Casalecchio, festa gay pride all’asilo: scoppia la rabbia dei genitori

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La D’Amico afferma che con l’episodio di Casalecchio “siamo giunti davvero oltre ogni limite”

L’asilo dove si celebra il Gay Pridedi Federico Cenci

Non si Tocca la Famiglia offre supporto ai genitori per denunciare al Miur. Sen. Pillon: “Faremo verifiche”

Di rovente a Bologna in questo periodo non c’è soltanto il clima, ma anche la polemica intorno all’asilo nido Meridiana di Casalecchio. Come scrive Quotidiano Nazionale, al centro estivo dell’asilo gli insegnanti hanno pensato di coinvolgere i piccoli in una versione infantile del Gay Pride.

Il fatto è avvenuto il giorno prima che la nota parata di orgoglio lgbt sfilasse sotto le Due Torri, sabato 7 luglio. Ecco allora che sono stati organizzati “laboratori di pittura e scrittura, letture orientate al mondo omosessuale e volti colorati con l’arcobaleno della parata”, scrive il quotidiano.

Eloquente la scritta sul cartellone che è stato fatto preparare ai bambini: “Oggi ci siamo dipinti la faccia per festeggiare insieme il Gay Pride!!!”.

La scelta ha disorientato alcuni genitori. “Mia figlia ha due anni e francamente credo e spero che non abbia riportato alcun trauma”, sbotta una mamma.

“Quando sono arrivata aveva la maglietta tutta colorata, disegni in fronte e sulle guance…. Dico solo che per fortuna non è nell’ età di capire…”. Le proteste dei genitori sono sostenute dall’associazione “Non si Tocca la Famiglia”, che per bocca della sua presidente Giusy D’Amico, intervenuta su In Terris, rileva che i giochi negli asili “in nessun modo dovrebbero inquinare la loro educazione, la loro innocenza, la loro identità e il bagaglio di insegnamenti che i genitori sono chiamati a dare in libertà ai propri figli”.

La D’Amico afferma che con l’episodio di Casalecchio “siamo giunti davvero oltre ogni limite” e osserva che “quando la scuola scavalca il diritto prioritario dei genitori ad essere i primi educatori dei figli, quella scuola ha fallito”.

La presidente di “Non si Tocca la Famiglia” aggiunge che i genitori dei piccoli ora “hanno tutto il diritto di denunciare l’accaduto al Miur anche con il nostro supporto”.

E si dice certa che “il nuovo ministro dell’Istruzione Bussetti e il ministro della Famiglia Fontana non potranno che disapprovare scelte educative attuate contro la volontà dei genitori”.

Proprio dalle Istituzioni giunge un segnale inequivocabile in questo senso. Il senatore Simone Pillon, che ritiene “vergognoso e gravissimo quanto accaduto”, promette che “faremo le opportune verifiche circa la posizione della Cooperativa Dolce, che gestisce l’asilo”.

Pillon sottolinea che “ognuno rimane libero di manifestare per i propri diritti, ma reagiremo con tutti gli strumenti legali contro chi si azzarda a strumentalizzare i figli degli altri, per promuovere ignobili manovre ideologiche”.

E ancora: sulla questione è stata sollevata un’interpellanza del deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami. Inoltre Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura, su Facebook ha chiesto le dimissioni dell’educatrice in questione. Fonte: interris