuo materasso come nuovo

Abbiamo mai pensato che trascorriamo un terzo della vita sul nostro materasso? Se non si dormisse molto, potrebbe essere qualcosa di poco interessante, ma la realtà è che dormiamo tra un quarto e un terzo della nostra vita, tutto tempo che passiamo sul materasso!

Nel tempo, un materasso assorbe la sporcizia che viene dal corpo e dall’esterno, infatti, anche se è coperto, secrezioni come il sudore passano sul materasso ogni notte e, nel caso dei materassi dei bambini, anche l’urina. Inoltre, un materasso accumula acari provenienti dalle lenzuola e dalle coperte, e anche se li laviamo spesso, rimangono su di esso.

Nonostante tutto questo, molte persone non puliscono mai il materasso, e di solito, perché non sanno come farlo. Qui possiamo imparare una tecnica per pulirlo in modo molto semplice.

Materiali necessari

  • 3 cucchiai di bicarbonato di sodio
  • 2 gocce di sapone liquido
  • 250 ml di perossido di idrogeno al 3%
  • 1 bottiglia con atomizzatore
  • 1 panno pulito

Preparazione

1. Mescolare il perossido di idrogeno e il bicarbonato di sodio in un contenitore finché la polvere non si dissolve completamente.

2. Aggiungere il sapone liquido e mescolare di nuovo.

3. Versare nella bottiglia.

Come usarlo

Per usarlo, scuotere bene la bottiglia e spruzzare la preparazione sulle macchie scure  presenti sul materasso. Lasciare asciugare, quindi strofinare con il panno asciutto. Rimuovere la miscela rimanente con un aspirapolvere.

La miscela non può essere salvata perché perde le sue proprietà, quindi va preparata solo la quantità che si intende utilizzare e applicare  al momento.

Consigli per prendersi cura del proprio materasso

  • Provare, almeno alcune volte alla settimana, a non fare il letto  subito appena alzati, in modo che le lenzuola siano esposte all’aria prima di chiudere il letto.
  • Quando si  cambiano le lenzuola, bisogna cogliere l’occasione per scuotere il materasso e lasciarlo per un po ‘all’aperto.
  • Se il sole entra nella stanza, lasciare il materasso scoperto.
  • Girare periodicamente il materasso in entrambe le direzioni (cambiare il lato su cui poggia e mettere il lato della testa per il lato dei piedi, ma non entrambi contemporaneamente).
  • Non si deve utilizzare il letto come una poltrona o come luogo su cui svolgere varie attività (come scrivere al computer), perché il materasso è fatto solo per dormire.

Fonte: PianetaBluNews

I 10 migliori modi per riscaldare la casa senza spendere troppo

Non serve pagare salate bollette per riscaldare casa durante l’inverno, basta seguire alcuni facili accorgimenti che vi permetteranno di mantenere l’ambiente caldo anche quando fuori si gela.

Fa freddo e con le temperature che si abbassano inevitabilmente aumenta l’uso di termosifoni e sistemi di riscaldamento che comportano bollette più salate durante il periodo invernale. Riscaldare casa ogni anno non costa poco infatti alle tasche di una famiglia. Ogni inverno gli italiani vedono aumentare, e non di poco, la propria bolletta a causa dei dispendiosi sistemi di riscaldamento.

E nonostante sul mercato vengano presentate spesso diverse alternative economiche ed originali ai riscaldamenti tradizionali, a partire dall’uso del legno o dei pellet, il dispendio di energia per il riscaldamento riguarda circa il 70% del consumo energetico totale in casa.

Esistono però vari modi per mantenere gli ambienti caldi e risparmiare in bolletta. Forse non tutti sanno che più di un terzo del calore prodotto dai normali sistemi di riscaldamento viene disperso attraverso il pavimento, le pareti, le finestre, i balconi e le porte di casa. Sono vari gli accorgimenti che si possono adottare in casa per tenerla calda ed evitare bollette salate:

1. Valvole termostatiche

Assicuratevi di installare sui radiatori di casa, per chi ha impianti di riscaldamento condominiali, una valvola termostatica. Questa valvola aiuta la regolazione automatica della temperatura in una stanza. Si indica infatti la temperatura che si desidera sulla testa della valvola; quando c’è del calore in eccesso, la valvola limita l’impianto di riscaldamento in modo da farlo funzionare solo quando serve: così si risparmia sui costi in bolletta. Tra l’altro, da giugno 2017, in base alla norma nazionale sulla contabilizzazione individuale del calore e la termoregolazione (d.lgs. 102/2014 e correttivo 141/2016) le valvole termostatiche saranno obbligatorie per tutti i radiatori degli impianti di riscaldamento condominiali.

