Alito cattivo a causa dell’aglio? Ecco la soluzione

Alito cattivo a causa dell’aglio? Mela e lattuga risolvono tutto

L’aglio è l’antibiotico naturale per eccellenza ed è anche un ingrediente molto apprezzato in cucina (in fondo, chi non lo ha mai usato per insaporire le pietanze più varie?).

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E’ anche vero però che l’aglio è nemico dell’ alito, e spesso, se consumato fuori casa dove non si ha la possibilità di lavarsi i denti, può finire col compromettere l’immagine che date di voi stessi. Come fare allora per mangiare aglio ma al tempo stesso non rimanere vittime dell’alito cattivo?

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Secondo uno studio condotto dall’Università dell’Ohio e pubblicato sulle pagine del Journal of Food Science, basta sgranocchiare qualche foglia di lattuga e una bella mela per sbarazzarsi dell’ alito cattivo. Questi alimenti, infatti, quando vengono consumati crudi liberano delle molecole e degli enzimi capaci di dimezzare i miasmi dell’alitosi già nell’arco di una mezzora.

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La dimostrazione è arrivata sottoponendo a una sorta di esperimento un nutrito gruppo di volontari. Alle persone che hanno preso parte al test è stato chiesto di masticare uno spicchio di aglio da 3 grammi per 25 secondi e poi di bere o di mangiare alimenti di un certo tipo (mela e lattuga in primis, per l’appunto, ma anche tè verde e foglie di menta). Ebbene, quel che ne è venuto fuori è che dopo questo spuntino “verde” l’ alito cattivo era praticamente scomparso.

Fonte: SoluzioniBio

Ecco i 6 errori più comuni che si commettono usando il forno

I 6 errori che si commettono più spesso quando si usa il forno

  • di Valeria Paglionico

Il forno è uno degli elettrodomestici che più utilizziamo in cucina ma non di rado commettiamo dei terribili sbagli. Ecco quali sono gli errori che ognuno di noi ha commesso almeno una volta nella vita.

Il forno è uno degli elettrodomestici che più utilizziamo in casa. Che lo si usi per riscaldare degli alimenti precotti o per cucinare dei piatti, non importa, a volte si commentano degli sbagli imperdonabili. Non lo si lava abbastanza spesso, non si utilizzano i diversi programmi, si apre lo sportello: ecco quali sono i piccoli errori che tutti hanno fatto almeno una volta nella loro vita.

1. Usarlo sempre a freddo o sempre a caldo – Una delle cose che tutti gli amanti della cucina si chiedono è: bisogna accendere il forno in anticipo o no? Naturalmente non esiste una regola generale ed è necessario variare a seconda del cibo che si sta cucinando. I lievitati, cioè le torte, il pane, la pizza, devono ricevere una prima “botta di calore” appena messi in forno, mentre tutte le altre ricette come lasagne, patate, verdure e arrosti non hanno bisogno di elevate temperature fin dal primo momento.

2. Non sfruttare tutte le funzioni – Tutti i forni, anche quelli più datati, hanno almeno 3 funzioni: statico, ventilato e grill, tutte perfette per un determinato tipo di cottura. La prima irradia il calore dal basso e dall’alto in contemporanea, la seconda fa circolare il calore, mentre la terza si usa per gratinare. In pochi, però, sanno che bisogna combinare i diversi programmi per ottenere risultati migliori. L’ideale sarebbe partire con la funzione statica e finire con la ventilata, stando bene attenti ad abbassare la temperatura di 10-20 gradi nella seconda fase. Per il grill, invece, bastano pochi minuti e donerà ai cibi una superficie dorata.

3. Non lasciare il cibo a riposo – Dopo essere stato cotto a puntino, di solito il cibo viene estratto immediatamente dal forno, dimenticando che dovrebbe rimanere a riposo per qualche minuto. Lo sbalzo di temperatura è enorme e, soprattutto quando si parla di piatti lievitati, questi ultimi potrebbero afflosciarsi e rovinarsi. L’ideale sarebbe spegnere il forno poco prima che la cottura sia completata, così da lasciare la teglia a riposo per almeno 5 minuti, evitando ogni tipo di shock termico.

