Beppe Grillo: “Selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in parlamento”

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L’ultima: adesso Beppe Grillo vuole il sorteggio dei politici

Un Parlamento ad estrazione come sistema per cambiare tutto. Se non son matti non ce li vogliamo…

Per la serie non facciamoci mancare nulla, Beppe Grillo ne ha tirata fuori un’altra sul suo blog: sorteggiare i politici. “Oggi dobbiamo porci due domande. La prima e’ se vivere in democrazia sia una buona cosa, la seconda e’ se le nostre democrazie stanno funzionando bene.

Se rispondiamo come ci hanno insegnato, cioe’ che va tutto bene, allora c’e’ un enorme paradosso, una palese contraddizione. Perche’ non sta funzionando molto bene.

La politica e’ divisa su tutti i temi, i politici non hanno fiducia e il sistema politico e’ distorto da potenti interessi. In tutto il mondo e’ cosi’. Da sempre”.

Così scrive il guru dei 5 stelle, che in un lungo post dal titolo ‘Il piu’ grande inganno della Politica: farci credere che servano i politici’, lancia l’idea di un parlamento o di un ‘Senato dei cittadini’ eletto tirando a sorte.

“Per risolvere questo paradosso possiamo rinunciare alla democrazia- aggiunge-. Eleggiamo un re-dittatore che ignori le norme democratiche, calpesti le liberta’ e faccia semplicemente le cose come stanno.

Ma i primi 4000 anni della nostra storia sono stati cosi’ e non mi sembra abbiano fatto granche’. L’altra opzione e’ quella di dire chiaramente che questo sistema e’ rotto, non funziona, ma non avendone un altro migliore non ci resta che capire cosa non funziona”.

Beppe Grillo ha un’idea

Io, continua Grillo, “un’idea ce l’ho, il suo nome tecnico e’ ‘sortition’. Ma il suo nome comune e’ ‘selezione casuale’. L’intuizione e’ di un certo Brett Hennig. L’idea e’ molto semplice: selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in parlamento.

Sembra assurdo, ma pensateci un attimo. Le selezioni dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50% sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbero gente comune. Sarebbe un microcosmo della societa’”.

Tuttavia, sottolinea, “ci sarebbe un importante effetto collaterale: se sostituissimo le elezioni con il sorteggio e rendessimo il nostro parlamento veramente rappresentativo della societa’, significherebbe la fine dei politici e della politica come l’abbiamo sempre pensata”.

E ricorda che “gli antichi Ateniesi selezionavano a caso i cittadini per occupare la maggior parte dei loro posti politici. Sapevano che le elezioni erano dispositivi aristocratici”.

Insomma, insiste Grillo, “da tutti gli esempi moderni emerge un fatto: se date alle persone la responsabilita’, agiscono in modo responsabile. Non fraintendetemi, non dico che e’ perfetto.

La domanda giusta e’: funziona meglio? Per quanto mi riguarda, e’ SI”.
Forse, conclude, “il primo passo sarebbe una seconda camera nel nostro parlamento, piena di persone scelte a caso, un senato dei cittadini, se volete.

C’e’ una campagna per un senato popolare in Francia e un’altra campagna in Scozia. Sarebbe come un cavallo di Troia nel cuore del governo. E poi sostituire le elezioni con il sorteggio”. Se non son matti non ce li vogliamo… Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA