La magnifica sorpresa di una paziente alla sua infermiera – VIDEO

  • di Maëlys Létondot

L’emozione è forte davanti alla reazione di questa infermiera, che vede la sua vecchia paziente tornare a camminare per la prima volta.

In questo video commovente, filmato negli USA nel corridoio di un ospedale, una diciassettenne di nome Bailey torna a trovare la sua infermiera. Era paralizzata e le avevano lasciato poca speranza: appena il 5% di possibilità di tornare un giorno a camminare.

La ragazza diceva all’epoca di essere «tra le mani del Signore e pronta a vivere ciò che Egli avrebbe scelto». Grazie alla sua perseveranza e al particolarissimo sostegno di una delle sue infermiere, la ragazza ha finalmente recuperato l’uso delle gambe, e ha quindi deciso di tornare a fare una sorpresa all’infermiera.

L’infermiera, già sorpresa di vedere la paziente d’un tempo venirla a trovare, lo è ancora di più al vederla alzarsi dalla sua sedia a rotelle, e getta un grido di gioia stringendola tra le braccia. Allora esclama: «Yes, thank you Lord, thank you! I’ve been praying for you… You know I told you: just keep faith» («Sì, grazie Signore, grazie! Ho tanto pregato per te… Vedi, te l’avevo detto: continua solo ad avere fede»).

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

FONTE: Aleteia

La campionessa dei selfie affitta madre surrogata per il terzo figlio

  • di Silvia Lucchetti

Kim Kardashian, la regina più famosa e formosa del web, campionessa di selfie, e suo marito Kanye West, già genitori di North e Saint, si sono rivolti ad una madre surrogata per avere un terzo figlio.
Ecco un’altra coppia dello star system che si aggiunge alla triste lista dei ricchi che pagano i poveri per ottenere un bambino. Che mancanza di fantasia! Avrebbe fatto più clamore un titolo del genere: “Kim Kardashian e Kayne West adottano un bambino”. Non credete? E invece care lettrici e cari lettori, ci viene servita la solita minestra dei falsi diritti.

45.000  DOLLARI ALLA MADRE SURROGATA
La mamma selezionata (nello stesso modo con cui si sceglie un prodotto) è una giovane ventenne di San Diego già incinta di tre mesi, come leggiamo dal sito del Messaggero (Il Messaggero, 27 luglio 2017). L’identità della ragazza è rimasta segreta ma la somma di denaro che riceverà per la gravidanza la conosciamo grazie a tmz.com.

Il sito di Vogue decide di non pubblicare la cifra:“Fortunatamente, il nome della persona che darà alla luce il terzogenito della famiglia Kardashian è rimasto coperto dal giusto riserbo, ma non altrettanto si può dire, invece, di alcuni dettagli economici legati alla maternità di Kim riportati dal tabloid TMZ. Su cui, ci perdonerete, ci sentiamo davvero di sorvolare”. (Vogue, 27 luglio 2017)
Non fatevi ingannare dalla tiritera del rimborso spese perché non sta in piedi nemmeno con lo scotch.

Siamo stufi di questo perbenismo dei giornali glamour, che si sperticano in auguri e congratulazioni e non hanno il coraggio di dire tutta la verità. Infatti l’articolo di Vogue conclude così: “Tanti auguri a mamma Kim e papà Kanye, in attesa di nuovi aggiornamenti sul loro nuovo, e coraggioso, percorso”.

Coraggioso? Bè, in effetti ci vuole un coraggio sfacciato per arrivare ad affittare una donna e farla diventare madre per realizzare un proprio desiderio.

IL CONTRATTO

Ci vuole un coraggio svergognato per far firmare un contratto alla madre surrogata che fino al mese di gennaio 2018“(…) vieterebbe a quest’ultima di fumare, bere alcolici, assumere droghe, mangiare pesce crudo e consumare più di una bevanda al giorno a base di caffeina” (Il Messaggero, 27 luglio 2017).

