Bambin Gesù di Roma: ecco l’ultimo miracolo passato inosservato

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Bambin Gesù

Ecco uno dei tanti “miracoli” che accadono al Bambin Gesù di Roma – di Paola Belletti

Un breve video ci permette di affacciarci sulla meraviglia della vita: Riccardo è un bambino nato prematuro.

I medici hanno fatto tutto il possibile, il “miracolo” invece lo hanno chiesto alla mamma…

L’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù è una struttura ospedaliera e centro di ricerca di primissimo ordine che coniuga competenze professionali all’avanguardia e capacità di accoglienza della persona nella sua interezza. Lo dichiara raccontando la propria identità, sul sito:

Attraverso lo slogan “pensate solo a vostro figlio, al resto pensiamo noi” il Bambino Gesù ha deciso di intendere l’accoglienza del paziente e della sua famiglia, fin dal primo contatto, come un aspetto fondamentale nel processo di cura: il cuore della propria attività assistenziale.

In questi ultimi tempi si è guadagnato spazio sui media per la vicenda del piccolo Alfie Evans, come già era successo per Charlie Gard, morto per interruzione della ventilazione imposta dalla corte suprema britannica.

Riccardo è uno dei tanti bimbi nati troppo presto per reggere da soli la fatica della vita all’aria aperta, senza la dipendenza totale dalla mamma.

Al Bambin Gesù riceve tutte le cure necessarie, affronta e supera due importanti operazioni chirurgiche, piano piano migliora. Ma la notte incappa spesso in crisi respiratorie e pericolose apnee. 

Serve una professionalità nuova? Un protocollo terapeutico ancora sperimentale? Sì. E all’ospedale del Papa (così lo pensiamo tutti) ce l’hanno e sono in grado di attivarlo.

E’ necessario che il piccolo sperimenti calore da contatto e sensazioni tattili piacevoli; che percepisca determinate frequenze sonore e un mix specifico di note olfattive durante la fascia oraria notturna. In tempi rapidissimi l’intervento è applicabile.

La storia di Riccardo

Questa è la storia di Riccardo, un piccolo del Bambino Gesù nato prematuro. La notte non respirava bene. Aveva crisi respiratorie e apnee. I medici hanno capito perché.

Posted by Ospedale Pediatrico Bambino Gesù on Tuesday, November 21, 2017

Da quando la madre ha iniziato a dormire vicino a lui, accarezzandolo, respirandogli vicino, sussurrando o cantando nenie, le nottate di Riccardo si sono fatte serene e piene di buon sonno. Protocollo approvato!

Il neonato è sé stesso solo con la sua mamma. Quello che la relazione con chi l’ha accompagnato nell’esistenza può offrirgli è irriproducibile e insostituibile.

La medicina seria lo sa. Ed è una gioia per tutti poter contemplare questi miracoli poco vistosi ma potenti e sempre possibili; è bellissimo ed esaltante ritrovarsi a fare il tifo per i più fragili e magari poter essere anche noi tra i grandi e forti che si fanno rifugio, calore e protezione per chi ne ha bisogno.

E’ umano, molto di più che ritrovarsi a giustificare la soppressione degli inguaribili considerati da certa cultura “vivi” solo in quanto “costi”. Fonte: Aleteia