Modena, 2 morti nell’incendio causato per vendetta da un nordafricano

Modena, nordafricano dà fuoco a sede vigili: due morti e tre feriti gravi – di Ludovica Colli

Modena, 21 mag – Tragedia al comando della polizia municipale di Mirandola (Modena). Intorno alle 2 e 40 di questa notte uno straniero, a quanto pare per vendetta, ha appiccato un incendio all’interno della sede della Polizia Municipale.

Le fiamme si sono rapidamente sviluppate e il denso fumo è salito verso l’alto dove si trovano delle residenze.

Chi vive in quegli appartamenti è stato sorpreso nel sonno dal fumo. Due morti, tre feriti gravi di cui uno in condizioni gravissime e 16 intossicati.

Modena: l’incendio appiccato forse per vendetta

L’incendio che si è sviluppato è di origine dolosa. A confermarlo sarebbero i primi accertamenti compiuti sul posto.

Dalle prime indiscrezioni, ad appiccare il fuoco sarebbe stato un ragazzo, probabilmente nordafricano ma in via di identificazione, che è stato trovato con un accendino e un berretto della polizia municipale che avrebbe rubato nella sede dei vigili urbani.

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I carabinieri lo hanno arrestato in flagranza e al momento è accusato di furto e danneggiamento a seguito di incendio.

Il ragazzo, che era stato fermato nei giorni scorsi dalla polizia municipale, avrebbe agito per vendetta. Avrebbe sfondato la porta, accatastato della carta e appiccato il fuoco.

Le fiamme si sono rapidamente sviluppate grazie alla carta presente nell’ufficio provocando un denso fumo che ha iniziato a salire verso l’alto raggiungendo le persone che dormivano.

Sul posto sono state impegnate diverse squadre dei vigili del fuoco, i sanitari del 118, polizia e carabinieri.

Fonte: IL PRIMATO NAZIONALE – Titolo originale: Modena, nordafricano dà fuoco a sede vigili: due morti e tre feriti gravi

Marco Rizzo pesante su Saviano: «Dice cose senza senso da New York»

Bisogna ammetterlo, Marco Rizzo è coerente con le sue idee. Uno di quelli che ancora riconosce i poteri forti e non ha alcun timore ad attaccarli: un compagno d’altri tempi.

Lo dimostrano le tante dichiarazioni contro quella sinistra che “Sta dietro ai diritti civili che sono i diritti della borghesia”. Questo il giudizio di Marco Rizzo durante la trasmissione Coffee Break su La7, dove si scagliò duramente contro la sinistra.

Sempre in quella occasione disse: “Non solo non hanno fatto nulla sul lavoro, ma hanno anche strizzato l’occhio alle banche e ai grandi poteri. E il popolo nelle periferie vi odia.”

Ma Rizzo ne ha davvero per tutti e infatti, intervistato da Il Dubbio, definì leghisti, piddini e grillini: “Tutti servi del capitale”.

Marco Rizzo a Saviano: “Non sei di sinistra”

Sul nuovo Governo che si stava insediando: “Continuerà a prendere ordini dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Centrale Europea e dalla Nato”. In effetti grandi cambiamenti non si sono visti da questo punto di vista.

Di queste ore invece le critiche nei riguardi di Roberto Saviano, considerato da Rizzo un “Radical da tastiera”.

Ecco alcune dichiarazioni rilasciate alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro in onda su Rai Radio 1.

Alla domanda: “È d’accordo con un possibile ritorno del fascismo in Italia?”. Rizzo risponde: “Qui ci sono tanti antifascisti da passerella”.

Poi continua: “Il neofascismo si combatte stando nelle periferie e parlando di lavoro con la povera gente. Se si pensa di fare gli antifascisti cantando ‘Bella Ciao’ al Salone del Libro e basta si fa dell’antifascismo da passerella, alla Pd”.

Quando poi gli viene chiesto se Saviano è di sinistra il segretario del Pci risponde: “Lasciamo perdere, sta in un attico a New York a dire cose senza senso, banali, non mi piace assolutamente è non è di sinistra”. Affermazioni controcorrente in pieno stile Rizzo.