Evidentemente sono i soldi a rendere così superbamente coraggiosi!
Allora c’è da essere contenti di non averne tanti!

L’utero in affitto è una nuova forma di schiavitù, che viene ammantata di bene e generosità, ma sempre di mercimonio si tratta. La scrittrice Susanna Tamaro lo ha definito da poco “la più sofisticata e atroce forma di schiavismo inventata dalla modernità”.

«La gestazione per altri è forse la più sofisticata e atroce forma di schiavismo inventata dalla modernità, uno schiavismo in cui il volto della iena è nascosto dietro il sorriso del benefattore, uno schiavismo che furbescamente si ammanta della parola ‘amore’. Un amore che non si riferisce in alcun modo al bene di chi nasce ma soltanto ai desideri dei singoli individui» (Susanna Tamaro).

La coppia inoltre ha già due figli piccoli, non gli è stata negata la gioia di diventare genitori. Allora perché?
Kim Kardashian ha sofferto di placenta accreta durante la seconda gravidanza e per questo le è stato sconsigliato di avere un terzo bambino (Vanity Fair, 27 luglio 2017). Leggiamo dal sito del Giornale che a premere maggiormente per allargare la famiglia è stato Kayne, l’articolo riporta infatti le parole di una fonte molto vicina alla coppia rilasciate a People:

“Kim e Kanye useranno una surrogata per portare in grembo il loro terzo figlio […] Sono entrambi eccitati di dare un fratellino ai loro bimbi. Le cose vanno alla grande tra loro. Sono felici insieme. […] Kim non si sarebbe mai permessa di rimanere di nuovo incinta. È troppo pericoloso per lei. Kanye è stato colui che ha fatto pressioni per il bambino numero 3. […] Kim riteneva che due bimbi in salute fossero abbastanza, ma mentre Saint cresceva, parlava sempre di più di un terzo figlio. Pensa che i suoi cuccioli siano cresciuti troppo in fretta. […] Le manca avere un neonato in famiglia. Hanno cercato per un po’ prima di trovare la perfetta surrogata” (Il Giornale, 22 giugno 2017).

La perfetta surrogata? Cos’è una macchina che ha tutti i comfort e consuma poco?

Cosa dirà la coppia ai due figli che vedranno improvvisamente arrivare un fratellino senza averlo conosciuto prima attraverso le carezze sulla pancia della mamma, le ecografie in giro per casa, le visite, tutto quello che riguarda una gravidanza che è attesa della vita che ci viene immeritatamente affidata?

Cosa proveranno a scoprire che quel bambino o quella bambina non è cresciuto come loro nel grembo di Kim? Ma in quello di un’altra mamma?

E al bene del nascituro chi ci pensa? Al suo diritto? Alle gravi e sconosciute conseguenze della rottura del vincolo primordiale e sacro del bambino con la sua mamma? Sono cose che sembrano non interessare in nome di una presunta libertà e felicità ad ogni costo.

«L’idea che il fine di ogni vita sia la felicità e che tutto sia giustificato in nome dell’amore è una delle perversioni del pensiero post moderno, oltre che uno dei chiari sintomi della condizione più che crepuscolare del mondo occidentale». (Susanna Tamaro)

Forse Kim Kardashian e Kayne West dovrebbero cercare invece che la perfetta surrogata la perfetta letizia. Solo quella è in grado di darci vero coraggio e somma gioia.

Fonte: Aleteia

 

L’uomo inutilmente maschio: il frutto di una società che ha cancellato la virilità

Vale per l’aggressività e la virilità la stessa regola che vale per la sessualità, per la debolezza, per l’egoismo, per il grasso, per il numero di paia di scarpe, per il colesterolo: l’eccesso uccide, ma la mancanza non è compatibile con la sopravvivenza. Le società dove la virilità è iper esaltata diventano un inferno in terra per le donne, ma anche per gli uomini: ogni riferimento all’Afganistan e all’Arabia Saudita è puramente intenzionale.