4. Non pulirlo spesso – Uno degli errori che si commettono più spesso quando si usa il forno con una certa frequenta è non pulirlo con regolarità, credendo che si possa rimandare la cosa senza avere effetti collaterali. La verità è che l’unto e i residui di cibo si trasformano in croste nere e collose che non solo modificano il sapore dei cibi ma che a lungo andare diventano praticamente impossibili da eliminare. L’ideale è dunque dedicarsi alle pulizie almeno una volta al mese, lavando griglie e leggiadre in lavastoviglie e rimuovendo le incrostazioni con grassatore e olio di gomito. I detergenti specifici che fanno schiuma dovrebbero essere usati solo nei casi più ostinati, facendo ben attenzione al risciacquo.

5. Aprire lo sportello durante la cottura – A chi non è mai capitato di aprire lo sportello mentre si sta cuocendo qualcosa in forno? Si tratta di un’abitudine assolutamente sbagliata, soprattutto quando si stanno cuocendo dei dolci, e il motivo è molto semplice: con un gesto di pochi secondi cambia radicalmente la temperatura interna del forno, cosa che provoca il crollo della lievitazione. E’ possibile monitorare la situazione attraverso lo sportello di vetro, che dà la possibilità di dare un’occhiata al dolce senza provocare “danni”.

6. Non usare abbastanza olio – Siamo sempre stati abituati a credere che per cuocere gli alimenti in forno bastasse mettere un filo d’olio nella teglia ma in verità non è abbastanza. Cibi come patate e verdure devono essere ben unte, in maniera tale da essere ricoperte completamente e da non bruciarsi con una certa facilità. L’ideale è immergere le pietanze in una ciotola d’olio prima di riporle all’interno della pirofila da mettere in forno.

Fonte: fanpage.it

8 cibi che non scadono (quasi) mai: ecco gli alimenti che restano intatti nel tempo

Molti alimenti devono essere consumati entro alcuni giorni o mesi, ce ne sono invece altri che non scadono mai, o quasi. Cibi che possono durare anche molti anni, se conservati in modo adeguato. Ecco quali sono!

Ci sono alimenti che hanno scadenze brevi, necessitano quindi di essere consumati entro pochi giorni, come yogurt, latte, formaggi freschi ecc…, ci sono poi altri cibi che non scadono mai o quasi: basterà conservarli in modo adeguato per farli durare a lungo. Parliamo di alimenti come il riso, il sale, lo zucchero, il cioccolato fondente e non solo: sarà sufficiente, nella maggior parte dei casi, conservarli in posti asciutti e non esposti al calore o alla luce diretta del sole. Questi cibi, se ben conservati, mantengono quindi quasi intatte le loro proprietà senza causare danni alla nostra salute.

Tutti i cibi in vendita devono riportare per legge la data di scadenza, in alcuni casi si tratta però di date che possono protrarsi anche oltre e, per alcuni alimenti, non sarebbe nemmeno necessaria. Con il passare del tempo, le qualità organolettiche e igieniche di cibi come il cioccolato o il miele, ad esempio, non vengono alterate. Per questo possono essere consumati anche dopo mesi e, in alcuni casi, anni. Ecco tutti i cibi che non scadono mai o quasi e che possiamo tenere in dispensa in grande quantità senza il timore di doverli gettare nella pattumiera.

1. Cioccolato fondente: può conservarsi per più di 2 anni grazie al “temperaggio”

Il cioccolato fondente si può conservare in perfetto stato per più di 2 anni. La patina bianca che si forma in superficie dopo un po’di tempo, e che somiglia ad una muffa, in realtà non fa male alla salute. Le qualità che permettono al cioccolato fondente di conservarsi a lungo, molto più di quello al latte, sono dovute al “temperaggio”, cioè la lavorazione che permette la formazione di cristalli di burro di cacao strutturati in modo tale da donare croccantezza al cioccolato al momento del morso, seguito dallo scioglimento, una volta in bocca. Sopra i 20° la struttura di alcuni cristalli può modificarsi permettendo la formazione della “famosa” patina biancastra: ciò significa che il cioccolato ne perderà un po’ in gusto e croccantezza, restando però mangiabile. Per questo motivo è consigliabile conservarlo sotto i 20°, in un luogo fresco e asciutto.