Muore dopo 10 ore di attesa al PS: non avevano neanche il termometro

Anna Rosaria Olmo, dopo 10 ore in attesa di un trasferimento dal Pronto Soccorso del San Giovanni Bosco di Napoli, è deceduta domenica sera alle 23:10.

Ed eccoci qui, ancora una volta a scrivere dell’ennesimo caso di malasanità in Campania. Nel resto d’Italia le cose non vanno benissimo ma è chiaro che al sud la situazione resta drammatica.

La vittima è Anna Rosaria Olmo, morta a 66 anni nel reparto di Rianimazione del Cardarelli di Napoli dopo 10 ore di attesa. Ma andiamo con ordine.

Il venerdì precedente la donna si era recata al Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per un blocco renale.

Dopo la prima assistenza sanitaria e fatti tutti gli accertamenti del caso, i medici hanno riscontrato assenza di sangue nella vescica: non riusciva più ad urinare.

Per Anna diventa necessario il ricovero in un reparto di Urologia. Deve sottoporsi a un intervento ma c’è un problema: il San Giovanni Bosco ne è sprovvisto.

Dal sito Il Mattino, ecco alcune dichiarazioni del figlio: “Dopo ore di permanenza al pronto soccorso, ho dovuto comprare un termometro in farmacia perché non ne trovavano e mia madre aveva 40 di febbre”.

Rendiamoci conto, un termometro. Sempre da Il Mattino, il direttore del San Giovanni Bosco, Roberto Rago, tiene a specificare che i termometri ci sono ma: “Bisogna attendere il proprio turno soprattutto quando il pronto soccorso è affollato”.

10 ore di attesa evitabili?

Addirittura un turno per misurare la febbre.. Ma quanto costeranno questi termometri? Quanto spazio occuperanno in un Pronto Soccorso?

Si badi, nessuno vuole dare colpe che, semmai dovessero esserci, sarà compito della magistratura stabilire quali e in che misura dal momento che i familiari vogliono procedere per vie legali.

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Ma al di là del termometro, qualora questo ritardo avesse causato l’aggravarsi della situazione fino al decesso, come vorrebbe giustificarsi lo Stato?

Certo, le cause sono ancora da chiarire ma, di fatto, la signora Anna ha dovuto aspettare 10 ore prima di essere trasferita.

Non solo, una volta arrivata al Cardarelli si è dovuta giustamente e nuovamente  sottoporre a tutti gli accertamenti, generando un ulteriore ritardo. La paziente è deceduta domenica alle 23:10.

Non è il primo articolo in cui parlo di casi come quello appena descritto. Questo drammatico episodio mi ha riportato alla mente Salvatore Consolazio, il 39enne di Casagiove ricoverato per un mal di pancia all’ospedale San Sebastiano di Caserta e morto 36 ore dopo.

Dal punto di vista sanitario il sud vive una situazione disastrosa. La vera emergenza, caro Ministro Grillo è questa, non le fantomatiche epidemie di cui parla spesso.

Casal Bruciato: la Polizia di Stato blasta Roberto Saviano

Sul caso della famiglia Rom a Casal Bruciato si è alzato un polverone che dura da diverse ore. Da un lato la famiglia Rom, dall’altra i cittadini romani.

Nel mezzo, oltre a Casapound, alla Raggi e alla stampa in cerca di scoop, gli “intellettuali” che sentenziano dalle loro scrivanie.

Immancabile il commento di Roberto Saviano che critica aspramente il Ministro Salvini e la Polizia di Stato… che lo ha blastato!

In un un post Facebook scrive che “Le parole del #MinistrodellaMalaVita sui fatti di Casal Bruciato sono troppo ambigue“.

Un “servizio d’ordine” a Casal Bruciato

Dice di avere l’impressione “che cerchi di non indispettire i cani feroci di CasaPound, che oramai sentono di non avere limiti: squadristi che minacciano donne e bambini che sono nel loro pieno diritto, ma “colpevoli di etnia diversa”“.

E dopo aver giudicato “inconcepibile l’aggressione subita dalla Sindaca Raggi“, spara a zero sull’atteggiamento della Polizia di Stato che, secondo Saviano, merita una riflessione.

Un servizio d’ordine a disposizione della campagna elettorale di un partito” – scrive e aggiunge – “Uomini costretti a sequestrare striscioni a persone anziane, a sequestrare telefonini che turbano la grave forma di selfite del Ministro. Che pena“.

Il contenuto non è molto diverso da quello che troviamo nei pochi caratteri di Twitter ma questa volta la Polizia di Stato risponde blastando lo scrittore.

La polizia di Stato serve il Paese e non è piegata ad alcun interesse di parte. Chi sbaglia paga nelle forme prescritte dalla legge“.

Scrive l’account della Polizia di Stato che poi conclude: “Che pena leggere commenti affrettati e ingenerosi per dispute politiche o per regolare conti personali“.

Saviano sembra avere oltrepassato il limite. Che commentasse la vicenda di Casal Bruciato era prevedibile, così come lo sono le critiche a Casapound e a Salvini.

Giudicare però la Polizia di Stato un “servizio d’ordine di partito”, la stessa Polizia che, lo ricordiamo, ha caricato i “fascisti” durante il corteo in memoria di Sergio Ramelli, è davvero ridicolo.

Non solo, si tratta di una vera e propria mancanza di rispetto verso chi, con la proprio vita, difende ogni giorno i cittadini italiani, anche se di “etnie diverse”.

Di Battista: «Fossi un banchiere, brinderei quando s’inneggia al fascismo»

Alessandro Di Battista pubblica un post sulla pagina Facebook e parla di quella che ritiene essere la vera emergenza in Italia

Il dibattito su fascismo e antifascismo sembra destinato all’eternità. Ma è davvero così importante nel 2019? Oppure è un modo per distrarre il popolo dai problemi reali?

A questa domanda ha risposto Alessandro Di Battista in un lungo post pubblicato ieri nella sua pagina Facebook.

“Il dibattito fascismo/anti-fascismo non è soltanto – nel 2019 – deprimente. È altamente pericoloso. È il solito dibattito politicamente corretto che distrae la pubblica opinione“.

Inizia così il post di Dibba che ne ha per tutti, dai fascisti del terzo millennio all’antifascimo radica-chic, compresi quei giornali “che ormai si trovano sempre più soltanto sui tavolini di cristallo nei salotti dei quartieri alti in mezzo a riviste sul Feng Shui“.

Dopo le critiche uno sguardo al Paese che siamo: “Anni di berlusconismo e ancor più grave falso anti-berlusconismo hanno ridotto questo Paese nella patria dell’immoralità“.

Ma il vero problema, secondo Alessandro Di Battista, sono quelli che rubano: “Rubano tutti. Rubano politici ruba-galline che sanno di avere i giorni contati e allora arraffano tutto quel che si può arraffare. Rubano politici più furbi grazie al sistema delle consulenze: le tangenti moderne“.

Dai politici ai banchieri passando per i giornalisti: “Rubano banchieri senza scrupoli utilizzando sofisticati trucchetti contabili e rubano (in questo caso ci rubano il tempo) certi giornalisti gossippari che scrivono sul nulla assoluto e che magari evitano per codardia di dare notizie scomode“.

Alessandro Di Battista: “Rubano tutti”

Rubano tutti scrive Dibba e lo fanno “nel pubblico, nel privato, rubano nelle grandi opere, nello sport. Mangiano sulla sanità ed io a chi mangia sulla pelle dei malati darei la stessa pena che si applica ai condannati per omicidio“.

Poi l’elogio alla legge anti-corruzione di Alfonso Bonafede: “Credo sia il fiore all’occhiello di questo governo. Credo altresì che non basti per sconfiggere questo cancro“.

La vera emergenza del Pese? I ladri. “Non l’immigrazione clandestina, non le buche di Roma, e neppure il fantomatico ritorno al fascismo“.

“Semmai – continua – queste sono alcune delle conseguenze dei decennali saccheggi perpetrati dalle classi dirigenti italiane. Da quelli “esperti” insomma“.

Poi conclude: “Se fossi un corrotto, un corruttore, un banchiere senza anima e senza scrupoli, un mafioso, un camorrista o un ‘ndranghetista brinderei ogni qual volta qualcuno dovesse inneggiare al fascismo e qualcun altro rispondergli dandogli un’enorme visibilità ed elevandolo a pericolo numero uno della società. Sì, brinderei, perché potrei continuare a mangiarmi pezzi di questo Paese del tutto indisturbato“.