Le società dove la virilità è disprezzata, criminalizzata e cancellata annegano nella desolazione, e muoiono di denatalità. Se questi due tipi di società entrano in contatto quelle iper virili rischiano di annientare le seconde. Il deliro è che senza il nostro lato oscuro saremmo perfetti. Senza il nostro lato oscuro saremmo incompleti, il che vuol dire non vitali.

Il delirio è stato affermare che una nazione demilitarizzata, senza esercito, possa continuare a esistere, quindi poliziotti e soldati sono cattivi a prescindere, per definizione. Senza le virtù virili dell’aggressività, dell’intolleranza, dell’arroganza e del coraggio un gruppo smette di essere vitale. L’uomo occidentale postmoderno ha smesso di essere aggressivo con le donne, grazie al femminismo: questa affermazione è falsa. La percentuale di maschi che aggredisce la donna non è diminuita. Ma credete che negli Anni ’50 gli uomini tornassero a casa a picchiare le mogli? Credete che oggi nei pronto soccorso non arrivino più donne con i lividi perché l’8 marzo diciamo tante parole? La percentuale di donne che resta a prenderle è rimasta identica, o forse è peggiorata perché manca il tessuto sociale, famiglia di lei, famiglia di lui, parrocchia, che prima interveniva. La prostituzione, quella brutta, quella delle ragazzine in piedi sul bordo delle strade, è aumentata a dismisura, la pornografia è talmente aumentata che è diventata normale.Siamo arrivati all’ultima palata di diritti umani: la maternità surrogata. Gli alberi si giudicano dai frutti.

L’uomo contemporaneo occidentale postmoderno le donne non le difende più. E non è più disposto a morire per loro. “Prima le donne e i bambini” è diventata una regola obsoleta. E c’è una forma di violenza contro le donne più grave dell’urlata e del ceffone, una forma di violenza contro i figli più deleteria del batterli, dello sfruttarli o del venderli.

Un uomo che si sottragga al diventare sposo e padre sta commettendo una violenza letteralmente distruttiva. Uccidere fa sì che la vita non esista.Non far nascere è una maniera perché la vita non esista. Lui si dichiara un ragazzo di trentanove anni, lei ne ha trentasei e finalmente è incinta. Si sono sbagliati, la natura ha vinto e lei è incinta. Ma lui «non è sicuro di essere pronto». Questi non uomini inutilmente maschihanno «scoperto il loro lato femminile» e «finalmente osano discutere dei loro sentimenti». Il che tradotto in parole povere e comprensibili vuol dire che parlano come le sedicenni nelle soap opera. «Non sono sicuro di essere pronto e non so se sono veramente innamorato o no.»

Un uomo non deve chiedersi se è innamorato di una donna incinta di lui, deve sposarla e mantenerne il figlio. Se dopo dieci anni saranno ancora insieme avrà la risposta: era innamorato. Altrimenti no, ma almeno il bambino esisterà e respirerà. L’esistenza degli anticoncezionali e l’infernale facilità dell’orrenda e tragica pratica dell’aborto fanno sì che lui si ritenga libero di disinteressarsi della scelta, mettere al mondo un figlio, che essendo un’opzione è interpretata come una costrizione. C’era la pillola, lei è rimasta incinta è un problema suo. C’è l’aborto, se lei non vuole abortire è una scelta sua e ne porti il peso. Un vero uomo dovrebbe vivere il ventre sacro di quella donna come il suo territorio. Il mio corpo è mio, hanno gridato le bizzarre rappresentanti del movimento di liberazione femminile, senza capire che millenni di regole sulla sessualità servivano proprio a evitare la dannata tentazione dell’uomo a non spaccarsi la schiena per proteggere e sfamare la sua donna e i suoi bambini. Il femminismo ha reso le femmine del mondo occidentale le donne ideali dei maschi irresponsabili. La libertà sessuale è diventata libertà di promiscuità sessuale, buttando sulle donne una sessualità usa e getta di tipo maschile dove le ragazzine restano incastrate, e soprattutto eliminando ogni responsabilità. Se viene a letto con me chi me lo fa fare a sposarla e perché avere dei figli, se possiamo farne a meno? Noi eravamo le custodi dell’istinto materno, e l’istinto materno è stato annientato dall’irresponsabilità di una sessualità fine a se stessa. Simone de Beauvoir, una delle tante che non avendo mai avuto il coraggio di diventare madre e ha vomitato odio contro chi osava farlo e contro gli uomini che erano loro vicino, ora ha vinto la sua guerra.

