Artiglio del diavolo: tutti i metodi per curarsi con questa pianta

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artiglio del diavolo

Artiglio del diavolo: proprietà, utilizzi e controindicazioni

L’artiglio del diavolo è un ottimo antinfiammatorio e antidolorifico naturale, un’erba officinale molto utilizzata per la cura di mal di schiena, artrosi, sciatalgia e non solo: grazie alla sua azione analgesica è utile anche per alleviare il mal di testa. Ma scopriamo di più!

L’artiglio del diavolo, nome dialettale dell’arpagofito (Harpagophytum procumbens), è una pianta perenne originaria dell’Africa del sud che appartiene alla famiglia delle Pedaliaceae. Nella medicina tradizionale africana è da sempre utilizzato per lenire dolori articolari e curare piccole ferite. Nei primi anni del Novecento arriva in Europa, anche qui apprezzato grazie alle sue proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e antireumatiche: aiuta quindi a donare sollievo a livello muscolare e articolare. Inoltre, questa preziosa pianta, svolge un’azione analgesica utile contro il mal di testa e i dolori mestruali, e aiuta a ridurre l’assorbimento di colesterolo cattivo (LDL).

L’artiglio del diavolo deve il suo nome agli uncini che spuntano dai frutti, questi rappresentano una trappola per i piccoli animali: procurano infatti ferite agli arti che li costringono a danze “indiavolate”. La parte della pianta più ricca di principi attivi è costituita dalle escrescenze laterali della radice tuberosa, che vengono utilizzate per la realizzazione di preparati fitoterapici. Ma scopriamo tutte le proprietà, gli utilizzi e le possibili controindicazioni dell’artiglio del diavolo.

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Proprietà benefiche dell’artiglio del diavolo

Le principali proprietà dell’artiglio del diavolo sono dovute a particolari principi attivi come i fitosteroli che svolgono un’azione antinfiamatoria simile a quella del cortisone, e l’arpagosite sostanza in grado di contrastare la formazione di alcuni mediatori dell’infiammazione, come le prostaglandine, che causano gonfiore e dolore, svolgendo anche un’azione analgesica e antipiretica: apporta quindi benefici a tutto l’apparato osteo-articolare.

L’artiglio del diavolo si dimostra molto efficace in caso di tendinite, artrosi cervicale, mal di testa, febbre, dolori mestruali, artride reumatoide, sciatica, contusioni, dolori generici alla cervicale, artrosi e artrite: tutte situazioni che causano dolore e infiammazioni. Può essere inoltre utilizzato anche come digestivo, per alleviare il mal di stomaco e i dolori biliari, svolge poi un’azione ipocolesterolemizzante, aiuta cioè ad abbassare il colesterolo cattivo (LDL) nel sangue, ed esplica un’azione ipouricemizzante, utile cioè in caso di gotta: ciò grazie ad alcuni principi amari che stimolano la produzione di succhi gastrici e bile.

Come utilizzare l’artiglio del diavolo: dalla pomata alla tintura madre

L’artiglio del diavolo può essere utilizzato sotto forma di pomata, tisane e decotti, fino a compresse e tintura madre. Ad essere utilizzate sono le radici secondarie della pianta, che possono raggiungere un peso che supera i 500 grammi: una volta raccolte, vengono sminuzzate e utilizzate per le diverse formulazioni. L’applicazione più conosciuta e utilizzata è quella in crema, che possiamo trovare anche in gel o come unguento: si applica localmente sulle zone infiammate o dolenti e contiene circa il 10% di principio attivo. Viene utilizzata in caso di piccoli traumi ma anche dopo l’attività sportiva, con azione defatigante: si applica almeno 2 volte al giorno. In caso di disturbi che causano edema o gonfiore sono invece consigliate pomate a base di arnica, altro antidolorifico naturale: questa pianta è infatti ricca di principi attivi che riducono il gonfiore e riattivano il microcircolo.

Altra formulazione molto utilizzata è l’estratto secco, sotto forma di compresse o capsule da utilizzare in caso di dolori articolari, muscolari e nevralgie: svolgono infatti un’azione analgesica. La dose giornaliera consigliata varia dai 600 ai 1200 mg, in base alle indicazioni dell’erborista o del medico, da assumere a stomaco pieno per circa 10-15 giorni al mese. Ciclo da ripetere dopo un mese in caso di dolore persistente: anche in questo caso consultare prima il medico. Al posto delle capsule è possibile utilizzare la tintura madre, che può essere abbinata alla crema per unpazione più ampia: la dose consigliata è di 30 gocce 2 volte al giorno allungate in poca acqua, dose da stabilire insieme all’erborista e al medico.

L’artiglio del diavolo sotto forma di tisana, infuso o decotto è utile in caso di cattiva digestione, mal di testa e dolori mestruali. Per preparare la tisana mettete un cucchiaio di radice in polvere in una tazza di acqua bollente per pochi minuti: da bere due volte al giorno. Per la preparazione del decotto utilizzate due cucchiaini di radice sminuzzata in una tazza di acqua bollente e lasciate in infusione per circa 5 ore. Potete poi consumarlo fino a tre volte al giorno.

Gli effetti dell’artiglio del diavolo sono riscontrabili dopo circa una settimana. Inoltre i trattamenti con questa pianta non devono superare i due mesi, in quanto potrebbe causare assuefazione. Prima di utilizzare qualsiasi formulazione consultate prima l’erborista o il medico che sapranno consigliarvi posologia, modi e tempi di somministrazione.

Controindicazioni

L’artiglio del diavolo è sconsigliato a chi soffre di diabete e che già assume farmaci specifici, e a chi soffre di gastrite, ulcera duodenale e reflusso gastroesofageo, in quanto stimola la secrezione gastrica. L’artiglio del diavolo è sconsigliato inoltre in caso di ipertensione o pressione alta: riduce infatti la produzione di ossido nitrico, un vasodilatatore. L’uso topico della pomata, del gel o degli unguenti, potrebbe causare reazioni allergiche nei soggetti predisposti con la comparsa di rossore nelle zone trattate.

L’artiglio del diavolo è inoltre controidicato in gravidanza e allattamento e se ne sconsiglia l’utilizzo in caso di terapia con farmaci anticoagulanti, ipotensivi, antiaritmici (beta-bloccanti) e ipoglicemizzanti orali. L’uso in associazione con antinfiammatori non steroidei, inoltre, potrebbe aumentarne la gastrolesività, a causa dell’aumento della secrezione gastrica.

Fonte: Fanpage