2. Sale: si conserva per anni grazie alla capacità di assorbire l’acqua

Il sale può essere conservato in dispensa per molti anni e utilizzato per condire i cibi senza alcun danno per la salute. La proprietà “igroscopica” del sale, cioè la capacità di assorbire l’acqua, ne rende possibile la lunga conservazione: il sale viene infatti da sempre usato non solo per condire, ma soprattutto per conservare i cibi. Assorbendo l’acqua rende il cibo poco appetibile ai batteri che potrebbero deteriorarlo: senza l’acqua, infatti, i batteri non possono moltiplicarsi. Per una perfetta conservazione, aggiungete qualche chicco di riso al sale, ne assorbirà l’umidità permettendo di conservarlo per anni.

3. Zucchero: dolcificante e conservante a lunghissima durata

Così come il sale, anche lo zucchero, sia bianco che di canna si potrà conservare per anni in quanto assorbe l’acqua dagli alimenti in cui si trova: i batteri non riescono qunsi a nutrirsene e non si riproducono. Per questo viene utilizzato per la conservazione di alcuni cibi, ad esempio per la preparazione di confetture e marmellate, oltre che per la frutta sciroppata: lo zucchero è quindi esso stesso un conservante. Con il tempo potrebbe indurirsi: per evitare che ciò accada avvolgete il pacchetto nella plastica o inseritelo in un contenitore ermetico conservandolo in un luogo fresco e asciutto.

4. Riso: può essere conservato fino a 30 anni, a patto che non sia integrale

Il riso ben chiuso nella propria confezione, o all’interno di un contenitore ermetico o sacchetto per freezer, può conservarsi per anni. Bisogna poi tenerlo in un luogo fresco e secco, lontano da possibili incursioni di insetti. Conservato a bassa temperatura, almeno a 3°C, senza ossigeno può conservarsi fino a 30 anni: se volete proteggerlo di più, potete infatti conservarlo nel congelatore all’interno degli appositi sacchetti. Fa eccezione il riso integrale, che scade prima a causa della crusca ricca di grassi insaturi che dopo un po’ di tempo lo fanno irrancidire: quando il riso integrale odora di vernice è giunto il momento di buttarlo nella pattumiera.

5. Legumi: duranto tanto perché non possono essere attaccati da muffe e batteri

I legumi secchi non contengono acqua, grazie al processo di essiccazione, ciò li rende inattaccabile da muffe e batteri. Inoltre l’assenza di acqua blocca gli enzimi che provocherebbero l’apertura del seme. Devono essere conservati in un luogo fresco, asciutto e al buio, e mai sotto la luce diretta, nè naturale, nè artificiale. In queste condizioni non perdono le loro proprietà restando un’ottima fonte di proteine per molti anni.

6. Aceto di vino: sapore e odore restano immutati nel tempo

Che sia rosso, bianco o balsamico, l’aceto è un prodotto molto acido che può essere conservato per lunghissimo tempo, può essere considerato come un “vino andato a male”, motivo per cui è come se non avesse scadenza. Ciò grazie ai batteri del genere Acerobacter che, ossidando l’etanolo delle bevande alcoliche, impediscono ad altri batteri di colonizzarlo. Anche se negli anni l’aceto cambia colore o sapore, soprattutto quello rosso, non provoca danni alla salute. L’aceto bianco resta invece immutato nel tempo. Conservatelo in un luogo buio e asciutto e chiudetelo bene dopo ogni utilizzo.

7. Liquori e distillati: quelli ad alta gradazione non hanno scadenza

Liquori e distillati ad alta gradazione alcolica, come ad esempio rum, whisky, tequila, non scadono, anche dopo l’apertura. Il loro sapore resterà inalterato nel tempo senza deteriorarsi: in alcuni casi addirittura migliorano con il passare degli anni. L’alcol è infatti un conservante, favorisce la disidratazione e blocca il proliferare di batteri: stessa cosa vale anche per le tinture in erba, come ad esempio l’estratto di vaniglia in alcol. Anche in questo caso non c’è data di scadenza.