“Miriadi di donne valorosamente e intelligentemente sole tirano su da sole i loro bambini, quindi puoi farlo anche tu, cara. Decenni di femminismo hanno affermato che il padre è inutile se non dannoso, chi sono io per negare questa evidenza? Un mucchio di donne intelligenti sono così fiere di non essere madri: se tu vuoi fare questa sciocchezza, sono affari tuoi”. Questo è in sintesi il discorso del ragazzo di 39 anni, e lei dopo averci pensato crede che, forse, tutto sommato, l’aborto è la soluzione migliore, e così una scelta che avrebbe dovuto essere la risposta estrema a situazioni estreme si banalizza in una norma. E quando lo rimpiangerà sarà dannatamente tardi. Io ascolto le voci di queste donne e sono terribili. Oppure ha il meraviglioso coraggio di tenerselo e comincia quella vita difficile che è la madre singola.

Ma esiste sempre di più anche la figura opposta. Lui il posto di marito lo vorrebbe, quello di padre anche, ma lei ha paura di “restare incastrata”, di non potersi più realizzare, perdere la sua occasione di diventare magnifica, e straordinaria, il terrore di somigliare a un modello che ovunque è denigrato e ridicolizzato.

Abbiamo una natalità di 1,3 figlio per madre. Gli uomini e le donne soli sono un esercito. I ragazzi e le ragazze sole sono un esercito.

Mandiamo all’inferno i cattivi maestri e ritroviamo l’ultima riga delle fiabe. E vissero sempre felici e contenti. Non sto dicendo che sia facile. Sto dicendo che è possibile. E lo sto dicendo perché è vero. E quando succede diventa magnifico: la coppia illuminata. L’amore coniugale, l’amore delle nozze d’oro non è l’infatuazione che ha resistito, è qualcosa di nuovo, di incredibile, è lealtà e sensualità insieme perché quando succede noi vediamo il corpo dell’altro trasfigurato nella perfezione e attraverso i suoi occhi vediamo il nostro trasfigurato nella perfezione. E le rughe scompaiono.

Fonte: Aleteia

 

Mutilato, cosparso di acido e murato in un garage: il macabro ritrovamento a Napoli

  • di Angela Rossi

La vittima è Vincenzo Ruggiero, attivista gay ucciso lo scorso 7 luglio nel casertano.

Orrore a Napoli, dove il cadavere di un uomo è stato rinvenuto nel pavimento cementato di un garage. Il macabro ritrovamento è stato fatto dai carabinieri di Aversa nel quartiere Ponticelli di Napoli.

Il macabro omicidio

Il corpo – come confermato dagli esami medici – appartiene all’attivista gay Vincenzo Ruggiero, ucciso lo scorso 7 luglio nel casertano. Come riportato dall’Ansa, che riporta quanto scritto da alcuni organi di stampa locali, Ruggiero è stato ucciso e poi sezionato – la testa e gli arti sono stati separati dal tronco

del corpo per essere seppellito più agevolmente – poi sarebbe stato cosparso di acido e murato nel pavimento del garage situato nei pressi dell’abitazione dei genitori del 35enne arrestato per il delitto.

