Auto elettriche: ecco cosa potrebbe succedere in caso di incidente

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Negli ultimi anni si parla molto delle auto elettriche sia in negativo sia in positivo ma nessuno vuole approfondire il tema in maniera concreta.

Probabilmente sono troppi gli interessi che girano attorno al mondo delle auto elettriche e per questo si evitano discorsi che trattano l’argomento in maniera concreta.

Abbiamo trovato un post in rete che descrive in maniera molto precisa quali potrebbero essere i veri problemi delle auto elettriche.

G.A. sul suo profilo Facebook pubblica il post che vi riportiamo di seguito con la speranza di essere utili per un dibattito costruttivo su un argomento molto attuale.

Auto Elettriche, ecco i problemi

A parte gli enormi danni ambientali derivanti dalla produzione e dallo smaltimento di milioni di batterie per auto elettriche o ibride, ciò che rende così pericolosi i veicoli ibridi ed elettrici che circolano sulle nostre strade è la loro batteria ad alta tensione.

Due premesse quindi. La prima (appena fatta), è che gli incidenti con auto elettriche in genere compromettono l’integrità dell’involucro della batteria di alta tensione e gli incidenti di questo tipo sono comunque quotidianamente tanti.

Va sottolineato che oltre al problema citato ci sono altre criticità: il costo elevato delle batteria, la loro durata e ovviamente lo smaltimento e l’impatto ambientale per la loro costruzione.

Definire “ad Alta Tensione” questo tipo di batterie non è corretto da un punto di vista squisitamente elettrotecnico, vengono così chiamate in ambito automobilistico perché superano abbondantemente i 60 V DC, limite di sopravvivenza per di chi ne fosse esposto.

Stiamo parlando di batterie in grado di accumulare tensioni di circa 400 Volt DC ed erogare correnti fino a 125 Ampère.

Tutti sapete cosa succede se mettete due dita nella presa di corrente di casa vostra, dalla quale escono 220V (AC) e al massimo 16 Ampère!

Le batterie di alta tensione ad uso automobilistico sono poi realizzate con materiali (Litio) che si possono incendiare al contatto con l’acqua.

Facciamo allora uno sforzo di immaginazione e rispondiamo a queste due semplici domande: a quali rischi si esporrebbe chi dovesse soccorrere il guidatore di un veicolo elettrico centrato da un tram? A quali rischi si esporrebbe chi dovesse trovarsi a spegnere l’incendio di una vettura a benzina coinvolta in un incidente grave con un’auto elettrica?

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Se avete risposto… avete capito tutto.

Occorrerebbe poter riconoscere immediatamente l’auto elettrica e impedire a chiunque di avvicinarsi ed usare solo estintori a CO2 o polvere.

Poi delimitare la zona, accertarsi del rischio elettrico ed eventualmente annullarlo nel modo tecnicamente più idoneo per quella specifica vettura (sempre che le condizioni ambientali e meteorologiche lo consentano)! Vi pare facile? Chi corre quindi il pericolo di folgorazione ?

È semplice: i primi soccorritori! (gli occupanti del veicolo incidentato sono considerabili – non me ne vogliate – “spendibili”).

Non ci sono odori o colature di liquido che possano mettere in allarme, né altro indizio per accorgersi se ci sono cavi alimentati interrotti e scoperti, tali da generare un arco voltaico o una folgorazione…

Ma se c’è stata la rottura dell’involucro della batteria di alta tensione i suoi moduli interni potrebbero essere in corto circuito con la carrozzeria e così UCCIDERE chi entra in contatto con la carrozzeria.

Di questi pericoli i costruttori di automobili sono ben coscienti, ma come cercano di porre rimedio?

In primo luogo progettano le vetture al meglio di come possono, e sviluppano logiche ad attivazione automatiche per eliminare l’erogazione di corrente dalla batteria.

Sono sforzi progettuali enormi, ma nessun progettista del mondo potrà mai prevedere come potrebbe effettivamente danneggiarsi una batteria in caso di incidente, perché non esiste un incidente uguale all’altro e perché le auto non sono degli autoblindo!

Tutti i costruttori si stanno allora indirizzando verso la “guida autonoma”, perché è l’unico modo per evitare gli incidenti stradali.

L’intento è però vanificato dalla presenza di un parco auto circolante di livello tecnologico troppo eterogeneo.

Sulle nostre strade continueranno sempre a girare auto che non si sa come facciano a superare la revisione… altro che essere in grado di fare la “guida autonoma”!