8. Miele: dura a lungo grazie all’alto contenuto di zuccheri

Anche il miele è tra i cibi che non scadono (quasi) mai: di norma ha una data di scadenza, obbligatoria per legge, la sua resistenza nel tempo è dovuta alla poca presenza di acqua e all’alta quantità di zucchero, che non permettono ai batteri di attaccarlo. Con il passare dei mesi potrebbe indurirsi o cambiare di colore, ma ciò non è un pericolo per la salute: continua infatti a mantenere intatto il suo sapore e le sue proprietà. Per renderlo di nuovo liquido vi basterà mettere il barattolo aperto a bagnomaria. Una volta aperto, il miele va conservato ben chiuso in un luogo asciutto e al buio.

Fonte: fanpage.it

11 modi alternativi per riciclare l’acqua di cottura della pasta

11 modi alternativi per riciclare l’acqua di cottura della pasta

Sapete che ci sono tanti modi di riutilizzare l’acqua di cottura della pasta? Dagli usi in cucina, a quelli per la casa fino a quelli per la bellezza e il benessere. Ecco i modi per usarla ancora dopo aver cucinato.

La pasta è un alimento molto nutriente che quasi ogni giorno è sulle nostre tavole ma, anche l’acqua in cui viene cotta, ricca di sali minerali e amido, può essere riciclata e utilizzata in maniera alternativa sia in cucina, che per la pulizia della casa, l’igiene personale e non solo. Questo “oro blu”, reso opaco dall’amido rilasciato dalla pasta, può essere raccolto riponendo un contenitore sotto lo scolapasta, per essere utilizzato subito o conservato in bottiglie per altri utilizzi. Vediamo quali!

Come utilizzare l’acqua di cottura della pasta
Scopriamo tutti i modi alternativi di riciclare l’acqua di cottura della pasta, così da evitare sprechi e conoscere nuovi modi per utilizzarla.

Usi in cucina

Allungare condimenti: l’acqua di cottura della pasta può essere utilizzata per allungare i condimenti troppo densi come può accadere a volte per il pesto. Allungandolo con un po’ di acqua di cottura calda, sarà più facile condire i nostri piatti.

Brodo: In questo caso, sarà necessario aggiungere, all’acqua di cottura, delle erbe aromatiche per preparare minestre e zuppe deliziose. Se l’acqua è già salata evitate di aggiungere altro sale e non aggiungete dado vegetale che renderebbe il brodo troppo salato.

Cottura al vapore: l’acqua di cottura della pasta potrà essere utilizzata anche per cuocere al vapore delle verdure, semplicemente posizionando il cestello sulla pentola e inserendo le verdure che vogliamo preparare che manterranno intatto il loro valore nutrizionale.

Preparato per pizza: se invece si vuole preparare una pizza o il pane, si potrà utilizzare l’acqua della pasta, evitando dunque di aggiungere il sale.

Ammollo dei legumi: l’acqua di cottura, soprattutto, quella poco salata, può essere utilizzata per mettere in ammollo i legumi secchi: fagioli, ceci, lenticchie, a cui potete aggiungere qualche foglia di alloro per renderli più digeribili.

Bevanda: l’acqua di cottura della pasta può diventare una bevanda nutriente. Fatela raffreddare in frigo e aggiungeteci un po’ di sciroppo d’acero prima di consumarla.

Usi in casa

Lavare i piatti: l’acqua che utilizziamo per cuocere la pasta può essere riciclata per lavare piatti, posate, bicchieri e stoviglie. Essendo calda, infatti, aiuta a rimuovere grassi e incrostazioni. Lasciate in ammollo per qualche minuto prima di metterli in lavastoviglie o lavarli a mano.

Annaffiare le piante: l’acqua di cottura della pasta, soprattutto se avete utilizzato pochissimo sale, potrà essere utilizzata per annaffiare le piante, l’orto o il giardino. Basterà farla raffreddare ed inserirla in un annaffiatoio.