Ucciso per gelosia

Il killer di Ruggiero è stato fermato dai carabinieri sabato scorso. Si tratta di Ciro Guarente che, dopo il fermo ha confessato l’omicidio. In un primo momento il killer aveva dichiarato di essersi liberato del corpo gettandolo in mare, facendo scattare le ricerche della capitaneria di porto. Guarente ha dichiarato che l’uccisione di Ruggiero sia avvenuta accidentalmente dopo una lite, ma gli inquirenti sostengono che il crimine sia stato commesso per gelosia. Ora le autorità competenti hanno disposto l’esame autoptico sul cadavere ritrovato a Ponticelli. Inoltre, oggi, Guarente sarà ascoltato dal gip di Napoli Nord, in occasione dell’interrogatorio per la convalida del fermo.

FONTE: In Terris

Sorpasso a destra in autostrada: si può? – VIDEO

E’ tempo di vacanze, di viaggi, di lunghe code in autostrada. Ore ed ore sotto il sole in viaggio verso l’aspirata meta che sia mare o montagna non importa, l’importante è arrivare sani e salvi per potersi godere il meritato riposo.

E’ così facile arrivare a destinazione riposati, rilassati evitando ogni sorta di pericolo? Nei viaggi molto lunghi non è possibile per una serie di motivi: la stanchezza, il caldo, il traffico ma sopratutto i “compagni di viaggio” delle vetture sulle altre corsie.

Spesso i comportamenti degli automobilisti italiani sono disdicevoli al limite non solo del codice della strada, ma anche dell’educazione.

Facciamo un esempio: autostrada a 4 corsie. Nonostante la corsia di sorpasso sia intasata, nessuno si sposta ad occupare la corsia più libera a destra, come dice il codice della strada.
Questo spesso induce gli automobilisti ad utilizzare la corsia di destra, come una corsia di sorpasso a discapito della sicurezza degli altri automobilisti.

E’ un comportamento corretto? La polizia stradale, in questo ottimo video, ci spiega quando lo è e quando non lo è.

Genova, 16enne muore dopo aver preso una pasticca di ecstasy

  • di Milena Castigli

La ragazzina aveva passato la serata con alcuni amici per poi sentirsi male verso le 2 di notte.

Una sedicenne di Chiavari (Ge) è morta la scorsa notte per un arresto cardiaco provocato dall’assunzione di Ecstasy, una potente metanfetamina dagli spiccati effetti eccitanti. Lo rende noto la polizia.

Una serata tra amici finita in tragedia

La giovane aveva passato la serata con alcuni amici, due maggiorenni e due minorenni, in un appartamento nel quartiere San Martino. Poi, verso le 2 di note, è uscita con gli altri per proseguire la serata in centro.

Una volta arrivata nella zona della stazione ferroviaria di Brignole, la tragedia: la ragazza si è sentita improvvisamente male perdendo conoscenza; trasportata urgentemente all’ospedale Galliera, è deceduta dopo un’ora per un arresto cardiaco.

Il dottore: “Droga uguale morte”

Il direttore del pronto soccorso del Galliera, Paolo Cremonesi, ha detto a Primocanale che “l’ipotesi è che si tratti di ecstasy, ma non possiamo ancora dirlo chiaramente. Stiamo aspettando il risultato del tossicologico. La ragazzina è arrivata in coma in condizioni disperate ed è morta dopo un’ora di tentativi di rianimazione. Il messaggio che deve passare è che non esiste differenza tra droghe leggere e droghe pesanti. Droga uguale morte, ogni tipo può portare alla morte dei nostri ragazzi”.

Sulla vicenda indaga la squadra mobile di Genova che sta sentendo gli amici per capire da chi abbiano comprato la sostanza e chi l’ha data alla giovane. E’ in corso anche la perquisizione nell’abitazione dove era ospite. Come ha riportato l’Ansa, della vicenda si occupano il tribunale dei minori e quello ordinario.

FONTE: In Terris

Marilyn Manson in concerto in Italia: tra pseudo satanismo e «teologia»

Marilyn Manson. Non il solito scemo

  • di Francesco Filipazzi

Marilyn Manson, la band shock rocker (in realtà una band che si identifica nel front man) più famosa del mondo, è tornata sulle pagine dei quotidiani italiani perché farà un concerto in Italia.