Amanda Knox torna in Italia per la prima volta dopo la scarcerazione

Amanda knox torna in Italia: parteciperà alla prima edizione del Festival della giustizia penale di Modena.

La Camera penale di Modena, insieme all’Italy Innocence Project, ha organizzato per il 14 e 15 giugno la prima edizione del Festival della giustizia penale.

All’evento parteciperanno avvocati, giornalisti e professori. Tra i tanti ospiti illustri un nome che tutti conosciamo: Amanda Marie Knox, per la prima volta in Italia dopo la sua scarcerazione.

Amanda ha trascorso in Italia quasi quattro anni in carcere per l’omicidio di Meredith Kerche. Nel 2015 venne assolta definitivamente dalla Corte suprema di cassazione italiana.

Amanda Knox al Festival della giustizia penale

Per chi non ricordasse, l’omicidio avvenne a Perugia la sera del 1° novembre del 2007. Meredith venne ritrovata con la gola tagliata nella propria camera da letto.

Era una studentessa inglese di 22 anni ed era in Italia nell’ambito del progetto Erasmus. Il processo ebbe una grande risonanza mediatica nazionale e internazionale.

L’invito ad Amanda è stato proposto in quanto, tra i principali argomenti del Festival di Modena, si discuterà di processo penale mediatico.

Il Presidente della Camera penale di Modena, Guido Sola, ha spiegato il perché di un evento del genere, ovvero “quello di analizzare il tema scelto dalla Camera penale per l’anno in corso con l’obiettivo di sconfiggere il populismo giudiziario”.

Sul sito Il Dubbio, Martina Grossi, membro dell’associazione Italy Innocence, motiva con queste dichiarazioni la presenza di Amanda Knox: “Il suo caso è stato analizzato dai media in modo quasi patologico”.

“Questo sarà al centro del dibattito scientifico – continua Martina Grossi – con l’obiettivo di ascoltarla sul tema di cosa sia trasparso all’opinione pubblica della sua immagine e come sia stata recepita”.

Una presenza che inevitabilmente riaccenderà proprio quei riflettori di cui si discuterà al Festival. E chissà che non si ricominci con il solito tam tam televisivo. Speriamo di no, ne abbiamo avuto abbastanza.

Hanno salvato i propri bagagli mentre morivano 39 adulti e 2 bimbi – Video

In queste ore si sta cercando di fare luce su quanto è accaduto sul volo Sukhoj Superjet-100 in cui sono morte 41 persone.

L’incidente è avvenuto domenica sera a Mosca dove un aereo ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza nell’aeroporto di Sheremetyevo mezz’ora dopo il decollo.

I problemi si sono verificati dopo pochi minuti ma i piloti sono riusciti ad atterrare soltanto dopo un secondo tentativo. L’impatto è stato molto violento e i serbatoi del Sukhoj hanno preso fuoco.

Le cause sono ancora da accertare ma diversi passeggeri sostengono che l’aereo sia stato colpito da un fulmine; sono state comunque recuperate le scatole nere.

Tecnici e testimoni stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente dalla partenza all’evacuazione dei passeggeri.

A pochi minuti dalla sciagura, sono iniziati a circolare molti video, tra questi, anche le terribili immagini interne pubblicate in un nostro precedente articolo: ecco il link.

Ed è proprio grazie ad alcuni di questi video che si è scoperta quella che potremmo definire una vera e proprio follia: il recupero dei bagagli durante la fuga.

Si notano infatti diversi passeggeri scappare con bagaglio al seguito. Da qui l’atroce sospetto che questo comportamento abbia impedito ad altri passeggeri di poter uscire più rapidamente e salvarsi.

L’evacuazione dal Sukhoj Superjet-100

Secondo l’agenzia Interfax i “passeggeri colti dal panico hanno cominciato a recuperare i loro bagagli dalle cappelliere dopo che l’aereo aveva impattato col terreno e preso fuoco. Questo ha bloccato l’evacuazione dei passeggeri dai sedili di dietro, che sono morti nell’incendio”.