Pasta di sale: potete anche utilizzarla per la preparazione della pasta di sale per creare decorazioni e oggetti fai da te in modo economico e, in questo modo, senza nemmeno sprecare l’acqua.

Igiene personale

Impacco per capelli: l’acqua della pasta è ricca di sali minerali e di amido, che saranno utilissimi per creare un impacco da applicare sui capelli prima dello shampoo. Basterà lasciarlo agire per un quarto d’ora prima di lavare i capelli per averli morbidissimi.

Pediluvio: l’acqua di cottura ha delle proprietà emollienti grazie alla presenza dell’amido. Potrà dunque essere utilizzata per un pediluvio serale rinfrescante e rilassante. Bisognerà aggiungere delle gocce di olio essenziale di lavanda e di eucalipto per dare un immediato sollievo a gambe e piedi al termine di una giornata stressante.

Fonte: Fanpage

 

Acido Citrico per pulizie di casa, stoviglie e bucato in modo naturale

Acido citrico; forse alcuni di voi già lo utilizzano in lavastoviglie e avete l’intenzione di cominciare a farlo – dato che si tratta di un prodotto ecologico davvero potente – anche per la pulizia della casa e per lavare il bucato.

L’acido citrico è una sostanza molto utile che può farci smettere di comprare i tanti prodotti industriali che utilizziamo di solito per la pulizia della casa e per il bucato, come ad esempio l’ammorbidente per la lavatrice, il brillantante per la lavastoviglie e l’anti-calcare per le superfici del bagno e della cucina.

Grazie all’acido citrico abbiamo davvero un prezioso alleato nelle pulizie di casa e per il bucato. È molto efficace e ci farà risparmiare tempo e denaro.
Scopriamo dunque come utilizzare l’acido citrico nella nostra casa e dove acquistarlo, perché è efficace ed ecologico.

Acido citrico, cos’è

L’acido citrico è un composto presente naturalmente negli agrumi (soprattutto nel limone) che viene venduto sotto forma di polvere o granuli e che può trasformarsi in un valido alleato nella pulizia della casa e nella preparazione di semplici prodotti fai-da-te per la cura della persona.
L’acido citrico è una sostanza che, ha contatto con l’acqua, forma una soluzione dal pH acido che permette di contrastare il calcare, sciogliendolo completamente sia nelle incrostazioni di lavelli, vasche e docce, sia in lavatrice che in lavastoviglie.

Acido citrico, dove si compra

Potete trovare e acquistare facilmente l’acido citrico in farmacia, in erboristeria e nei negozi di prodotti naturali, in alcuni supermercati, in alcuni negozi di prodotti sfusi, oltre che online.
Potete cercare l’acido citrico anche nei consorzi agrari e presso i produttori vinicoli, specificando sempre che l’acido citrico vi serve per le pulizie domestiche e per il bucato.

Perché preferire l’acido citrico all’aceto?

Tre i motivi per cui meglio usare l’acido citrico al posto dell’aceto nelle pulizie di casa, visto che producono effetti simili su pentole, nella pulizia dei vetri, come disincrostante. Intanto è inodore, è ancora meno inquinante, e grazie alla sua consistenza è più efficace dell’aceto.

Fonte: SoluzioniBio

Biscotti al burro: come prepararli in modo pratico e veloce

Come preparare dei biscotti al burro in modo pratico e veloce

I biscotti al burro sono dolci buoni da assaporare e semplici da realizzare, per cui vediamo subito come prepararli con pochi ingredienti alla mano! Il tutto si svolge in un quarto d’ora al massimo, a cui vanno aggiunti i tempi di riposo che intercorrono tra le varie fasi di lavoro.

Ingredienti:

  • 200 grammi di burro
  • 250 grammi di farina
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 uovo
  • 1 bustina di vanillina
  • 150 grammi di zucchero

Preparazione:

Lasciate il burro per qualche ora fuori dal frigo cosicché possa ammorbidirsi. Mettete quindi il burro all’interno di una terrina e aggiungete un po’ di zucchero; quindi montate fino ad ottenere una spuma soffice.

Aggiungete ora all’impasto l’uovo intero e impastate fino a quando non si sarà raggiunta una consistenza ben amalgamata. Unite all’impasto la farina, il lievito e la vanillina e impastate fino ad ottenere un composto liscio.

Avvolgete l’impasto dei biscotti con la pellicola e lasciate pure che riposi in frigo per un’oretta: quando lo tirerete fuori dal frigo, dovrete stendere l’impasto su una superficie infarinata. A questo punto date una forma ai biscotti, adagiateli su una teglia ricoperta con carta da forno e infornate a 180°C per mezzora.

Fonte: SoluzioniBio

7 modi per combattere la muffa con prodotti naturali

Detersivi Anti muffa ecologici fai da te

Ecco alcuni suggerimenti per detersivi contro la muffa fai da te:

2) Antimuffa acqua ossigenata e bicarbonato

  • 700ml di acqua,
  • 2 cucchiai di acqua ossigenata da 30/40 volumi,
  • 2 cucchiai di bicarbonato di sodio  
  • 2 cucchiai di sale fino

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Preparazione
Sciogliete il bicarbonato e il sale fino nell’acqua, quindi versate tutto in uno spruzzino che abbia la capacità di almeno un litro, per poter contenere anche l’acqua ossigenata in espansione.
Versate in un flacone, aggiungete l’acqua ossigenata e agitate bene prima dell’uso.
Applicate sulla superficie da trattare, magari aiutandovi con un vecchio spazzolino da denti per raggiungere i punti più difficili.

2) Antimuffa all’olio essenziale di lavanda

  • 100 ml di alcol alimentare
  • 15 gocce di olio essenziale di lavanda

L’alcol e l’olio essenziale di lavanda aiutano a rallentare la formazione della muffa e contribuiscono ad eliminarla, soprattutto se il problema non è ancora molto esteso. Questo antimuffa funziona bene soprattutto per le superfici resistenti, ad esempio le piastrelle del bagno, e per le tende da doccia. Unite i due ingredienti e applicateli sui punti da trattare con uno spray, lasciando agire il più possibile. Rimuovete la muffa con l’aiuto di una spazzola per le pulizie. Diffondere olio essenziale di lavanda con un bruciaessenze aiuta a prevenire la formazione della muffa.

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3) Antimuffa al Tea Tree Oil

  • 100 ml di aceto di vino bianco
  • 15 gocce di Tea Tree Oil

Il Tea Tree Oil, o olio essenziale di Tea Tree, è tra i più potenti antimuffa naturali. Può essere anche applicato puro, in poche gocce, per trattare in modo localizzato quelle zone in cui la muffa risulta già presente. Per poterlo spruzzare su superfici più ampie, abbinatelo all’aceto di vino bianco, un altro ingrediente dalle spiccate proprietà antimuffa, che vi permetterà di evitare di ricorrere alla candeggina.

4) Antimuffa al bicarbonato

  • 50 grammi di bicarbonato di sodio
  • 10 gocce di Tea Tree Oil
  • 1 cucchiaino di detersivo per i piatti
  • Acqua

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Unite al bicarbonato il detersivo per i piatti e il Tea Tree Oil. Versate gli ingredienti in una ciotolina e aggiungete acqua a poco a poco, fino ad ottenere una pasta cremosa, facilmente applicabile con la spugna. Ecco pronta una pasta pulente che potrete utilizzare per strofinare le superfici resistenti della casa, così da rimuovere la muffa. Il consiglio è di pretrattare le superfici spruzzando dell’aceto e lasciando agire il più possibile, di risciacquarle e in seguito di strofinarle con la pasta pulente al bicarbonato.

5) Antimuffa all’estratto di semi di pompelmo

  • 2 cucchiaini di estratto di semi di pompelmo
  • 2 cucchiaini di olio essenziale di Tea Tree
  • 500 ml d’acqua di rubinetto

L’estratto di semi di pompelmo è uno straordinario antimuffa e battericida naturale, che viene potenziato nella propria azione se associato al Tea Tree Oil. Versate tutti gli ingredienti in una bottiglietta d’acqua, preferibilmente con spruzzino. Agitate prima dell’uso e applicate sulle superfici da trattare. Lasciate agire il più possibile e poi strofinate con un panno ruvido così da facilitare la rimozione della muffa.

