Informare per resistere Pubblicato da il 18 ottobre 2011.
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***ATTENZIONE*** – PER LA CASSAZIONE ABBIAMO DIRITTO AL RIMBORSO DELL’IVA PAGATA SULLA TASSA SUI RIFIUTI PER 10 ANNI!!

La Cassazione ha finalmente stabilito che la tassa sui rifiuti solidi urbani è di fatto una tassa e non una tariffa; di conseguenza hanno applicato l’iva su un importo dove non doveva essere applicata in quanto appunto “tassa”. Pertanto tutti gli utenti hanno diritto al rimborso del 10% dei 10 anni retroattivi; inoltre controllando sul sito “Federconsumatori” si evince che chi richiede il rimborso (che come al solito arriverà, lentamente ma arriverà) bloccherà di fatto l’iva sulle prossime fatture.

Chi non lo fa si troverà a continuare a pagare tutto come prima perché, come capita solo in Italia, gente come anziani o fasce inferiori che non conoscono i loro diritti non ne usufruiscono “in automatico”, ma solo se se ne accorgono e fanno richiesta.

Pertanto vi allego il modulo che contiene le spiegazioni per la compilazione.

Fate girare comunque tale comunicazione perché, come spesso avviene, i mezzi di comunicazione non ne parlano sufficientementemente.

Sono oltre 6 milioni le famiglie residenti in circa 2000 comuni italiani, che, dal 1999 al 2008, hanno dovuto pagare l’IVA di troppo sulla tassa sui rifiuti, e che oggi devono avere indietro quanto versato in più del dovuto.

La stima di tale spesa non è affatto di poco conto: secondo quanto indicato dall’ultimo rapporto APAT, è stimabile che, tra famiglie ed aziende, la partita viaggi intorno ai 200-230 milioni di Euro all’anno.

Ad esempio: per una famiglia che paga 250 Euro all’anno di TIA, quindi, la restituzione corrisponderebbe a 25 Euro l’anno, che vanno moltiplicati per il numero di anni in cui si è pagata la TIA.

FONTE: http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=20091029110214&t=istr

—-

Modulo Tarsu Oggetto: richiesta di rimborso dell’IVA relativa al pagamento della Tassa di Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani.

Il/la sottoscritto/a ………………………………………, nato/a a ………………………………………….. il ../../…., C.F.: ……………………………………….. e residente in ……………………………., Via ……………………… numero … CAP ………, in qualità di : proprietario/ dell’immobile sito in ………………, Via …………….. n. …, iscritto al Catasto del Comune di …………………….., Sezione …., Foglio …., Pratica ………………;

PREMESSO CHE

ha regolarmente corrisposto per i/il suddetti/o immobili/e la TARSU comprensiva di Iva al 10%, come da fatture allegate alla presente.

Con la Sentenza numero 238/2009 la Corte Costituzionale nel rilevare la natura tributaria di TARSU e TIA, in particolare: “7.2.3.6. – […] Non esiste, del resto, una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti […]. Se, poi, si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria (da ultimo, art. 13, paragrafo 1, primo periodo, della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; come ribadito dalla sentenza della Corte di giustizia CE del 16 settembre 2008, in causa C-288/07) esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità» ha di fatto inequivocabilmente escluso l’imponibilità ai fini IVA di codesta Tassa o Tariffa.

Ne consegue che l’Iva addebitata al sottoscritto e documentata dalle fatture in allegato risulta indebitamente corrisposta quindi

CHIEDE

Il rimborso di quanto versato e non dovuto come da tabella riepilogativa allegata, con riferimento agli ultimi dieci anni, oltre agli interessi legali decorrenti dal giorno dei singoli pagamenti;

l’immediata cancellazione dalle future fatture e dai ruoli della suddetta voce nonché la comunicazione alla società di riscossione ai fini dell’eventuale sgravio.

Si rimane in attesa di un Vostro riscontro, entro e non oltre novanta giorni dal ricevimento della

presente, con l’avvertimento che, decorso inutilmente tale termine, il sottoscritto si vedrà costretto ad adire la competente Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti.

La presente vale ad ogni effetto di legge quale formale diffida e messa in mora, anche ai fini interruttivi della prescrizione.

In fede,

Riepilogo Fatture:

Anno

Fattura n.

