Cara mamma del bimbo immunodepresso, il problema non sono i no-vax

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Giorgia Mennuni, la giornalista de Il Corriere della Sera

“Prigioniero in casa” per colpa dei no-vax? Ecco la realtà dei fatti – di Stefano Re – Continua l’esibizione di ignoranza e illogicità dei giornalisti arruolati alla Santa Crociata Vaccinale.

Oggi è il turno di Giorgia Mennuni che dalle colonne del Corriere della Sera ci racconta la straziante situazione di un bimbo scampato alla leucemia che però “è prigioniero in casa”, naturalmente per colpa dei terribili no vax: “la malattia l’ha reso immunodepresso e i compagni di classe non vaccinati mettono a rischio la sua vita”. Ora, passiamo a Giorgia Mennuni qualche importante informazione:

1. il bimbo non corre rischi SOLO per le malattie limitate dalle vaccinazioni obbligatorie. Un immunodepresso grave (ci sono vari livelli di immunodepressione, speriamo che quel bimbo non sia molto grave) è soggetto a migliaia di possibili infezioni diverse.

Quindi non è prigioniero in casa per colpa di quattro bimbi non vaccinati: è prigioniero in casa perché è ancora in una condizione di estrema vulnerabilità.

Parzialmente protetto

2. i dieci vaccini obbligatori fermano solo cinque contagi. Oltre ovviamente al tetano che non è contagioso, i contagi di pertosse, difteria, poliomielite e parotite non sono fermati da questi vaccini.

Quindi, tanto per capirci, se anche tutto il mondo (e non solo i compagni di classe) facessero questi vaccini, il bambino sarebbe parzialmente protetto solo per quattro malattie.

Anzi, per quattro ceppi di quattro malattie. Su migliaia di diverse infezioni e patologie cui risulta esposto.

Quindi non sono certo questi dieci vaccini fatti a qualche bambino della sua scuola a metterlo al sicuro.

3. nel mondo là fuori non esistono solo compagni di classe. A scuola ci sono bidelli, maestre, segretarie, presidi, altri genitori in visita o di passaggio, il portalettere, gli operai che fanno un lavoro e chissà quante altre figure di passaggio per mille motivi.

Ciascuno di essi può essere portatore di una delle mille diverse infezioni cui un bimbo immunodepresso è esposto.

Tutte le persone possono trasmettere infezioni a quel bimbo immunodepresso. Quindi non sono quei quattro no vax a creare il problema, e non è vaccinando loro che lo si risolve.

4. «Basterebbe una varicella, un morbillo o la meningite – dice Sara – e mio figlio tornerebbe nell’incubo» Informate anche la madre Sara che il vaccino antimeningococcico obbligatorio protegge solo dal ceppo B di meningite, come dimostra la decina di casi di meningite anche mortale degli ultimi mesi, che hanno colpito persone regolarmente vaccinate.

E che il vaccino antimorbillose evidenzia criticità notevoli, tanto che ci sono decine e decine di casi di vere e proprie epidemie di morbillo tra soggetti completamente vaccinati.

Le informazioni sui bugiardini

Infine, informatela che nel bugiardino del vaccino contro la varicella c’è scritto espressamente che chi venga vaccinato può diventare portatore infettivo di varicella per sei settimane.

Insomma, che stia più attenta ai compagni di classe vaccinati di recente che a quelli non vaccinati.

Qualche medico onesto e coraggioso spieghi a questa madre che, molto semplicemente, se lo vuole proteggere deve limitare molto le sue esposizioni ad ambienti e persone, finché non avrà recuperato la sua capacità immunitaria, perché – vaccinati o meno siano altri bambini – lui resterà ad alto rischio fino ad allora.

E, sia detto per inciso, invece di creare disagi ad altri bambini, potrebbe accontentarsi di festeggiare che suo figlio sia uscito vivo da una terribile malattia.

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No-vax: colpevoli di essere sani

5. il diritto ad andare a scuola, giocare coi compagni e frequentare fidanzatini ce l’hanno tutti, anche i bambini non vaccinati.

A questo bambino immunodepresso questo diritto risulta limitato per colpa della sua malattia, dello stato della sua salute, non per colpa di qualcun altro.

E non è per aiutare questo bambino che diventa ragionevole cancellare i diritti degli altri bambini, colpevoli solo di essere sani e di non voler assumere farmaci che i loro genitori ritengono inutili se non pericolosi. Basta davvero un minimo di logica elementare ad arrivarci.

Quindi, i diritti valgono per tutti, non ci sono bambini di serie A e bambini di serie B, come non c’è alcuna logica nel cancellare i diritti di alcuni bambini per compensare la situazione difficile di un altro bambino.

In conclusione, cara Giorgia Mennuni, la pianti di diffondere falsità. Il motivo per cui questo bimbo non può frequentare la scuola non è lo stato vaccinale di altri bambini, è la sua condizione di estrema vulnerabilità.

E a diffondere l’idea che una volta sistemati i no vax un immunodepresso sarà al sicuro non si sta affatto aiutando a difendere la salute di nessuno: si stanno spacciando balle pericolose.

La minaccia per la salute delle persone non viene dai no vax, viene dalle scemenze che raccontate in articoli come il suo.