6) Antimuffa agli oli essenziali

  • 100 ml di aceto di vino bianco
  • 100 ml di acqua di rubinetto
  • 10 gocce di olio essenziale di lavanda
  • 10 gocce di Tea Tree Oil
  • 5 gocce di olio essenziale di limone

Questo potente mix di oli essenziali faciliterà la rimozione e la scomparsa della muffa. Il prodotto è utile anche per prevenirne la formazione. Può essere utilizzato di tanto in tanto per la pulizia dei punti più critici, con particolare riferimento alle superfici resistenti del bagno e alle tende della doccia. Unite tutti gli ingredienti in uno spruzzino e agitate prima dell’uso.

7) Antimuffa profumato

  • 200 ml di acqua di rubinetto
  • 200 ml di aceto di mele
  • 15 gocce di olio essenziale di manuka
  • 10 gocce di olio essenziale di cannella

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Il Tea Tree Oil è molto efficace contro la muffa, ma ha purtroppo un odore molto forte, che non tutti gradiscono. Per questo potrete sostituirlo con dell’olio essenziale di manuka e di cannella, che hanno proprietà antimicotiche e un profumo più gradevole. Utilizzare l’aceto di mele invece dell’aceto di vino bianco permette di arginare i cattivi odori. Mescolate gli ingredienti, versateli in uno spruzzino e agitate prima dell’uso.

Fonte: SoluzioniBio

Ecco quattro cose che dovresti sapere sul Sapone di Marsiglia

Non tutti sanno che il sapone di Marsiglia è costituito solo da ingredienti naturali ossia soda e olio d’oliva. Ma occhio alla composizione, dietro cui potrebbe nascondersi un inganno. Il sodio dev’essere “olivate e nontallowate”, derivato dalla macellazione animale. Vediamo ora a cosa serve il sapone di Marsiglia e perché è utile usarlo.

Sapone di Marsiglia per l’igiene della casa

Per chi pretende la massima pulizia in casa con un prodotto eco-friendly può trovare in questo sapone un buon alleato.

Una spugna insaponata ed inumidita con acqua e sapone di Marsiglia può essere impiegata per strofinare e sgrassare le mattonelle delle pareti della cucina con ottimi risultati.

Per il bucato

Nell’ottica del risparmio e del rispetto per l’ambiente anche un buon lavaggio dei propri indumenti può contare sulle proprietà del sapone di Marsiglia.

Ne esistono anche in formato liquido, da aggiungere nella lavatrice, meglio se direttamente nel cestello. Oppure potete usarlo in pezzi: un asciugamano medio ben inumidito, strofinato con questo sapone e poi inserito in lavatrice prima della roba da lavare può infatti consentire di ridurre la quantità di detersivo per il bucato da utilizzare dopo queste operazioni preliminari.

Aggiungendo anche un cucchiaio di bicarbonato e uno di sale si migliorerà il risultato contribuendo all’effetto ammorbidente ed igienizzante del lavaggio, con un sapone quasi del tutto ecologico (per l’effetto “super morbidezza” provare anche il trucco della pallina di alluminio).

Ideale per pelli grasse

Le pelli grasse, o con tendenza all’acne, possono trovare nel sapone di Marsiglia una valida soluzione, consigliata anche da molti dermatologi.

Un sapone di Marsiglia puro al 100% possiede proprietà lenitive e contribuisce a riequilibrare il Ph della pelle, prevenendo anche irritazioni e allergie.

Per chi ha una pelle mista o grassa, quindi, la detersione del viso con questo sapone è ideale per eliminare le impurità e l’eccesso di sebo: sia la mattina prima del trucco che la sera prima di andare a dormire, il sapone di Marsiglia, realizzato con ingredienti naturali (e vegetali), può essere un ottimo alleato soprattutto se associato all’uso di un tonico.

Fonte: SoluzioniBio

Pelle liscia e levigata: ecco come ottenerla ogni mattina

Un’abitudine mattutina da adottare, che ti aiuterà ad avere la pelle liscia e levigata

Mentre le menti migliori cercano il rimedio nei geni del DNA per prolungare la nostra vita, noi abbiamo un metodo per fermare il tempo sul nostro viso.

