Arcigay contro Arcilesbica: ecco cosa sta succedendo a Bologna

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‘Femminicidio’ gay – Gli omosessuali dell’ Arcigay sfrattano… le compagne lesbiche. Oramai abbiamo visto tutto, o no?

Questa ci mancava, ma adesso l’album dello sciocchezzaio è quasi completato, giusto un altro paio di figurine e figuracce e siamo a posto.

Per ora, però, come dicono a Roma, questa “nun se batte”: l’Arcigay sfratta l’Arcilesbica! Succede a Bologna, dove l’avviso di sfratto per Arcilesbica è stato inviato dall’Arcigay “Il Cassero”, che in una lettera ha comunicato all’altra associazione che non potrà più usare il circolo bolognese come sede legale a livello nazionale.

Vi siete già persi tra le sigle? O perbacco, lo sanno pure i bambini (quelli ai quali oramai raccontano solo favole gender e proibiscono pure la festa della mamma) di che trattasi, ma per i cari Lettori di una volta – che magari non ci sono più un po’ come le mezze stagioni – riassumiamo: trattasi di associazioni che gravitano nella galassia già ex Pci e che difendono un po’ di tutto purché… arci, dalla caccia al cinema, passando per l’appunto anche a gay e lesbiche.

Questi ultimi, uno si immagina facciano fronte unico almeno nell’associazionismo e invece si dividono pure con le sigle, prima ancora che con gli sfratti.

Ma torniamo alla vicenda un po’ incivile (suvvia, mica ci si comporta così tra compagni), dopo che ci hanno squinternato i maroni con le unioni civili: a quanto pare lo sfratto di cui sopra è l’ultimo atto politico-ideologico di uno scontro in corso da diverso tempo tra le due associazioni.

Arcilesbica – sostengono quei cattivoni di maschietti dell’altra parte – non si sarebbe allineata alla richiesta di legalizzazione dell’utero in affitto, promuovendo invece l’accesso alle adozioni. E avrebbero rivendicato l’uso di farmaci bloccanti della pubertà per i bambini e le bambine con comportamenti non conformi alle aspettative di genere.

Fatti e fattacci loro, insomma. Ma adesso che faranno? Troveranno un tetto a casa della Cirinnà, trullallero trullallà? E La Boldrini (ve la ricordate? quella signora che s’accigliava solo a sentire un nome al maschile, fosse pure un maschile un po’… incerto) con chi si schiererà?

Certo è che davvero non ci si raccapezza più. E il rischio è di andare a finire come nella battuta del comico Frassica all’ultimo Sanremo: “Qui non ci si capisce più niente: uomini che vanno con le donne, donne che vanno con gli uomini”. Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA