Tiroide: ecco come ti senti se non funziona e gli alimenti per riattivarla

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Alimenti giusti per far funzionare bene la tiroide (e quelli da evitare)

Stanchezza, capelli che cadono, qualche chilo di troppo preso in poco tempo: praticamente una tragedia e non vi vedete più come prima.

Sono i classici sintomi di un ipotiroidismo, una affezione della tiroide che, per varie ragioni, ha smesso di funzionare o lo fa poco, per le esigenze del vostro fisico.

I sintomi da tenere d’occhio. La tiroide svolge infatti una funzione molto importante per l’organismo perché produce un ormone che regola il buon funzionamento del muscolo cardiaco, il metabolismo osseo, lipidico, glucidico e il mantenimento dell’omeostasi energetica.

Una riduzione (ipotiroidismo) o un eccesso (ipertiroidismo) nella produzione di questo ormone provoca degli squilibri non indifferenti.

Una causa principale della patologia tiroidea è la carenza di iodio, che è di fatto il costituente essenziale dell’ormone tiroideo.

Lo iodio, infatti, aumenta la produzione di tiroxina, favorendo così un miglioramento dell’attività della ghiandola. Si assume solamente attraverso l’alimentazione, che dovrebbe essere la più varia possibile, con consumo di cibi a più alto contenuto del micronutriente.

Da qui si evince come l’alimentazione sia un fattore molto importante per la prevenzione e la cura di problemi legati alla tiroide e per garantire la corretta la produzione degli ormoni tiroidei.

Alcuni alimenti, infatti, la contrastano, mentre altri la favoriscono e la ottimizzano. Ecco allora alcuni accorgimenti da seguire nella propria dieta.

Cosa mangiare per aiutare la tiroide: cibi “in”. Una tiroide che lavora a rilento e con difficoltà porta l’organismo a ingrassare.

Scegliendo però i cibi giusti, si può fare molto e, proprio per questo, andrebbero scelti alimenti ricchi di iodio come pesce, molluschi (ricchi anche di proteine ad elevato valore biologico con poche calorie) e verdure che aiutano a perdere peso, riportando in equilibrio il livello degli ormoni.

L’olio di cocco, invece, è un alimento che stimola l’attività della tiroide. Il selenio è un altro componente indispensabile per la tiroide e si può trovare nei cereali, carne e pesce.

Per condire è sufficiente usare due cucchiai e mezzo di olio extravergine di oliva al giorno e un cucchiaino di sale iodato o marino integrale; via libera invece a limone, aceto, spezie e aromi.

Aiutare la tiroide: cibi “out”. Bisognerebbe invece limitare il consumo di soia, miglio e le verdure di tipo crucifere (rucola, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo, cavolfiore, rapa, ravanello e crescione), mentre in misura minore spinaci, pesche, arachidi, fragole.

Si consiglia di eliminare il latte e ridurre il consumo di formaggi, soprattutto se vaccini. Il caffè andrebbe escluso in quanto blocca l’assorbimento della levotiroxina, idem per l’alcol, che può alterare la produzione e l’azione degli ormoni tiroidei. Fonte: soluzionibio

Pietro Di Martino

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