Muore dopo 10 ore di attesa al PS: non avevano neanche il termometro

10 ore di attesa

Anna Rosaria Olmo, dopo 10 ore in attesa di un trasferimento dal Pronto Soccorso del San Giovanni Bosco di Napoli, è deceduta domenica sera alle 23:10.

Ed eccoci qui, ancora una volta a scrivere dell’ennesimo caso di malasanità in Campania. Nel resto d’Italia le cose non vanno benissimo ma è chiaro che al sud la situazione resta drammatica.

La vittima è Anna Rosaria Olmo, morta a 66 anni nel reparto di Rianimazione del Cardarelli di Napoli dopo 10 ore di attesa. Ma andiamo con ordine.

Il venerdì precedente la donna si era recata al Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per un blocco renale.

Dopo la prima assistenza sanitaria e fatti tutti gli accertamenti del caso, i medici hanno riscontrato assenza di sangue nella vescica: non riusciva più ad urinare.

Per Anna diventa necessario il ricovero in un reparto di Urologia. Deve sottoporsi a un intervento ma c’è un problema: il San Giovanni Bosco ne è sprovvisto.

Dal sito Il Mattino, ecco alcune dichiarazioni del figlio: “Dopo ore di permanenza al pronto soccorso, ho dovuto comprare un termometro in farmacia perché non ne trovavano e mia madre aveva 40 di febbre”.

Rendiamoci conto, un termometro. Sempre da Il Mattino, il direttore del San Giovanni Bosco, Roberto Rago, tiene a specificare che i termometri ci sono ma: “Bisogna attendere il proprio turno soprattutto quando il pronto soccorso è affollato”.

10 ore di attesa evitabili?

Addirittura un turno per misurare la febbre.. Ma quanto costeranno questi termometri? Quanto spazio occuperanno in un Pronto Soccorso?

Si badi, nessuno vuole dare colpe che, semmai dovessero esserci, sarà compito della magistratura stabilire quali e in che misura dal momento che i familiari vogliono procedere per vie legali.

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Ma al di là del termometro, qualora questo ritardo avesse causato l’aggravarsi della situazione fino al decesso, come vorrebbe giustificarsi lo Stato?

Certo, le cause sono ancora da chiarire ma, di fatto, la signora Anna ha dovuto aspettare 10 ore prima di essere trasferita.

Non solo, una volta arrivata al Cardarelli si è dovuta giustamente e nuovamente  sottoporre a tutti gli accertamenti, generando un ulteriore ritardo. La paziente è deceduta domenica alle 23:10.

Non è il primo articolo in cui parlo di casi come quello appena descritto. Questo drammatico episodio mi ha riportato alla mente Salvatore Consolazio, il 39enne di Casagiove ricoverato per un mal di pancia all’ospedale San Sebastiano di Caserta e morto 36 ore dopo.

Dal punto di vista sanitario il sud vive una situazione disastrosa. La vera emergenza, caro Ministro Grillo è questa, non le fantomatiche epidemie di cui parla spesso.

Pietro Di Martino

Imprenditore e appassionato di informazione; cerco umilmente di dare il mio contributo riportando notizie senza alcuna connotazione politica e/o dettata da interessi che possano condizionare e confondere il lettore.
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