Asco 2018: 11 trentenni italiani tra i migliori ricercatori del mondo

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Gli scienziati, sei uomini e cinque donne, hanno conquistato il prestigioso riconoscimento “Merit Award” dell’ ASCO, l’associazione degli oncologi americani.

Ogni anno viene assegnato agli autori delle ricerche più significative nella lotta contro il cancro. Molti dei ricercatori premiati lavorano all’estero.

Cancro, 11 trentenni italiani tra i migliori ricercatori del mondo: orgoglio nazionale – di Andrea Centini

Undici ricercatori italiani, cinque donne e sei uomini, sono stati premiati col prestigioso Merit Award 2018 della Conquer Cancer Foundation per il proprio lavoro condotto sul cancro.

Si tratta di un premio rilasciato annualmente in occasione dell’ASCO (American Society of Clinical Oncology), l’associazione degli oncologi americani, che punta a valorizzare gli studi in grado di lasciare un segno contro il “male del secolo”.

Molti dei nostri connazionali che hanno conquistato l’ambito riconoscimento – verrà consegnato a Chicago tra il 1° e il 5 giugno – lavorano già all’estero, divisi tra Stati Uniti e Paesi europei, e per alcuni di loro si tratta persino del secondo Merit Award.

Lo scorso anno lo vinse la dottoressa Loredana Puca, grazie al suo lavoro sul tumore neuroendocrino della prostata.

Di origine campana, dopo anni trascorsi all’estero si è trasferita alla prestigiosa Università Cornell di New York. Ecco chi sono i vincitori del 2018.

Francesca Battaglin. 33 anni, è una ricercatrice dell’Istituto oncologico veneto, ma al momento lavora in un laboratorio del Norris Comprehensive Cancer Center dell’Università della California del Sud, a Los Angeles.

L’ASCO l’ha premiata per uno studio sulla regolazione dei ritmi circadiani e la loro influenza sullo sviluppo del cancro.

Luisa Carbognin. 33 anni, sta conseguendo un dottorato all’Università degli Studi di Verona e ha appena iniziato a lavorare presso il reparto di Ginecologia oncologica del Policlinico Gemelli di Roma.

Ha ottenuto il riconoscimento dall’ASCO per uno studio incentrato sull’identificazione di possibili alterazioni genomiche nelle pazienti affette da cancro al seno, nello specifico il carcinoma lobulare della mammella.

Alessia Castellino. 30 anni, è una ricercatrice dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, che al momento collabora con la Mayo Clinic di Rochester negli Stati Uniti grazie a una borsa di studio.

Si occupa soprattutto di linfomi, ed è stata premiata proprio per uno studio volto a comprendere gli effetti di una terapia innovativa contro i linfomi a grandi cellule B.

Vincenza Conteduca. 37 anni, è una ricercatrice all’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori, che al momento lavora negli Stati Uniti, all’Università Cornell di New York.

L’ASCO l’ha premiata per la prosecuzione del suo lavoro nello studio dei biomarcatori nel carcinoma prostatico.

Aveva già vinto un Merit Award per la prima parte della ricerca, volta a individuare la miglior cura possibile per ciascun paziente.

Lisa Derosa. 35 anni, lavora al Gustave Roussy Cancer Campus, presso l’Università Parigi Saclay. È una ricercatrice specializzata sulla flora batterica intestinale (microbioma).

Da un suo lavoro su campioni fecali è emerso che determinate composizioni batteriche potrebbero rendere più o meno efficaci i trattamenti immunoterapici contro il cancro al rene. È la ragione per cui è stata premiata dall’ASCO.

Matteo Lambertini. 32 anni, medico specializzato in oncologia presso l’Ospedale San Martino di Genova e dottorando all’Institut Jules Bordet di Bruxelles, ha conquistato il riconoscimento dell’ASCO per aver dimostrato che avere una gravidanza dopo/durante un trattamento con i farmaci trastuzumab e/o lapatinib per il carcinoma mammario Her2+ non comporterebbe rischi per il bambino.

Sandro Pasquali. 36 anni, è un chirurgo specializzato in oncologia dell’Istituto nazionale tumori di Milano, impegnato anche in un dottorato in oncologia clinica presso l’Università di Padova.

È stato insignito del prestigioso Merit Award per il suo lavoro su un rivoluzionario modello prognostico – chiamato Sarculator – specifico per i rari sarcomi dei tessuti molli.

Alberto Puccini. Si è laureato all’Università degli studi di Genova ed è un oncologo del Norris Comprehensive Cancer Center presso l’Università della California del Sud.

L’ASCO lo ha premiato con il “Drs Rachna and Puneet Shroff Endowed Merit Award” per i suoi studi sui biomarcatori del carcinoma al colon-retto.

Pasquale Rescigno. 34 anni, medico specializzato in oncologia all’Università Federico II di Napoli, è un dottorando al prestigioso Institute of Cancer Research, The Royal Marsden Nhs Foundation Trust di Londra.

Ha dimostrato che una famiglia di carcinomi alla prostata è sensibile al farmaco abiraterone, aprendo le porte a nuovi possibili trattamenti. Per questo l’ASCO gli ha assegnato il prestigioso Merit Award.

Daniele Rossini. 30 anni, è un medico specializzando dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, Istituto toscano tumori; l’ASCO ha deciso di premiarlo per il suo lavoro su un trattamento per il carcinoma colorettale metastatico e sul ruolo sempre più importante giocato dalla cosiddetta biopsia liquida.

Paolo Strati. 34 anni, è un ricercatore dell’Anderson Cancer Center dell’Università del Texas, dove è giunto dopo gli studi condotti a Milano.

Si occupa di tumori del sangue, e proprio grazie a due studi sulle leucemie ha conquistato un doppio premio dall’ASCO 2018, il Merit Award e lo Young Investigator Award.

In una ricerca ha verificato l’impatto della remissione completa dalla malattia sulla sopravvivenza dei pazienti. Fonte: fanpage.it

Denise Baldi

Chimica appassionata di rimedi naturali e tutto quello che riguarda la salute in generale. Interessata ai metodi educativi dolci che lasciano libertà al bambino. Amante della cucina.
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