Antartide: raptus omicida dopo 4 anni nel nulla, al buio e con tanto alcol

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Antartide, scienziato russo accoltella il collega: “Mi ha rivelato il finale di un giallo”Anna Pedri

Bellingshausen, 1 nov – Un ricercatore russo ha accoltellato il suo collega con il quale viveva isolato in Antartide.

Motivo? Gli spoilerava il finale dei libri gialli. E così lo scienziato russo Sergey Savitsky è diventato il primo uomo ad essere arrestato per tentato omicidio in Antartide.

I fatti si sono svolti a Bellingshausen, sull’isola di King George, nell’Antartide cileno, dove i due scienziati hanno condiviso freddo, gelo, solitudine, e letture.

Savitsky e il suo collega Oleg Beloguzov, il primo ingegnere elettrico e l’altro saldatore di apparecchiature elettriche, infatti, dopo il lavoro la sera non avevano altro da fare se non leggere libri, con la predilezione dei romanzi gialli.

Ma Beloguzov era probabilmente un lettore più vorace di Savitsky e arrivava al finale per primo.

Forse per scherzo, forse perché non aveva altri argomenti, rivelava al collega il finale, rovinandogli il gusto per la lettura.

Tentato omicidio in Antartide

Dopo mesi di letture andate in malora, Savitsky ha pugnalato al petto lo spoileratore, che fortunatamente non è in pericolo di vita. L’attacco, da quanto si è appreso, avrebbe avuto luogo nella mensa degli ufficiali.

Il potenziale assassino è stato arrestato e spedito ai domiciliari a casa sua a San Pietroburgo dove è in attesa del processo per tentato omicidio.

Da quanto si legge sui media russi Savitsky avrebbe detto di essersi pentito delle sue azioni: “È un male che sia andata così”.

Gli investigatori, però, hanno pochi dubbi: “Lo spoilering dei gialli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma la vita in mezzo al nulla, alienati dal mondo, ha influito nel raptus omicida”.

I due infatti lavoravano insieme da 4 anni in isolamento, senza luce, e da quanto è emerso “per scaldarsi e passare il tempo” facevano spesso uso di alcol.

Mai prima d’ora si era verificato un episodio così grave nelle missioni dell’Antartide, nonostante le condizioni di vita di chi ci lavora mettano a dura prova la tenuta psicologica.

Solo nell’Artico russo, nel 2010 avvenne un episodio simile: un meteorologo, poi condannato a 12 anni, uccise un collega e cercò di farlo passare per un suicidio. Fonte: IL PRIMATO NAZIONALE