2. Carta stagnola

Un modo economico per evitare la dispersione di calore in un ambiente, specialmente dove ci sono i termosifoni attaccati alle pareti esterne, è quello di utilizzare un foglio di alluminio riflettente dietro il radiatore. Bisogna posizionare il foglio tra la parete ed il termosifone o fissarlo sulla parte alta dell’elemento in modo da riflettere il calore. Questo impedisce al calore di disperdersi attraverso la parete che assorbe e convoglia le onde verso l’interno della stanza. Esistono anche specifici fogli di alluminio isolanti proprio per radiatori che amplificano l’azione del termosifone con una spesa davvero minima.

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3. Tende spesse

Per proteggere la casa dalla perdita di calore attraverso le finestre è consigliabile utilizzare d’inverno delle tende piuttosto doppie che impediscano appunto il passaggio del calore verso l’esterno.Se non potete affrontare la spesa di mettere o cambiare le tende di casa buone, sappiate che le tende con una fodera termica sono un’opzione relativamente a buon mercato per ottenere un risultato soddisfacente. Se poi si vuole spendere ancora di meno si possono creare delle tende fai da te con il pile o con un altro materiale caldo. È anche possibile utilizzare le tende da doccia in PVC. Qualsiasi sarà la vostra scelta noterete subito un risparmio sulla bolletta perché sarà più facile riscaldare casa con le tende chiuse di sera.

4. Luce solare

Mentre quando viene il buio è consigliabile chiudersi bene dentro e accostare le tende davanti alle finestre o ai balconi, di giorno, quando c’è una bella giornata di sole, ricordatevi di aprire le tende e far entrare la luce che riscalderà qualsiasi ambiente naturalmente.

5. Termosifoni liberi

Cercate di evitare di mettere qualsiasi elemento di ostacolo per il calore sul termosifone. Bandite dunque le mensole di legno o marmo sul radiatore perché bloccano il calore; non usate mobili che racchiudono o nascondono il radiatore; togliete eventuali copri-termosifoni di stoffa; non posizionate mobili di grandi dimensioni, come i divani, davanti ai radiatori, almeno in inverno, perché assorbono calore.

6. Paraspifferi

Se ci sono infissi o porte non totalmente ermetici, che lasciano passare un po’ di aria esterna, munitevi di paraspifferi, anche fatti a mano se sapete come si realizzano, in modo da sigillare quello che sono i punti più deboli di una casa, le apertire verso l’esterno.

7. Porte e persiane chiuse

Finestre e balconi sono i punti più delicati di un’abitazione perché è in corrispondenza di questi elementi che sono collocate le aperture verso l’esterno. Conviene dunque, quando inizia a calare il buio o quando fuori è cattivo tempo, chiudere bene persiane e tapparelle in modo da evitare che il calore interno possa essere disperso all’esterno attraverso i serramenti. Inoltre se avete stanze inutilizzate converrebbe mantenere le porte ben chiuse in modo da impedire che l’aria fredda circoli nel resto della casa e contenere il calore generato dal sistema di riscaldamento nell’area della cosa dove si trascorre più tempo.

8. Pavimento coperto

Ben il 10% della dispersione di calore avviene tramite il pavimento, soprattutto se non sono ben isolati. Mettere per terra tappeti e coperte può limitare questo inconveniente e ha il vantaggio di mantenere i piedi più caldi. Se poi ci sono crepe o lacune nel pavimento è opportuno cercare di chiuderle semmai con l’uso di un po’ di stucco e posizionare sopra un bel tappeto che non solo è di arredo ma aiuta anche ad evitare le dispersioni dal pavimento.

9. Timer

Chi ha un riscaldamento autonomo o semiautonomo è importante che inserisca il timer. Tenere il riscaldamento acceso tutto il giorno comporta un consumo di energia notevole e una bolletta davvero alta. Conviene impostare il timer affinché metta in azione il sistema di riscaldamento prima di svegliarsi e di rientrare a casa da lavoro in modo da trovare la casa già un po’ più calda ed evitare di accendere al massimo il termostato fino a riscaldare la casa rapidamente.

10. Infissi ermetici

Se abitate in appartamenti più vecchi o avete notate che i vostri infissi o porte hanno degli spifferi, andrebbero sostituiti. Usare degli infissi a doppi vetri, ad esempio, fa risparmiare il 20-25% sulle spese di riscaldamento. Sicuramente cambiare porte ed infissi esterni ha un costo che si vorrebbe cercare di evitare il più possibile ma tenete presente che si può beneficiare di agevolazioni fiscali e sgravi  (attualmente del 55%) previsti dallo Stato per chi decidere di intervenire. Inoltre bisogna tenere presente anche che il costo di nuovi infissi più funzionali verrà totalmente ammortizzato dalle bollette successive al cambio effettuato. Fonte: design.fanpage.it