Importo totale fattura

IVA versata

Totale IVA versata

Allegati:

copia fattura n. del ../../……..;

copia fattura n. del ../../……..;

copia fattura n. del ../../……..;

copia fattura n. del ../../……..;

copia fattura n. del ../../……..;

copia fattura n. del ../../……..;

copia fattura n. del ../../……..;

copia fattura n. del ../../……..;

copia fattura n. del ../../……..;

copia fattura n. del ../../………

—————————————————————————————————————————-

modulo rimborso IVA  *

Spett.le Comune di________________________

_________________________________ _________________________________ Raccomandata A/R

Spett.le_________________________________ _________________________________ _________________________________

Raccomandata A/R

Oggetto: richiesta di rimborso dell’IVA relativa al pagamento della Tariffa di Igiene Ambientale/ Tassa di Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani.

Il/la sottoscritto/a____________________________________________________________, nato/a a __________________________________, il________________________________, C.F.:__________________________________e residente in__________________________, Via/P.zza ____________________________________ numero________ cap.____________,

in qualità di *:

•    _________________________ dell’immobile sito in __________________________, Via/P.zza______________________________________________n.______________, iscritto al Catasto del Comune di___________________________________, Sezione___________________,    Foglio___________,    Particella_____________, Sub___________, Zona____________, Categoria___________, Classe___________;

** PREMESSO CHE ha regolarmente corrisposto per i/il suddetti/o immobili/e la TARSU/TIA comprensiva di Iva al 10%, come da fatture allegate alla presente. Con la Sentenza numero 238/2009 la Corte Costituzionale nel rilevare la natura tributaria di TARSU e TIA, in particolare: “7.2.3.6. – [...] Non esiste, del resto, una norma legislativa che

Compilare alternativamente a seconda di chi vi ha fatturato la TARSU/TIA: Comune, Gestore privato o azienda municipalizzata.

(Per ogni immobile di cui si chiede il rimborso dell’Iva versata, indicate la vostra qualifica (ad esempio proprietario, affittuario…) e riportate gli estremi catastali dell’immobile che trovate sulla visura catastale o sugli atti del notaio).

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espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti [...]. Se, poi, si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria (da ultimo, art. 13, paragrafo 1, primo periodo, della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; come ribadito dalla sentenza della Corte di giustizia CE del 16 settembre 2008, in causa C-288/07) esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità».”

ha di fatto inequivocabilmente escluso l’imponibilità ai fini IVA di codesta Tassa o Tariffa. Ne consegue che l’Iva addebitata al sottoscritto e documentata dalle fatture in allegato risulta indebitamente corrisposta quindi

CHIEDE 1.    Il rimborso di quanto versato e non dovuto come da tabella riepilogativa allegata, con

riferimento agli ultimi dieci anni, oltre agli interessi legali decorrenti dal giorno dei

singoli pagamenti; 2.    l’immediata cancellazione dalle future fatture e dai ruoli della suddetta voce nonché la

comunicazione alla società di riscossione ai fini dell’eventuale sgravio.

Si rimane in attesa di un Vostro riscontro, entro e non oltre novanta giorni dal ricevimento della presente, con l’avvertimento che, decorso inutilmente tale termine, il sottoscritto si vedrà costretto ad adire la competente Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti. La presente vale ad ogni effetto di legge quale formale diffida e messa in mora, anche ai fini interruttivi della prescrizione.

_________________________, lì _________________ Firma

*** Riepilogo Fatture:

****Allegati:

-    copia fattura n._________ del __________; -

Anno

Fattura n.

Importo totale fattura

Iva versata

Elencate le fatture che allegate indicando l’anno di pagamento, il numero della fattura, l’importo totale della stessa e l’Iva versata, inserendo il totale nell’ultimo rigo della tabella, in corrispondenza della colonna relative all’IVA.

Totale Iva versata

Elencare le copie delle fatture che si allegano riportandone il numero e l’anno di versamento, ricordando di allegare tutte le fatture emesse nello stesso anno in caso di pagamento frazionato.

* Compilare alternativamente a seconda di chi vi ha fatturato la TARSU/TIA: Comune, Gestore privato o azienda municipalizzata.

** Per ogni immobile di cui si chiede il rimborso dell’Iva versata, indicate la vostra qualifica (ad esempio proprietario, affittuario…) e riportate gli estremi catastali dell’immobile che trovate sulla visura catastale o sugli atti del notaio.