Evacuazione che secondo Maksim Fetisov, portavoce della compagnia di bandiera russa Aeroflot è avvenuta in 55 secondi.

Sono stati proprio alcuni passeggeri ad ammettere di aver perso tempo per i bagagli. Si sono poi giustificati parlando di “Riflesso condizionato”.

Certo le indagini faranno il loro corso e capiremo meglio ma, di fatto, qualcuno avrebbe potuto salvarsi e non è stato possibile perché altri si sono preoccupati dei bagagli. Sono morte 41 persone di cui due bambini.

Noemi, De Magistris se la prende con gli ‘eroi di me*da’ di Saviano

Dopo la sparatoria nel pieno centro di Napoli in cui è rimasta gravemente ferita la piccola Noemi, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, affida a un post Facebook le sue accuse.

“La piccola Noemi lotta tra la vita e la morte in Ospedale per sconfiggere i danni che il proiettile di una pistola usata da un vile criminale disumano senza cuore le ha procurato trafiggendole i polmoni”.

Inzia così il post Facebook del Sindaco De Magistris che poco dopo scrive di una città sconvolta e che non merita questo, “Non lo merita il popolo napoletano per quello che sta facendo in questi anni”.

Napoli è “La città dell’energia umana contagiosa, la città della rinascita culturale senza precedenti, la città della democrazia partecipativa e dei beni comuni, la Napoli dei record turistici e dello sviluppo sostenibile”.

“Napoli e i napoletani onesti, la stragrande maggioranza, stanno dando e facendo il massimo”, afferma il Sindaco, convinto che nel mondo la gente parli di una rinascita napoletana.

Secondo quanto scritto da De Magistris i dati parlano di reati in netta diminuzione rispetto ad altre città italiane ed europee. Il problema dunque non sarebbe imputabile a chi amministra la città ma allo Stato.

Qualche rigo più sotto infatti inizia con una serie di pesantissime accuse contro il Governo e in modo particolare verso il Ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Ha reso un Paese più insicuro”.

“Si diffonde l’uso delle armi, anche con l’utilizzo indiscriminato della legittima difesa, il tutto condito dal bullismo istituzionale plasticamente rappresentato dal Ministro Salvini con il mitra in mano”.

De Magistris accusa Salvini, poi la serie tv Gomorra

Lo definisce “Un ministro muscolare con i deboli e molto molle con i forti”. Poi va decisamente oltre: “Nelle sue immagini e frasi che posta sui social il Ministro in genere o mangia o spara cazzate”.

Accusa il Ministro di non aver ancora mandato “Le centinaia di donne e uomini delle forze di polizia che si era impegnato in autunno scorso a destinare alla città di Napoli”.

“Faccia meno comizi e invii le centinaia di donne e uomini delle forze di polizia che la circondano quando si muove nei territori italiani a garantire la sicurezza degli abitanti del nostro Paese”.

Dopo i vari ringraziamenti alle forze dell’ordine e l’auspicio che la giustizia faccia il suo corso, c’è anche spazio per “vantarsi” dei “risultati eccellenti” grazie al suo lavoro in otto anni da Sindaco di Napoli.

Infine, parlando di prevenzione, arriva l’affondo su Gomorra e indirettamente a Roberto Saviano: “In questo modo ci aiutate anche a distruggere il modello drogato, per alcuni vergognosamente vincente, degli eroi (di merda) di Gomorra”.

Continua: “Una droga mediatico-comunicativo-artificiale che rischia di corrodere cervello, anima e cuore di centinaia di giovanissimi. Non fate l’errore di sottovalutare questo simbolismo affascinante del male”.

Russia: ecco il terribile filmato all’interno dell’aereo che prende fuoco

Atterraggio di emergenza per un aereo passeggeri Sukhoi Superjet-100 della compagnia di bandiera russa Aeroflot.

Il bilancio per ora è di tredici morti di cui due bambini e diversi feriti. In tutto i passeggeri erano settantanove, sei dell’equipaggio. Ancora incerte le cause dell’incidente.

