A causare i tumori sono i fattori esterni (5G, smog, cibi contaminati)

A causare i tumori sono i fattori esterni – di Marco Staffiero

E adesso come la mettiamo? Non sono pochi, anche dal mondo medico-scientifico, che con superficialità vogliono far passare l’aumento indescrivibile di tumori, come una normale casualità.

Nessuna casualità o predestinazione: ammalarsi di tumore non è una questione di sfortuna. I ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) hanno infatti scoperto che alcune delle alterazioni del Dna più frequenti e importanti per lo sviluppo del cancro, chiamate ‘traslocazioni cromosomiche’, non avvengono per caso come ipotizzato finora, ma sono prevedibili e provocate da segnali che giungono alla cellula dall’ambiente esterno, condizionato dal nostro stile di vita e dall’ambiente in cui viviamo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Genetics e finanziato dal Consiglio Europeo per la Ricerca (Erc), enfatizza l’importanza della prevenzione, ma non solo: apre perfino alla possibilità che anche le altre alterazioni alla base del cancro, le mutazioni genetiche, possano nascere da un simile meccanismo non casuale, rispondendo così all’annosa polemica sul ruolo della sfortuna accesa nel 2016 dagli studi pubblicati su Science da Bert Vogelstein, della Johns Hopkins Medical School.

Per fattori ambientali ed esterni possiamo prendere in considerazione l’esposizione alle onde elettromagnetiche.

La tecnologia 5G è arrivata in fase sperimentale anche in Italia. Eppure appelli da scienziati di tutto il mondo chiedono di verificare i rischi sulla salute prima di installare la nuova tecnologia. Già 2G, 3G e 4G hanno dimostrato gravi effetti sulla salute per l’uomo.

Studi clinici sugli effetti nocivi gravi da esposizione alle frequenze radio in uso (fino al 4G) sono ormai migliaia anche sugli animali e sulle piante e sempre più sentenze di tribunale sanciscono il nesso causale tra cancro ed elettrosensibilità.

Oltre all’aumentato rischio di cancro anche stress cellulare, danni genetici, cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, deficit di apprendimento e memoria, cambiamenti ormonali.

Inoltre, una parte crescente della popolazione europea manifesta sintomi di elettrosensibilità specifica.

Per questo un appello sottoscritto da 170 scienziati, medici e organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo chiede all’ONU, all’OMS, alle istituzioni dell’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G, anche nello spazio, in attesa che si accertino i rischi per la salute dei cittadini.

Per quanto riguarda lo smog, si stimano quasi 470mila morti premature in 41 Paesi europei collegate all’inquinamento dell’aria nel 2013. Lo riferisce l’Agenzia europea per l’ambiente.

L’Italia non esce pulita da un panorama che sembra apocalittico. Secondo una recente indagine del CCM VIIAS (Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute) finanziato dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute con la collaborazione di varie Università e centri, oltre 34.500 italiani ogni anno muoiono ‘avvelenati’ dall’inquinamento atmosferico: è come se ‘scomparisse’ improvvisamente un’intera città delle dimensioni di Aosta.

‘Veleni’ dell’aria che uccidono soprattutto al Nord, dove si registrano 22.500 decessi annuali, ma che riducono in media di 10 mesi la vita di ogni cittadino.

Eppure, il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite l’anno. Non è finita. Ci possiamo avvelenare anche mangiando.

Il dato, che emerge dalla prima Conferenza internazionale sulla sicurezza alimentare, apertasi ad Addis Abeba e organizzata da Fao, Oms e Unione africana, qualche mese fa, mette paura: i cibi contaminati da batteri, virus, parassiti, tossine o sostanze chimiche causano globalmente, oltre 600 milioni di malati e 420mila morti ogni anno, con un costo stimato di almeno 100 miliardi di dollari.

Infine, in Italia i dati del censimento ufficiale dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom), dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum), di Fondazione Aiom e di Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), raccolti nel volume ‘I numeri del cancro in Italia’, presentato a novembre, parlano da soli: sono 373.300 i nuovi casi di tumore stimati in Italia nel 2018, in aumento di 4.300 diagnosi rispetto al 2017.

La forma più frequente è diventata quella al seno (nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi, mentre erano 51.000 nel 2017), seguita dal cancro del colon retto (51.300, 53.000 nel 2017) che lo scorso anno era il più diagnosticato, e da quello al polmone (41.500, contro 41.800 nel 2017).

Sempre lo scorso anno, davanti al quintuplicarsi di tumori, al Policlinico Umberto I di Roma è nata una ‘task force’ composta da esperti di Endocrinologia, Radiologia, Medicina Nucleare, Oncologia, Gastroenterologia, Chirurgia generale, Anatomia patologica e Patologia clinica. Non è una casualità! Fonte Il format