Diciamo subito che questo personaggio non è il classico cantante pseudo satanista, che si veste da pagliaccio, che suona musica inascoltabile. Non si può liquidare con sufficienza e non si può cercare di censurarlo o rimuoverlo prima di aver capito “cosa” dice e da “dove” proviene.

In primo luogo, il significato del nome. Marilyn Monroe e Charles Manson. I due lati, buono e cattivo, della personalità umana, che convivono in tutti noi.
Poi il trucco. Il cantante si veste come un mostro, uno spettro, un demone. Decidete voi. Le copertine degli album e i concerti sono macabri e spesso rasentano lo splatter.

Non si tratta però del solito scemo che vuole solo scandalizzare.

La “teologia” di Manson

Gli aspetti controversi che generalmente, in modo piuttosto superficiale, vengono sottolineati riguardo Manson, al secolo Brian Hugh Warner, sono legati ai testi che parlano di classiche storielle horror, di autolesionismo, pornografia, droga e vaccate assortite. Basterebbe questo per chiudere tutto e andare a casa. Anche la musica, da un punto di vista strettamente artistico lascia il tempo che trova e il modo di cantare, la death voice (cioè scream e grow) è inascoltabile. Lo dico da abituale ascoltatore di musica moderna, quindi i detrattori non vengano a darmi del bigotto che odia la musica rock. Semplicemente odio chi canta da schifo.

Tornando ai testi, molti di questi non sono per niente da sottovalutare, perché esprimono concetti che non sono estranei alla nostra religione e che anzi rivelano una determinata concezione del peccato e, dunque, sono concetti che possono essere collegati ad una visione del satanismo. In alcuni passaggi sembra di intravedere la prefigurazione di un’entità che, giungendo presso l’umanità, la odia apertamente, ne schernisce i peccati e le debolezze, tende solo a farne il proprio strumento malvagio.

Va inoltre sottolineato che Warner è stato un membro in vista della chiesa satanista di LaVey*, il quale sosteneva di non essere un adoratore del Demonio, ma di proporre una visione del mondo nella quale di fatto l’uomo è dio di se stesso. Il che è perfettamente in linea con la venerazione del Demonio, dato che sin dal peccato originale il Nemico ha cercato di indurre l’uomo a credersi Dio. “Diventerete come Dio”. Vi ricorda qualcosa?

Si spiegano quindi frasi come quella contenuta in “The Reflecting god”, “Il dio riflesso:

“I went to god just to see / And I was looking at me”

“Sono andato da dio solo per vedere / E stavo guardando me stesso”.

Un altro messaggio molto chiaro è quello contenuto in Antichrist Superstar. Troviamo frasi del tipo:

” You built me up with your wishing hell /I didn’t have to sell you”.
“Mi avete costruito con i vostri desideri infernali/Non dovevo vendervi”

E, si chiederà il lettore, cosa avremmo costruito?

“the moon has now eclipsed the sun / the angel has spread its wings / the time has come for bitter things /the time has come it is quite clear / our antichrist / is almost here…/it is done”

“La luna ha eclissato il sole / l’angelo ha aperto le sue ali/ è giunto il tempo delle cose amare/il tempo è giunto, è ovvio/il nostro anticristo è quasi arrivato/è fatta”.

Avete capito? I peccati degli uomini hanno chiamato questo anticristo. Tecnicamente non è neanche così sbagliato. Questi però se ne compiacciono.

In un’altra canzone più recente, Manson definisce sé stesso e i suoi come “Figli di Caino che guardano le scimmie suicidarsi“. Non è difficile pensare che le scimmie siano semplicemente gli uomini. Il disprezzo verso i peccatori è tipico di Satana, che non ama né i suoi servi né le persone che corrompe.

Questi tre sono esempi sparsi, ma ce ne sarebbero decine.

Il cambiamento? Non proprio.