Fonti dei media locali raccontano diverse versioni. Un passeggero dice di aver notato del fuoco su una delle ali, altre fonti parlano di fiamme comparse solo dopo l’atterraggio mentre la versione più accreditata sembra essere quella di un fulmine.

Una fonte ha riferito all’agenzia Interfax che c’è stato anche un primo tentativo di atterraggio che però non è andato a buon fine.

Russia, l’atterraggio al secondo tentativo

Al secondo tentativo, quando l’aereo è riuscito ad atterrare e si è fermato al suolo, subito sono stati fatti scendere i passeggeri lungo gli scivoli di gomma. Da alcuni filmati si riescono a vedere mentre si alza una grossa colonna di fumo.

Il volo era decollato per Murmansk alle 17.50 ora locale ed è stato costretto poco dopo a tornare indietro. Sembra infatti che i piloti avessero lanciato l’allarme a 30 minuti dal decollo.

Diversi i filmati che stanno girando in rete, immagini terribili e che rendono l’idea di quanto sia stato drammatico l’incidente.

Quelle che proponiamo alla fine dell’articolo sono state girate all’interno dell’aereo. Si riescono a intravedere le fiamme su un’ala ma anche del fumo e un colore rosso fuoco dove siedono i passeggeri. Panico tra i passeggeri che gridano disperatamente.

Secondo quanto riportato dal sito Rainews: “L’agenzia ufficiale Ria Novosti informa che Putin ha espresso le sue condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime e ha ordinato di indagare a fondo su quanto accaduto”.

Pochi giorni fa a Jacksonville, in Florida, un boeing 737 della Miami Air International è finito fuori pista precipitando in un fiume.

I passeggeri era 173 ma sono tutti salvi: una tragedia sfiorata. Ed anche in questo caso le cause sembrano essere dovute al maltempo.

Immagini terrificanti da bordo dell’aero Aeroflot bruciato a Mosca

Posted by GeopoliticalCenter on Sunday, May 5, 2019

 

Napoli: ecco i video del killer che ha sparato a una bimba di 4 anni

Ennesima sparatoria in pieno centro a Napoli: a farne le spese una bambina di appena 4 anni, Noemi.

Piazza Nazionale, venerdì 3 maggio ore 17 circa. Un uomo vestito di nero e con il capo coperto da un casco scende da una motocicletta. Mostra un passo sicuro e si incammina verso il suo bersaglio: Salvatore Nurcaro, un pregiudicato.

L’uomo vestito di nero è armato e quando Nurcaro se ne rende conto inizia a correre scappando e nascondendosi tra la folla. Il Killer lo insegue e spara incurante dei passanti.

Uno dei colpi centra la piccola Noemi che mezz’ora dopo viene trasportata d’urgenza al pronto soccorso dove sarà trasferita in terapia intensiva.

“Un proiettile le ha attraversato i polmoni da destra a sinistra conficcandosi tra le costole senza però ledere il cuore”. Queste le parole del Dg del “Santobono”, Anna Maria Minicucci, rilasciate all’Ansa.

Nelle prime immagini del video si vede il Killer avanzare sicuro verso Salvatore Nurcaro e poi sparare.

Un’altra telecamera lo inquadra mentre insegue il bersaglio sparando all’impazzata. Nel terzo e ultimo filmato la piccola Noemi è a terra ferita dal colpo vagante.

Le immagini sono state acquisite dagli investigatori subito dopo la sparatoria. Si cerca di risalire all’identikit del Killer il prima possibile: l’ipotesi è una faida tra famiglie della camorra.

Noemi, l’ennesima vittima innocente

Una vicenda assurda che per l’ennesima volta miete vittime innocenti. Ed ecco che i pensieri tornano ad Annalisa Durante e i suoi 14 anni, a Claudio Taglialatela di 22, a Ciro Colonna di 19 anni e tanti ancora… purtroppo.

Perché Napoli è ancora questa: una città dove la camorra vive e fa come gli pare. Dove un uomo armato scende da una moto e inizia a sparare tra i passanti.

La piccola Noemi lotta tra la vita e la morte. La madre, una ragazza di 25 anni, è comprensibilmente disperata.

Preghiamo per loro, affinché tutto si risolva nel migliore dei modi e la piccola Noemi possa tornare a giocare.