***  Per ogni immobile di cui si chiede il rimborso dell’Iva versata, indicate la vostra qualifica (ad esempio proprietario, affittuario…) e riportate gli estremi catastali dell’immobile che trovate sulla visura catastale o sugli atti del notaio.

**** Elencare le copie delle fatture che si allegano riportandone il numero e l’anno di versamento, ricordando di allegare tutte le fatture emesse nello stesso anno in caso di pagamento frazionato.

FACCIAMOLO GIRARE!!!

Fonte: Stampa Libera

45 Risposte a ***ATTENZIONE*** – PER LA CASSAZIONE ABBIAMO DIRITTO AL RIMBORSO DELL’IVA PAGATA SULLA TASSA SUI RIFIUTI PER 10 ANNI!!

  1. damiano Rispondi

    19 ottobre 2011 at 09:43

    domanda:questo modulo è idoneo per tutti i comuni d’Italia? esiste qualche comune esente da questo rimborso?

    • susi Rispondi

      20 ottobre 2011 at 01:10

      Mi spiace dover dire che il comunicato è incompleto e, quindi, genera confusione e falsi entusiasmi! Per corretta informazione aggiungerei: “tutti gli utenti CHE ABITANO IN COMUNI A REGIME TRARIFFARIO hanno diritto…”. Torino e Milano, ad es, sono a regime TRIBUTARIO, cioè di TASSA (sigla TARSU: Tassa Rifiuti Solidi Urbani) e, non avendo mai applicato IVA, non devono ora rimborsarla! ecco il link per Torino (ognuno cerchi il proprio comune): http://www.comune.torino.it/tarsu/

  2. lucia fallarino Rispondi

    19 ottobre 2011 at 09:55

    non è l’unica tassa tassata, prima o poi ci dovranno rimborsare tutto

  3. nausika Rispondi

    19 ottobre 2011 at 10:04

    Sono andata sul sito di federconsumatori ma non trovo il modulo riportato in alto… come lo posso scaricare?

  4. Ivan Rispondi

    19 ottobre 2011 at 10:31

    Io in data 29 agosto 2009 feci richiesta all’Hera spa di rimborso dell’Iva indebitamente riscossa e mi fu risposto che occorreva sentenza della Corte di Cassazione oltre alla sentenza dell’Alta Corte.
    Bene ora c’è anche questa e provvederò a richiedere il rimborso anche per il periodo 2009-2011 e sono curioso di vedere cosa mi risponderanno.
    Ivan

  5. Sofia Rispondi

    19 ottobre 2011 at 12:37

    L’ho inviato all’ufficio tributi nel gennaio del 2010, con la speranza che la cassazione obbligasse a questo risarcimento. Ovviamente non ho mai ricevuto una risposta. Devo rispedire tutto?

  6. valeria Rispondi

    19 ottobre 2011 at 13:33

    dal sito di federconsumatori queste risultano essere notizie un pò vecchie. l’ultimo comunicato sull’argomento, non certo positivo, è del maggio 2010. vorrei sapere se da allora ad oggi ci sono novità rilevanti che rendano questa notizia valida.

  7. Luciana Rispondi

    19 ottobre 2011 at 15:15

    Devo avere gli estremi catastali anche se sono affittuaria???
    e come posso scaricare il modulo??

  8. Giuseppe Ferrero Rispondi

    19 ottobre 2011 at 15:22

    Due osservazioni:
    1) il Comune non sempre applica l’IVA (il mio ad esempio non lo fa)
    2) il problema potrebbe invece riguardare le bollette dei consumi (luce, acqua, gas): ad es. sulla bolletta luce, oltre ai vari costi, si conteggiano le accise (tassa statale + enti locali) e sul TOTALE (comprendente appunto le accisa) viene applicata l’IVA al 10%.

  9. Mario Rispondi

    19 ottobre 2011 at 15:26

    Ma insomma…dobbiamo anche allegare le fatture e perderci in ore di ricerche tra i documenti domestici??
    Il Comune sa benissimo quanto ho pagato e non credo che dobbiamo essere noi a fornire loro il riepilogo delle somme da avere indietro.
    E’ tutto computerizzato,no?? All’ impiegato basterà digitare il mio nome per vedere il mio “STORICO” come contribuente per poi defalcare l’ iva da restituirmi. Ma porca vacca…per una domanda del genere serviranno giorni! Allora gli anziani?? Le fasce deboli?? Vengono tutelate in questo modo secondo voi????????? Vorrei vedere mia nonna a compilare una roba del genere!!!

