Di Battista: «Fossi un banchiere, brinderei quando s’inneggia al fascismo»

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Alessandro Di Battista pubblica un post sulla pagina Facebook e parla di quella che ritiene essere la vera emergenza in Italia

Il dibattito su fascismo e antifascismo sembra destinato all’eternità. Ma è davvero così importante nel 2019? Oppure è un modo per distrarre il popolo dai problemi reali?

A questa domanda ha risposto Alessandro Di Battista in un lungo post pubblicato ieri nella sua pagina Facebook.

“Il dibattito fascismo/anti-fascismo non è soltanto – nel 2019 – deprimente. È altamente pericoloso. È il solito dibattito politicamente corretto che distrae la pubblica opinione“.

Inizia così il post di Dibba che ne ha per tutti, dai fascisti del terzo millennio all’antifascimo radica-chic, compresi quei giornali “che ormai si trovano sempre più soltanto sui tavolini di cristallo nei salotti dei quartieri alti in mezzo a riviste sul Feng Shui“.

Dopo le critiche uno sguardo al Paese che siamo: “Anni di berlusconismo e ancor più grave falso anti-berlusconismo hanno ridotto questo Paese nella patria dell’immoralità“.

Ma il vero problema, secondo Alessandro Di Battista, sono quelli che rubano: “Rubano tutti. Rubano politici ruba-galline che sanno di avere i giorni contati e allora arraffano tutto quel che si può arraffare. Rubano politici più furbi grazie al sistema delle consulenze: le tangenti moderne“.

Dai politici ai banchieri passando per i giornalisti: “Rubano banchieri senza scrupoli utilizzando sofisticati trucchetti contabili e rubano (in questo caso ci rubano il tempo) certi giornalisti gossippari che scrivono sul nulla assoluto e che magari evitano per codardia di dare notizie scomode“.

Alessandro Di Battista: “Rubano tutti”

Rubano tutti scrive Dibba e lo fanno “nel pubblico, nel privato, rubano nelle grandi opere, nello sport. Mangiano sulla sanità ed io a chi mangia sulla pelle dei malati darei la stessa pena che si applica ai condannati per omicidio“.

Poi l’elogio alla legge anti-corruzione di Alfonso Bonafede: “Credo sia il fiore all’occhiello di questo governo. Credo altresì che non basti per sconfiggere questo cancro“.

La vera emergenza del Pese? I ladri. “Non l’immigrazione clandestina, non le buche di Roma, e neppure il fantomatico ritorno al fascismo“.

“Semmai – continua – queste sono alcune delle conseguenze dei decennali saccheggi perpetrati dalle classi dirigenti italiane. Da quelli “esperti” insomma“.

Poi conclude: “Se fossi un corrotto, un corruttore, un banchiere senza anima e senza scrupoli, un mafioso, un camorrista o un ‘ndranghetista brinderei ogni qual volta qualcuno dovesse inneggiare al fascismo e qualcun altro rispondergli dandogli un’enorme visibilità ed elevandolo a pericolo numero uno della società. Sì, brinderei, perché potrei continuare a mangiarmi pezzi di questo Paese del tutto indisturbato“.