Successivamente, dopo l’allontanamento da LaVey, Manson dice di aver cambiato le tematiche dei nuovi album, dicendo di essere cresciuto e maturato. Però la sua modalità di presentazione al pubblico rimane la stessa. Il cantante dichiara che quello del passato era solo un pagliaccio. Rimane però il fatto che durante i concerti la Bibbia la brucia ancora. Avrà forse creato qualche testo più profondo, ma le canzoni del passato le canta tuttora. Forse ora non crede più in certe cose? Però le usa per fare soldi e i messaggi, come abbiamo dimostrato qui sopra, non sono certo buffonate. Fra l’altro non venga a raccontarci fandonie, la definizione di “figlio di Caino”, risale al 2015 e si sa cosa si porta dietro.

Insomma, che Marilyn Manson sia legato al satanismo, lo abbia praticato come religione e ci abbia creduto è vero. Non solo quello “razionale” e più pericoloso di LaVey, ma anche quello strettamente consistente nella magia nera. Lo dice lui stesso nelle sue biografie e autobiografie.

Consiglio non richiesto

Il consiglio che darei a educatori, genitori e soprattutto ai sacerdoti non è quello di censurare, proibire o demonizzare l’ascolto di questa band, non servirebbe a nulla e anzi sortirebbe l’effetto opposto. Invito anzi a mostrare di non essere totalmente inconsapevoli riguardo i messaggi che vengono lanciati e di spiegarli in modo esteso agli eventuali improvvidi ascoltatori. Il male non va negato o rifuggito, ma affrontato. Soprattutto, non si demonizzi la presentazione esteriore di questo signore, che è la parte meno importante del personaggio, un costume di scena. Potrebbe presentarsi in giacca e cravatta cantando le stesse canzoni. Non sarebbe la stessa cosa?

Dobbiamo essere consapevoli che la gente come Marilyn Manson sguazza nell’ignoranza religiosa e nella mancanza di catechismo. Un deficit formativo che la Chiesa potrebbe riempire con un po’ di impegno.

* LaVey ha avuto molto seguito negli Stati Uniti e prima o poi proveremo ad approfondirne la figura anche su questo blog.

Fonte: Campari & De Maistre

Internauti creduloni: solo il 60% sa riconoscere le bufale in rete

Il risultato è il frutto di una ricerca condotta dal gruppo dell’università britannica di Warwick guidato da Sophie Nightingale.

Solo poco più degli utenti del web riesce a scoprire se un’immagine è stata ritoccata o meno. Il risultato è il frutto di una ricerca condotta dal gruppo dell’università britannica di Warwick guidato da Sophie Nightingale e pubblicato sulla rivista Cognitive Research: Principles and Implications.

Il primo esperimento

Il gruppo ha presentato due distinti esperimenti online a 707 volontari che utilizzano frequentemente internet. Nel primo test è stata utilizzata una raccolta di 40 immagini ricavate da 10 foto originali di Google. Sei di queste sono state manipolate in 5 modi diversi, alcuni fisicamente plausibili e altri no, realizzando 30 immagini manipolate. Ai volontari sono poi state mostrate 10 foto, di cui 5 manipolate e 5 originali, in modo casuale.

Il risultato è stato poco confortante: solo il 60% degli intervistati ha riconosciuto le immagini modificate, ma solo il 45% di questi ha anche individuato l’elemento modificato. “Anche se le persone riescono a capire che c’è qualcosa che non va – ha commentato i dati Derrick Watson, coautore dello studio, riportato da Ansa – non sono affidabili nell’identificare esattamente cosa non quadra”.

Il secondo esperimento

Nel secondo esperimento i ricercatori hanno mostrato a 659 persone un gruppo di immagini, da loro realizzate, senza dire ai volontari che le foto erano state manipolate. Il risultato ha confermato le stime ricavate nel primo test: le immagini manipolate sono state ricostruite nel 65% dei casi, ma – in questa seconda situazione – ci è voluto il 39% del tempo in più per individuare la manipolazione.