Per migliorare la pelle del tuo viso e svegliarti al mattino con la pelle bella e lucente, come quella di un bambino hai bisogno di 2 ingredienti: caffè e latte.

Avrai bisogno di:

1. Caffè macinato. È possibile utilizzare il caffè macinato fine, che si utilizza normalmente in cucina, in modo che non danneggi il viso.

2. Latte. È meglio usare latte scremato, perché il caffè contiene già abbastanza oli.

3.Una tazza.

4. Un cucchiaio o una spatola per applicare e rimuovere la maschera. I pennelli non sono raccomandati perché le particelle di caffè possono rimanere bloccati nelle setole.

Come prepararlo

Metti il caffè nella tazza e aggiungi il latte. Dovresti ottenere una pasta densa, quindi non mettere troppo latte. Applica la maschera sul viso evitando l’area intorno agli occhi. Attendi circa 15-20 minuti affinché i nutrienti agiscano sulla pelle. Risciacqua la maschera con acqua tiepida.

Grazie alle proprietà rigenerative dei chicchi di caffè, la pelle rinvigorisce diventando liscia e lucente. Continua su BENESSEREFeed

Ecco come realizzare detersivi ecologici fai da te di tutti i tipi e risparmiare centinaia di euro ogni anno

Detersivi ecologici fai da te? Igiene garantita e un risparmio di 200€ all’anno!

Spendiamo mediamente 200 euro l’anno di detersivi: vetri, piatti, anticalcare, quello specifico contro gli aloni, lo sbiancante… e chi più ne ha più ne metta. Ma esistono i rimedi della nonna che funzionano molto meglio dei detersivi e che ci permettono anche di risparmiare molto. Vediamo quali sono.

Acqua, aceto, limone e sale sono gli ingredienti primari. Riempite un flacone con spruzzo spray per metà di acqua, per metà di aceto e aggiungete due cucchiai di sapone per piatti biodegradabile.

Pavimenti. Acqua, due bicchieri di aceto e una manciata di sale da diluire nel secchio.

Sanitari. Acqua, aceto e due cucchiaini di detersivo per piatti biodegradabili.

Tappi dei lavandini, spruzzini dei rubinetti. Al posto dell’anticalcare lasciateli a bagno per una notte in un bicchiere con aceto di vino bianco e vedrete il risultato!

Cucina. Per esempio, per l’igiene della cucina, bastano bicarbonatoaceto di vino bianco e limone. Il bicarbonato è perfetto per piani cottura in acciaio, forno, microonde e frigorifero. Si può usare in polvere, direttamente sulla spugnetta o su un panno in microfibra, oppure diluito in acqua tiepida. Per lo sporco più ostinato dei fornelli si può preparare una soluzione di bicarbonato e aceto di vino bianco, o bicarbonato e limone.

L’aceto di vino bianco è un altro prezioso alleato di chi ama la pulizia di casa con prodotti naturali. In cucina può servire a sgrassare fornelli in acciaio e forno. Per la pulizia di forno e microonde basta riscaldare l’elettrodomestico, mettere mezzo litro di aceto in un tegame e lasciarlo agire per venti minuti circa. Il vapore emanato dall’aceto scioglierà il grasso che si è depositato sulle pareti; la pulizia perfetta si otterrà ripassandole con un panno in microfibra bagnato nell’aceto tiepido.

Chi non ama l’odore dell’aceto, può compiere la stessa operazione con il succo di tre o quattro limoni. L’aceto è perfetto anche per lucidare le pentole, sgrassare i piatti e per la pulizia della lavastoviglie.

Vetri. Per eliminare dai vetri polvere, macchie e impronte possono bastare acqua calda e aceto, soluzione utile anche per rimuovere i residui di calcare dai bicchieri in vetro. Una pulizia dei vetri e delle vetrate più accurata si ottiene ricorrendo al vapore o a una soluzione di acqua e sapone di Marsiglia.

Fonte: soluzionibio