I migranti sbarcati in Italia sono aumentati o diminuiti? Ecco i numeri ufficiali

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Calano sensibilmente gli sbarchi di migranti in Italia – i dati del Viminale. Sulle coste italiane sono sbarcati dall’inizio dell’anno 3079 i migranti, quasi l’82% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018, quando ad arrivare furono in 16935.

Intanto è stato chiuso a Mineo (Catania) il centro accoglienza per richiedenti l’asilo più grande d’Europa.

Il calo rispetto al 2017 è ancora più significativo: – 96,39%, quando i migranti furono 85207. È quanto emerge dai dati aggiornati del Viminale, pubblicati sul sito.

In particolare nel mese di giugno sono sono arrivati via mare 1218 migranti, pochissimi rispetto ai 23526 sbarcati nello stesso mese del 2017 e un terzo dei 3147 giunti nello stesse mese nel 2018, anni che hanno visto rispettivamente l’arrivo sulle coste della Penisola di 119369 e 23370 migranti.

Per quanto riguarda i Paesi di origine, al primo posto c’è la Tunisia (658), seguita da Pakistan (426), Costa d’Avorio (314), Algeria (298), Iraq (255), Bangladesh (190), Sudan (80), Guinea (79), Iran (69), Marocco (66).

Chiude il centro di accoglienza di Mineo

L’idea del governo, poi realizzata con un decreto del ministro dell’Interno del 30 marzo 2011, era quella di ospitare a Mineo circa 4 mila richiedenti asilo.

Nella struttura, ritenuto il Centro accoglienza richiedenti asilo più grande d’Europa, ci sono state ‘punte’ di presenze di migranti vicino alle 5 mila persone.

Nel Cara hanno lavorato fino a 500 persone, creando mille posti di lavoro nell’indotto.

La sua apertura ha creato contrasti sul territorio tra chi sosteneva che la sua presenza era occasione, oltre che di integrazione, di sviluppo e occupazione e chi, invece, ne ha sempre chiesto la chiusura per motivi di sicurezza del territorio.

Sul futuro del Cara di Mineo, Matteo Salvini è stato chiaro:  “Ci sono diversi progetti per riqualificare e rivalorizzare quest’area. Li stiamo analizzando. Quando ci saranno certezze sui tempi e sugli investimenti, ne parleremo. Però l’obiettivo è che non rimanga un deserto“.

Si farà il possibile – ha aggiunto – per aiutare il maggior numero  possibile di lavoratori del Cara. Ovviamente fatte salve le inchieste della magistratura che sta valutando se le assunzioni sono state fatte regolarmente o in cambio di voti o di altro e privilegiando l’economia reale del territorio, che non parla di immigrazione ma di agricoltura“. Fonte Tv Svizzera