L’allarme fake news

L’esperimento ha una importante ricaduta sociale perchè evidenzia quanto fragili siano le “difese” degli utenti del web dinanzi ai fotomontaggi e alle fake news che girano spesso in internet. Ma perchè in tanti ci cascano? Le ragioni per cui si abbocca sono ancora da chiarire, scrive Repubblica. “Un motivo potrebbe essere che le persone tendono a fidarsi troppo della veridicità delle foto”, spiega Nightingale. “Condurremo ulteriori ricerche – conclude – vogliamo capire cosa fare per aiutare le persone a non lasciarsi ingannare”.

FONTE: IN TERRIS

Vax Free: diretta video della manifestazione da Roma contro l’obbligo vaccinale del dl Lorenzin

Oggi, 24 luglio 2017, si tiene a Roma, in piazza Montecitorio, l’ennesima manifestazione dei Free Vax, o meglio, dai Vax Free.

L’evento dovrebbe iniziare alle ore 16:00 ma tenteremo di collegarci in diretta dalla piazza anche un po’ prima. Dato che è lecito supporre che i mass media classici neanche questa volta daranno visibilità a una delle più grandi mobilitazioni italiane degli ultimi decenni, proveremo a farvi avere notizie con i nostri piccoli mezzi.

La diretta, che potrete vedere qui sotto, sarà effettuata con semplici cellulari dei manifestanti presenti. Nel caso in cui, come spesso accade, gli smartphone dovessero surriscaldarsi e la connessione interrompersi, i nostri collaboratori provvederanno subito a collegarsi con un altro cellualre. Quindi se momentaneamente il video non fosse disponibile, provate a ricaricare la pagina e pazientate.

Grooming: la nuova frontiera della pedofilia sul web – VIDEO

  • di Dolors Massot

Più di 13 milioni di persone hanno visto il video sul pericolo di una delle pratiche a facilità di collegarsi ad altri su Internet è stupefacente, e una persona che a casa ha la porta blindata e chiude tutte le finestre prima di uscire lascia invece aperta la “porta” di Internet. Le reti sociali, soprattutto tra i più giovani, possono diventare una trappola, un vero inferno.
Milioni di adolescenti usano Whatsapp, Snapchat, Instagram, Skype, Periscope, Facebook…, e ogni giorno vi entrano con la speranza di trovare delle novità, di essere ascoltati, conoscere nuovi amici e divertirsi. Non tutti gli utenti, tuttavia, sono bambini e adolescenti sani e benintenzionati.

Un appuntamento?
È verificato che chi delinque dal punto di vista sessuale impiega le reti sociali per collegarsi alle sue vittime. La pratica si chiama “grooming” e si svolge in modo molto semplice: i pederasti si fanno passare per un minore della stessa età o di una simile a quella del ragazzo o della ragazza con cui vogliono entrare in contatto.Chiedono abilmente, risvegliano l’interesse del loro destinatario e inizia così un percorso che passa presto dall’amicizia a volere “qualcosa di più”, finché non arriva la domanda: “Perché non ci incontriamo?”
Gli adolescenti, i vostri figli, a volte passano ore a chattare, e arrivano a raccontare agli amici cose intime perché pensano che si sia creato tra loro un clima di fiducia e di ascolto. Il fiume di sentimenti li porta a compiere passi a una velocità vertiginosa. Quello che non sanno è che dall’altro lato li può aspettare un mostro.

Consapevole dell’aumento di molestatori che si avvalgono delle reti sociali per intrappolare le loro vittime, una compagnia telefonica ha diffuso di recente un video con cui mettere in guardia i più giovani e i loro genitori, perché non si tratta di un caso isolato, ma di un fenomeno in continua crescita.

Come padri o madri, anche voi dovete preoccuparvi di quello che i vostri figli ricevono dalla rete. Non esitate a chiedere ai vostri figli chi sono i loro amici e a parlare con loro per metterli in guardia contro le persone che vogliono danneggiarli.

Su Internet, come nei film, non è tutto come sembra. Se non ci credete guardate questo video e lo verificherete.

(Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti)

Fonte: Aleteia