“Non sopprimetela”: l’appello della moglie di Weber, ucciso da una tigre

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Ettore Weber, appello della moglie del domatore ucciso dalla tigre: “Non sopprimetela”di Antonio Palma

Loredana Vulcanelli ha assistito con i suoi occhi al dramma in cui è morto il marito ma chiede che la tigre non venga soppressa.

“Non lo ha sbranato, mio marito ha sbagliato un movimento e il felino con una zampata gli ha reciso la giugulare” ha raccontato, sottolineando: “Se io mi avvicino a uno strapiombo per farmi un selfie, non è colpa del burrone se muoio”

“Non sopprimetela, non ha colpe. È stato mio marito che ha sbagliato un movimento” così la moglie di Ettore Weber, il domatore ucciso da una tigre durante l’addestramento in un circo Orfei a Triggiano, nel Barese, ha chiesto che al felino venga risparmiata la vita.

Un appello che non nasconde il dolore per la morte del suo compagno di vita per oltre quaranta anni e che assume contorni ancora più particolari se si pensa che la donna ha assistito con i sui occhi al dramma.

Ettore stava facendo una esibizione privata come faceva spesso “per avere un contatto costante con gli animali” e la moglie lo assisteva dall’esterno della gabbia.

“Io e lui avevamo un’intesa di 40 anni, con gli occhi ci capivamo. Qualsiasi allarme ce lo comunicavamo in un istante” ha sottolineato Loredana Vulcanelli al Il Giorno.

Tutto però si è svolto così velocemente che il domatore non ha avuto nemmeno il tempo di fare un cenno.

“C’è un protocollo: mio marito prepara la carne dalla cintura e la dà quando le tigri fanno l’evoluzione. I felini escono dal carro e li posizioniamo nel tunnel vicino alla gabbia. La prima tigre è salita sullo sgabello, mio marito è indietreggiato mentre io facevo venire la seconda tigre. Lui ha fatto tre passi in più rispetto al solito e, girandosi, è finito sotto alla tigre” ha ricostruito Loredana, chiarendo subito: “Gli altri felini non lo hanno aggredito. Sono tornate impaurite dentro il tunnel. La tigre che l’ha colpito, Sultan, non lo ha sbranato. Con una zampata Ettore è crollato in un secondo perdendo la vita con la giugulare recisa”.

Dopo l’aggressione mortale, la tigre “è rimasta sopra mio marito, come a vegliarlo, come se si fosse resa conta dell’errore”, ha aggiunto la moglie di Ettore Weber.

“Il felino è un predatore, è stato un fulmine, con una zampata lo ha ucciso ma non ha colpe” ha ribadito Loredana chiedendo di non sopprimere l’animale, concludendo: “Se io mi avvicino a uno strapiombo per farmi un selfie, non è colpa del burrone se muoio.

Le tigri le abbiamo cresciute col biberon nella roulotte ma sono sempre dei predatori”. Fonte: fanpage.it