  10. Leonardo Pandolfini Rispondi

    19 ottobre 2011 at 16:27

    ma se come mi dicono cestinano la richiesta e non succede niente?che si deve fare?

  11. movy Rispondi

    19 ottobre 2011 at 23:55

    vedo l’ora delle vs.risposte c…. ma nessuno lavora,
    passiamo al dunque vi do una risposta rapida al sig.pandolfini per farvi capire in che mondo di merda siamo
    ci hanno inviato i moduli del censimento a casa,tanta carta buttata per scrivere due cazzate con la battuta che all’istat serve per garandire un futuro all’italia. cazzo pero’nelle domande manca quella piu importante,”””se hai perso il lavoro o come cazzo fai a vivere salutiiiiiiiiiiiiiiiiii

  12. lory Rispondi

    21 ottobre 2011 at 12:08

    Io ho presentato richiesta di rimborso nell’aprile 2010. Un gran marasma di carte e interlocutori (Federconsumatori, Comune, BAS). Dopo aver letto questa notizia, ieri sono tornata da federconsumatori nella mia città. Ma mi hanno detto che non sanno niente di nuovo e comunque anche se ci fosse, OGNI cittadino dovrebbe fare causa.

  13. orz Rispondi

    29 novembre 2011 at 15:13

    Ciao non mi è molto chiaro il rimborso, ad esempio a Napoli si può chiedere?

  14. cristina Rispondi

    29 novembre 2011 at 20:17

    A Roma c’è l’AMA tariffa rifiuti. Ho controllato la fattura, oltre all’importo da pagare, c’è anche scritto “tributo ambientale provinciale (fuori campo applicazione IVA) euro 9,49
    per un totale di 199,07
    Per favore qualcuno mi può spiegare che vuol dire “fuori campo…” Grazie

  15. Daniela Rispondi

    20 gennaio 2012 at 15:15

    Buon giorno, ho una domanda e spero di trovare una risposta in questo forum. I miei genitori hanno conservato i bollettini dei vari pagamenti all’ama ma non hanno tenuto tutte le fatture. Leggo nel resoconto da spedire all’ama che bisogna fotocopiare tutte le fatture e spedirle con la domanda di rimborso. La mia domanda è visto che l’iva è il 10% della cifra versata, posso fotocopiare il bollettino e ricavare da quello il 10% e richiedere quindi il rimborso? Altrimenti posso richiedere all’ama le vecchie fatture, se si a quale numero devo chiamare o in quale sito devo andare? Ho controllato nel sito ufficiale dell’ama ma non l’ho trovato.
    Grazie per l’attenzione

    • Donna M Rispondi

      2 febbraio 2012 at 11:30

      Credo che sarebbe tutto inutile. Prima di tutto, la notizia è abbastanza vecchia (risale al 2009). Poi, ho trovato questo articolo su Internet: http://www.iltempo.it/roma/cronaca_locale/roma/2009/10/27/1086278-deve_alcun_rimborso.shtml

      Oltretutto, ho notato sulle nostre fatture dell’AMA che non c’è più l’IVA, ma invece la dicitura “fuori campo applicazione IVA”. Ma non so da quando. Così, se non avete anche le fatture, non potete sapere fino a quando c’era l’IVA.

      La notizia data com’è qua è anche abbastanza ridicola perché se viene deciso che l’IVA non debba essere applicata, la sentenza avrà automaticamente valore per TUTTI gli utenti, non soltanto per quelli che ne chiedono il rimborso per gli anni passati. Non sarebbe legale se continuassero ad applicarla per qualcuno lo stesso (ma non per altri).

      Inoltre, come ha detto Mario sopra, con tutti i dati dei contribuenti ormai informatizzati e disponibili all’AMA e all’Agenzia delle Entrate in una banca dati, sembra ridicolo chiedere all’utente di cercare e allegare le fatture e le ricevute pena l’impossibilità di ottenere il rimborso (e così inondare le aziende con montagne di carta mandate dai contribuenti). Sapranno già loro quanto ha pagato ognuno, no?

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