La vera faccia del premier Conte: ecco cosa scrive sull’Euro e la sovranità

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giuseppe conte borghi

Claudio Borghi contro l’euro: dobbiamo avere una moneta di proprietà

Il fatto di avere il controllo sui propri mezzi di politica monetaria è condizione necessaria – ma non sufficiente – per realizzare l’ambizioso ed enorme programma di risanamento”, dai microfoni di Radio 1 Rai il presidente della commissione bilancio della Camera.

Ha anche aggiunto: “Sono straconvinto che l’Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei propri problemi.

Il fatto di avere il controllo sui propri mezzi di politica monetaria è condizione necessaria – ma non sufficiente- per realizzare l’ambizioso ed enorme programma di risanamento“.

Ha concluso dicendo: “Ma per fare questo passo ci vuole accordo e consapevolezza da parte dei cittadini.

Avessimo voluto andare oggettivamente allo scontro con l’Unione europea per arrivare a questo risultato, avremmo dichiarato il 3,1 come deficit, non il 2,4″.

Conte risponde a Borghi. Nonostante questo il premier Conte ci tiene a ribadire con un post su Facebook, che l’euro è irrinunciabile per l’Italia, andando di fatto a scontrarsi con quanto ribadito più volte da entrami gli schieramenti, basta infatti una rapida ricerca su Google per trovare dichiarazioni sia di Salvini sia di Di Maio nei confronti della moneta unica. Ecco per intero il post del Premier Conte:

L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione Europea e dell’Unione Monetaria e ci tengo a ribadirlo: l’euro è la nostra…

Posted by Giuseppe Conte on Tuesday, October 2, 2018

Borghi o Conte, chi ha ragione?

Da queste dichiarazioni di Borghi prima e di Conte poi si evince una questione fondamentale:

il primo è cosciente che alcune manovre come ad esempio il reddito di cittadinanza non possono essere effettuate con una moneta a debito, il secondo probabilmente è stretto dalla morsa di quei poteri forti che questo governo dice di voler combattere.

E’ impensabile che non si arrivi a comprendere oggi l’importanza dell’emissione monetaria, o che si faccia prima campagna elettorale facendo grossi proclami (come quelli che fece Di Maio a suo tempo) poi una volta arrivati nelle famose “stanze dei bottoni” si cominci a pensare più a quanto costi un aereo di stato (importante per l’amor del cielo) e non a come emettere moneta staccandosi definitivamente dalla BCE tanto odiata, a parole, dal governo gialloverde.